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Chelsea, Tuchel batte Guardiola: la tradizione ha la meglio sull’innovazione

Thomas Tuchel con un gioco semplice ed efficace è riuscito a sollevare la “coppa dalle grandi orecchie”. Per la terza volta in sei settimane, la tradizione del tecnico tedesco ha sconfitto la continua ricerca di innovazione di Pep Guardiola

Thomas Tuchel @Image Sport
Thomas Tuchel @Image Sport

La rivincita di Tuchel

Nella notte dell’Estádio do Dragão è il Chelsea a laurearsi campione d’Europa. Thomas Tuchel si prende la sua rivincita personale, dopo aver perso la finale dello scorso anno con il PSG. E’ finalmente riuscito a sollevare la coppa dalle grandi orecchie battendo il Manchester City di Pep Guardiola. Una partita con poche occasioni da gol, ma giocata con grande intensità e velocità, che può aver cambiato l’idea di calcio. Dopo undici anni in cui ha regnato la filosofia Guardiolana del tiki-taka, Tuchel ha spodestato Pep, diventando lui il nuovo maestro.

Chelsea campione d'Europa @Image Sport
Chelsea campione d’Europa @Image Sport

Il rischio non ha pagato

L’allenatore spagnolo ha perso la sua prima finale di Champions League, dopo averne raggiunte e vinte due con il suo Barcellona delle meraviglie. Se durante la cavalcata vincente in Premier League, abbiamo apprezzato la metamorfosi del gioco di Guardiola, non più votato quasi esclusivamente all’attacco, ma fatto di equilibrio e di un’ottima fase difensiva, nella gara di ieri il tecnico ha fallito l’esame più importante. Scelte piuttosto discutibili, innanzitutto ha rinunciato ad un vero attaccante, proponendo Kevin De Bruyne come falso nueve. La mossa si è rivelata sbagliata, con il belga braccato dalla morsa del terzetto difensivo Blues.

Pep Guardiola @Image Sport
Pep Guardiola @Image Sport

In secondo luogo, una linea di centrocampo composta da Bernardo Silva, Gündoğan e Foden, troppo offensiva e incapace di creare filtro davanti alla difesa. L’assenza di un mediano puro, non ha fornito equilibrio alla squadra e non ha protetto la coppia Stones-Ruben Dias. Proprio con questa mossa probabilmente, si sarebbe potuto evitare il gol subito e il primo tempo totalmente sterile da parte dei Citizens. A conferma di questo, l’inserimento di Fernandinho nella ripresa, ha dato maggiore equilibrio alla squadra, la quale in fase difensiva ha subito poco o nulla.

La vera innovazione è la tradizione

D’altro canto però, c’è da dire che i Blues hanno giocato una partita pressoché perfetta: squadra corta, compatta, veloce in ripartenza e che ha chiuso ogni spazio alla squadra di Manchester. Tuchel ha studiato alla perfezione la formazione di Guardiola, bloccandone tutti i punti cardine. Oltre a questo, il terzetto composto da Azpilicueta, Rudiger e Thiago Silva (poi sostituito da Christensen) è stato impenetrabile.

Chelsea @Image Sport
Chelsea @Image Sport

Un Kantè magistrale ha coperto ogni parte di campo coadiuvato dal compagno Jorginho, che ha svolto un ottimo lavoro oscuro in fase difensiva. La vivacità del trio offensivo Mount-Havertz-Werner, non ha mai lasciato punti di riferimento ai difensori opposti, generando confusione nella retroguardia degli Sky Blues. Ieri la vera lezione è stata data da Tuchel, il suo stile più tradizionale è stato sicuramente più efficace, rivelandosi vincente rispetto a quello del collega Guardiola, forse troppo spesso impegnato nel suo ruolo di innovatore.