Champions League, gli arbitri pesano: ma l’Italia è indietro

Gli arbitri contano, gli episodi pesano ma poi siamo così sicuri che siano stati decisivi?

Cristiano Ronaldo, attaccante della Juventus
Cristiano Ronaldo, attaccante della Juventus nella gara contro il Porto

C’è delusione ma, vedendo il calendario e i sorteggi, non sarebbe potuto essere altrimenti. La Lazio e l’Atalanta avevano davanti due colossi; due istituzioni del calcio europeo che hanno fatto valere la loro abitudine alla Champions League. Il Real Madrid non è lo stesso di qualche anno ma il livello non può essere paragonato. Esattamente come non possono essere messe a confronto Lazio e Bayern Monaco. L’impressione però è che il nostro movimento sia ancora indietro e che non sia ancora pronto ad affrontare squadre di questo tipo e di questo livello. Probabilmente, per cercare di alzare il livello e il blasone, anche la Juventus vista ad Oporto avrebbe fatto fatica e sarebbe inutile pensare ad un risultato positivo ad avversari invertiti.

Musiala, giocatore del Bayern Monaco
Musiala, giocatore del Bayern Monaco

In tutto questo, poi, va inserito il discorso relativo ad una condotta arbitrale che ha influenzato ed indirizzato le gare. Molti episodi, soprattutto quelli che hanno penalizzato Lazio ed Atalanta, sono dubbi e hanno finito per penalizzare ed indirizzare le rispettive gare. Non siamo ancora pronti al grande salto, questo sembra evidente, e siamo ancora incredibilmente indietro rispetto ai grandi club europei. Il nostro calcio sta maturando ma lo sta facendo lentamente e l’impressione è che fra poco il divario sarà incolmabile. La Champions League è lo specchio dei valori delle squadre e dalla competitività di ogni club e noi, al netto di alcuni ed evidenti errori arbitrali, abbiamo ancora diversa strada da compiere.

Champions League, un tris di sconfitte: è tempo di mettersi in discussione

Probabilmente non era mai successo che alla fine delle gare di andata, fra Champions League ed Europa League, solo una squadra italiana fosse tornata a casa con il bottino pieno. Il problema è evidente e nessuno, però, nascondendosi dietro ad evidenti e colossali errori arbitrali, sembra volerlo vedere. L’Italia e il suo calcio non crescono ma continuano a rimanere indietro senza per altro aver il coraggio di mettersi in discussione. Nel nostro paese sembra esserci la convinzione di essere ancora fra i primi del mondo, ma il calcio si è evoluto e ci ha lasciato nelle retrovie.

Mendy (Real Madrid)
Mendy (Real Madrid)

E’ arrivato il tempo di mettersi in discussione e di cambiare l’ottica di un movimento che non può gioire nel vedere “pullman piazzati davanti alla riga di porta. Le sconfitte di Lazio ed Atalanta erano di gran lunga pronosticabili, ma la Juventus? Sì è vero, il Porto è una squadra difficile da affrontare ma il gioco espresso nella triste serata portoghese non può essere quello della regina indiscussa del nostro calcio. Forse bisogna invertire la tendenza, mettere in discussione i dogmi di un calcio che sta diventando il nostro male e che, peggio ancora, non si ha il coraggio di mettere sul banco degli imputati perchè chi siede su queste panchine fa parte dell’ultima dell’ultima grande vittoria del nostro calcio. E, infine, siamo sicuri che il nuovo format pensato per la Champions League oppure la Super Lega possano essere la chiave di una crescita futura?

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