Chi è James Maddison, il 10 che ha stregato il Tottenham

Ha saputo convincere tutti i detrattori, oggi il Tottenham è pronto a puntare su di lui per il dopo Eriksen.

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Ecco chi è James Maddison, il trequartista inglese che sta convincendo il Tottenham ad un clamoroso ricambio generazionale.

Il Tottenham è alla ricerca di un sostituto per tamponare la partenza di Eriksen, evento oramai sempre più probabile alla luce delle ultime news. Il trequartista danese è infatti pronto per una sfida più ambiziosa, ed ha certamente l’età e la maturità calcistica adatte a compiere finalmente il grande salto in una squadra che ambisca a vincere la Champions League. D’altro canto la compagine londinese, conscia di poter perdere la propria stella in estate, è già alla ricerca del sostituto ed il nome più caldo è proprio quello di James Maddison.

Per alcuni vedere il numero 10 del Leicester accostato già agli Spurs dopo sole 23 partite di Premier League disputate in carriera (il 22enne è infatti un esordiente nella massima serie inglese, avendo giocato fino all’anno scorso solamente nelle leghe minori), potrà certamente sembrare un azzardo. Eppure chi ha seguito Maddison nel corso della sua crescita, sa bene che si tratta di una scommessa che potrebbe rivelarsi molto più che azzeccata.

Una gavetta lunga una vita

James Maddison nasce calcisticamente al Coventry, dove muove i suoi primi passi dimostrando fin da subito agli addetti ai lavori di possedere – nei piedi quanto nella testa – qualcosa di speciale. A 18 anni il ragazzo esordisce in prima squadra nella League One inglese, convincendo sin da subito gli operatori di mercato grazie alle sue qualità tecniche e venendo avvicinato proprio dagli stessi scout del Tottenham. Tuttavia il diciottenne non si sente ancora pronto al grande salto, così rifiuta coraggiosamente il trasferimento in Premier League per accettare invece la corte del Norwich, convinto di poter trovare più spazio nella seconda divisione inglese.

Le aspettative del giovane inglese però non si materializzano: piccolo e gracile, viene a lungo ritenuto inadatto al calcio professionistico inglese, finendo spesso addirittura relegato in tribuna. Nell’agosto del 2016 giunge l’occasione di poter giocare da titolare, quando viene girato in prestito all’Aberdeen: Maddison ringrazia e fa impazzire i tifosi scozzesi con giocate d’alta scuola, compreso il fantastico goal su punizione che vale la vittoria per 2-1 sugli odiati rivali dei Glasgow Rangers.

Il prestito si conclude a metà stagione, nel corso della quale il ragazzo si ripresenta a Norwich con un bottino di 2 reti e 7 assist in 14 presenze di Scottish Premier League. Numeri eccellenti per quello che è il suo primo esordio da professionista, ma che ancora non convincono il tecnico Daniel Farke a concedergli una chance. Così il giovane finisce nuovamente a fare la spola fra panchina e tribuna, venendo impiegato per un totale di soli 32 minuti nell’arco di tre partite, a campionato praticamente già concluso e per giunta fuori ruolo.

Mors tua, vita mea: la grande svolta di James

James Maddison non è un debole, questo è chiaro: molti ragazzi nella sua condizione, dopo aver rifiutato la corte di una big per avere la certezza di giocare in una serie inferiore, si sarebbero sentiti umiliati nell’orgoglio vedendosi scavalcati da giocatori meno talentuosi. Ma “molti ragazzi” non sono James. Il ventenne infatti si allena a testa bassa, incita i compagni e solidarizza con loro, dimostrando delle fortissime qualità mentali. Tant’è che alfine, il destino si decide a concedergli una chance.

La stagione 2017/18 comincia sotto una buona stella per il giovane di Coventry: i problemi fisici del totem Hoolahan, presentatosi non al meglio ai nastri di partenza, convincono Farke a rivedere le carte in tavola e a concedere una chance a quello scalpitante ragazzino smunto. Maddison ringrazia e coglie l’occasione al volo, dando finalmente prova a tutti del suo talento fin dalla prima uscita in trasferta contro il Fulham. A fine stagione il suo score segnerà 44 presenze, 14 goal e 8 assist, prestazioni che gli varranno la chiamata del Leicester orfano di Mahrez ed estremamente bisognoso di addizionare qualità ad una rosa tecnicamente a dir poco approssimativa.

Il futuro è già presente

Dopo essere stato snobbato a lungo dal grande calcio inglese (e non solo), James Maddison sale alla ribalta delle cronache d’oltremanica e guadagna “improvvisamente” la titolarità e la maglia numero 10 delle Foxes, ricevendo persino la sua prima chiamata nella Nazionale dei Tre Leoni. Ma quella che può sembrare ai più un’ascesa improvvisa e fulminea, è in realtà la storia di un ragazzo che ha preferito coscientemente partire dal basso e che, nonostante ciò, si è trovato ad affrontare difficoltà molto più aspre rispetto a quelle che le sue qualità tecniche avrebbero potuto (e forse dovuto) presentargli.

Oggi James ha 22 anni e, se la sua maturità calcistica e tecnica dovrà ancora giungere a compimento, la certezza è che a livello mentale ha saputo affrontare con successo situazioni di svantaggio che molti suoi colleghi spesso non incontrano nell’arco di un’intera carriera. Tant’è che il Tottenham, consapevole del fatto che Eriksen vorrà con ogni probabilità una nuova sfida in estate, lo sta seguendo molto da vicino nell’ottica di consegnare al ventiduenne del Leicester l’eredità tecnica del danese.

Si tratta certo di una sfida che sarebbe ardua per chiunque, viste le ben note qualità del 26enne di Middelfart; ma se c’è una cosa che la pur giovane carriera di James Maddison ha finora insegnato sul suo conto, è proprio che le missioni “impossibili” non lo spaventano. Sky is the limit, sogliono dire gli anglofoni in casi come questo. E se il cielo non sarà, riuscire a conquistare il bianco e blu degli Spurs – magari con la ciliegina della titolarità nella Nazionale inglese – rappresenterebbe comunque una soddisfazione mica male.

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