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Coin of Champions, Alessio Cerci tra gli ambassadors: la prestazione più entusiasmante dell’ex Torino

Anche Alessio Cerci ha aderito con entusiasmo al progetto Coin of Champions: dalla stagione da incorniciare con il Torino alle successive delusioni, riviviamo insieme la prestazione più entusiasmante del calciatore romano

Cerci e Immobile (Torino)
Cerci e Immobile (Torino)

Coin of Champions intende mutare in maniera radicale il mondo delle criptovalute e, di conseguenza, anche l’opinione collettiva e la concezione comune, spesso impregnate di scetticismo e scarsa informazione, che avvolge l’infinito e complesso universo delle monete virtuali. A differenza di quasi tutte le altre crypto, infatti, il progetto ideato da Cesare Florio, reso noto al grande pubblico lo scorso 5 luglio e lanciato ufficialmente sul mercato internazionale ad ottobre, ha tra le sue assolute priorità la trasparenza e la beneficenza. In questo senso, una grande percentuale del totale circolante (il 10%) verrà destinato ad ONLUS internazionali ed un altro 10% sarà invece impiegato per l’edificazione e la riqualificazione di impianti sportivi. Insomma: COC è pensata quasi ed esclusivamente per i giovani e per lo sport, con lo scopo di dare la possibilità a tutti, indifferentemente dal ceto sociale, di divertirsi e rimanere in salute, sia da un punto di vista fisico che psicologico, grazie all’attività fisica.

Da Nesta a Ronaldino, fino a Zambrotta e Materazzi: gli Ambassadors di Coin of Champions

Considerate le premesse e gli obiettivi sopraelencati, non c’è dunque da stupirsi del fatto che il progetto COC abbia già ottenuto un’enorme quantità di consensi e che sia stato addirittura nominato platinum sponsor di un evento di portata internazionale come i Globe Soccer Awards, tenutisi a Dubai lo scorso 27 dicembre. Alla luce di ciò, si può dunque asserire con tutta serenità che Coin of Champions sta letteralmente bruciando le tappe.

Questo soprattutto per merito dei numerosi e celebri ambassadors che hanno deciso sin da subito di sostenere con entusiasmo e di far conoscere all’intero globo l’idea rivoluzionaria partorita da Florio. A tal proposito, Alessandro Nesta, Filippo Inzaghi, Gianluca Zambrotta, Christian Vieri, Marco Materazzi, Alessandro Diamanti, Amauri ed Alessio Cerci sono solo alcuni dei giocatori ed ex giocatori che hanno deciso di abbracciare con convinzione l’ambiziosa visione targata COC. A questi nomi altisonanti, si aggiungono poi anche quelli di due mostri sacri che hanno fatto la storia della Nazionale verdeoro: Ronaldinho e Roberto Carlos. Senza dimenticare Wesley Sneijder, uno degli eroi del Triplete dell’Inter, Sebastien Frey detto Wolverine, grande ex portiere della Fiorentina, e Diego Lugano, autentica bandiera dell’Uruguay. Adesioni illustri, destinate ad aumentare ulteriormente, che evidenziano quanto sia visionario il progetto Coin of Champions e quanta gioia e felicità possa regalare, se supportato adeguatamente, alle persone meno fortunate.

Alessio Cerci, ex Atletico Madrid
Alessio Cerci, ex Atletico Madrid

La stagione da sogno di Alessio Cerci

Come si può evincere dalla lista riportata qui sopra, uno dei primi ad accogliere con favore il progetto COC è stato Alessio Cerci, ala destra originaria di Velletri che tutti noi ricordiamo molto bene con indosso la maglia del Torino, club con cui ha messo a referto 21 sigilli in 72 presenze. In questo senso, il calciatore scuola Roma è da considerare uno dei protagonisti assoluti della rinascita del Toro nel corso di quell’indimenticabile stagione 2013-2014 quando, grazie all’intuizione del tecnico Gian Piero Ventura di cucirgli addosso il ruolo di seconda punta al fianco di Ciro Immobile, riuscirà nell’impresa di riportare i granata in Europa dopo quasi due decenni dall’ultima volta.

L’annata del calciatore romano sarà a dir poco impressionante, così come l’affiatamento con l’attuale centravanti della Lazio: 13 gol ed 11 assist che si riveleranno fondamentali per trascinare i piemontesi in Europa League. Detto questo, purtroppo quella sarà l’unica stagione degna di nota disputata dal classe ’87 prima del discusso trasferimento all’Atletico Madrid per 15 milioni di euro, in quello che sarebbe dovuto essere l’approdo definitivo nel “calcio che conta”. Non sarà però così. Cerci collezionerà infatti appena 6 presenze con i Colchoneros per poi iniziare un estenuante viaggio in giro per il vecchio continente senza riuscire più, tuttavia, a ritrovare se stesso. A tal proposito, le esperienze al Milan, Genoa, Ankaragucu, Salernitana ed infine Arezzo saranno semplicemente da dimenticare.

Alessio Cerci, ex Milan
Alessio Cerci, ex Milan

Torino-Genoa, Cerci fa volare il Toro

In virtù di quanto descritto, la miglior prestazione dell’intera carriera dell’ex Roma non potrebbe essere altro se non una delle tante elargite con indosso la casacca del Toro in quella storica stagione 2013-’14. In questa sede, abbiamo così deciso di rispolverare un ricordo tanto caro ai tifosi granata: un Torino-Genoa datato 13 aprile 2014.

I padroni di casa sono a caccia di 3 punti fondamentali, davanti ai propri sostenitori, per mantenere vive le speranze di una qualificazione in Europa. La partita si presenta però molto chiusa sin dalle prima battute e i numerosi falli, contrasti ed interruzioni rendono la trama di gioco di entrambe le formazioni piuttosto lenta. Questo fino all’85° minuto, quando il Grifone si presenta pericolosamente nei pressi dell’area di rigore dei padroni di casa: cross di Sturaro e Gilardino insacca comodamente sottomisura portando in vantaggio i liguri.

 

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L’episodio, anziché abbattere gli uomini di Ventura, risveglia al contrario il famoso Vecchio Cuore Granata: una sorta di forza ultraterrena composta principalmente da una buona dose di cattiveria agonistica primordiale, non spiegata scientificamente, che una volta innescata ha l’abitudine di abbattersi come uno tsunami sui malcapitati avversari. Tale evento non si verifica spesso ma, quando succede, emana un’energia potentissima in grado di abbagliare chiunque, suo malgrado, si trovi nei paraggi. Il Toro inizia così a caricare furiosamente a testa bassa: l’Olimpico si è trasformato in una qualunque strada andalusa che ospita una corrida, dove i giocatori in maglia granata fremono dalla voglia di surclassare i rivali. Al 92° Immobile, che verrà eletto capocannoniere di quell’annata con 22 reti, riceve palla da El Kaddouri, si gira rapidamente e batte Perin con un meraviglioso tiro a giro dal limite dell’area che va a concludere la propria incantevole traiettoria all’incrocio dei pali: 1-1. Ma non è finita qui.

Alessio Cerci al Torino
Alessio Cerci al Torino

Il Genoa torna mestamente a centrocampo per far ripartire il gioco ma perde immediatamente e banalmente il possesso della sfera. La stessa giunge così nei piedi di Alessio Cerci, ambassador di Coin of Champions cui è possibile iscriversi cliccando qui, il quale si invola verso l’area avversaria, salta un avversario ed esplode un mancino di rara potenza e bellezza che va ad impattare violentemente contro il palo per poi insaccarsi alla sinistra dell’estremo difensore rossoblu, nello stesso angolo pescato appena un minuto prima da Immobile: 2-1. La rimonta impossibile è completata: il popolo granata esplode e lo stadio trema sotto i saltelli di gioia della tifoseria di casa. Il miracolo si è davvero concretizzato sotto gli occhi di tutti. Così come una vittoria insperata che si rivelerà fondamentale per riportare finalmente il Torino in Europa.

 

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