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Coin of Champions, Amauri: la partita perfetta del centravanti italo-brasiliano

Amauri ha prestato il suo volto e il suo nome, in qualità di Ambassador, al rivoluzionario progetto Coin of Champions: riviviamo insieme la miglior prestazione in carriera del centravanti italo-brasiliano

Amauri alla Juventus
Amauri alla Juventus

Con una rapida escalation e con sempre maggior frequenza il mondo delle criptovalute si sta espandendo a macchia d’olio, andando a conquistare anche il mondo del calcio e, più in generale, dello sport. Nell’ambiente Crypto il progetto rivoluzionario di questo 2021 appena trascorso è stato Coin of Champions. CoC è un progetto ambizioso che guarda il futuro, che si è imposto con prepotenza nel mercato e che nasce con l’idea di creare il connubio perfetto tra l’industria Blockchain e quella dello sport. Per capire il successo di questo token è sufficiente dare un’occhiata ai numeri: dal 5 luglio, data del suo lancio in prevendita, il progetto ha raggiunto oltre 11.000 holders, produce oltre 100.000 dollari al giorno di transazioni e ha raggiunto più di 100 milioni di capitalizzazione.

Crescita esponenziale che è valsa a Coin of Champions la prestigiosa nomina come Platinum sponsor dei Globe Soccer Awards 2021, una delle manifestazioni più importanti del mondo del calcio, che ha visto nel mese di dicembre sfilare tutte le principali stelle del firmamento calcistico nella cornice mozzafiato di Dubai. Scalata al successo vertiginosa per CoC, che si pone come obbiettivo principale quello di finanziare numerose attività benefiche. Sarà, infatti, pari al 10% il quantitativo della fornitura totale di questa moneta destinato alle varie ONLUS nazionali e internazionali. Coin of Champions investirà, inoltre, un altro 10% del totale circolante per l’acquisto e la riqualifica di alcuni centri sportivi. Ebbene si, perché il progetto CoC riguarda da molto vicino i giovani e ha tra i propri obbiettivi quello di avvicinare sempre più i ragazzi al salutare mondo dello sport, curando la loro crescita e il loro benessere psicologico.

Coin of Champions - Crypto
Coin of Champions – Crypto

Coin of Champions, c’è anche Amauri tra gli Ambassadors

I motivi del successo di Coin of Champions sono ampi e riguardano innanzitutto le incredibili possibilità che esso offre a chi decide di entrare a far parte della community.  L’acquisto dei token Coc apre, infatti, a diverse opzioni, tutte volte a rendere l’esperienza indimenticabile. C’è, innanzitutto la possibilità di acquistare carte NFT per partecipare agli appositi giochi di fantacalcio, basket e tennis ideati. Sarà possibile, inoltre, accedere al progetto Metaverso, novità pronta a prendere piede e che consentirà a chiunque ne usufruisca di immergersi in un’incredibile esperienza virtuale. Esperienza che prevede diverse attività, quali tour negli stadi, provini a distanza per settori giovanili di alcuni club e la possibilità di allenarsi privatamente tramite gli insegnamenti dei grandissimi dello sport.

 

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Ciò che ha dato, però, la spinta e la fama internazionale a Coin of Champions, cui è possibile iscriversi cliccando qui, è la presenza di numerose stelle del mondo dello sport in qualità di Ambassadors. Questi rappresentano dei testimonial d’eccezione, che aumentano a dismisura la fama e la popolarità del progetto grazie al loro grandissimo impatto mediatico. Sono tantissime, infatti, le vecchie glorie che hanno prestato il loro volto e il loro nome alla causa CoC, convinti dalla bontà e dalla grandezza del progetto. Il loro apporto è necessario per incrementare la credibilità e la crescita di Coin of Champions, che punta ad avere nel tempo sempre più persone all’interno della propria community.

I primi ad aderire al progetto sono stati Marco Materazzi, Christian Vieri, Wesley Sneijder e Roberto Carlos. Nomi altisonanti ai quali se ne sono presto aggiunti altri. Successivamente è stato il turno di un trio tutto rossonero formato da Ronaldinho, Zambrotta e Nesta. Presenti anche Diego Lugano, Diamanti, Dramé, Onazi, Frey e Superpippo Inzaghi. Ci sono poi anche altri due campioni del mondo brasiliani come Gilberto Silva e Ricardo Rocha. A rappresentare gli altri sport i due campioni di baseball Chris Colabello e Simon Randall e l’ex pilota di F1 Giancarlo Fishcella. Tra loro anche Amauri, l’ex centravanti di Palermo e Juventus che – soprattutto tra il 2006 e il 2011 – si è imposto come uno degli attaccanti più incisivi e prolifici della Serie A.

Coin of Champions, Amauri: dagli esordi in Brasile alla Nazionale italiana

La carriera di Amauri nasce in Brasile ma si lega molto presto, indissolubilmente, all’Italia. Dopo una breve esperienza al Santa Catarina, club di seconda divisione brasiliana, nel 2000 ha l’opportunità di partecipare al Torneo di Viareggio. É la prima tappa di avvicinamento all’Italia che, negli anni avvenire, diventerà poi la sua fissa dimora. Prima. però, il suo passaggio in Svizzera, al Bellinzona. Avventura che finisce male a causa di un infortunio al ginocchio. Dopo un periodo difficile viene acquistato dal Parma che decide di girarlo subito in prestito al Napoli. Qualche settimana più tardi fa il suo esordio con la maglia dei partenopei, trovando la sua prima rete in Serie A in un Napoli-Hellas Verona 2-0.

L’anno successivo si accasa all’Empoli, in Serie B, ma non scende mai in campo con la squadra toscana. Nel 2002 passa allora al Messina, sempre in serie cadetta, e trova maggiore continuità. Viene acquistato, quindi, dal Chievo e qui la sua carriera ha un improvviso slancio verso l’alto. In tre stagioni in gialloblù mette a segno 22 reti in 96 presenze e finalmente il suo nome inizia a circolare con più insistenza tra le squadre di Serie A. Nel 2006 passa così al Palermo, in una squadra ambiziosa è piena di talento. In rosanero diventa l’ariete di sfondamento della squadra di Guidolin e i suoi gol portano la squadra in cima alla classifica dopo il girone di andata. Un grave infortunio lo tiene lontano dai campi per la seconda parte della stagione e così il sogno Europadiventa una chimera per i rosanero. Rimane al Renzo Barbera fino al 2008, concludendo la sua esperienza sicula con 23 gol in 52 presenze.

Amauri con la maglia della Nazionale Italiana
Amauri con la maglia della Nazionale Italiana

Nel 2008 il grande salto: arriva la chiamata della Juventus, decisa a puntare su di lui per rilanciarsi dopo un periodo buio. L’impatto col mondo bianconero è importante e nello stesso anno, a suon di buone prestazioni, raggiunge il traguardo delle 50 reti in Serie A. Le due stagioni successive, però, non sono delle migliori e Amauri vive lunghi periodi di astinenza dal gol, chiudendo la sua prima parentesi juventina con 17 reti in 71 presenze. Nel mezzo la convocazione nella Nazionale italiana, grazie alla cittadinanza ottenuta sfruttando la naturalizzazione della moglie. In azzurro giocherà solo una partita, nel 2010 contro la Costa d’Avorio. Inizia così la fase discendente della carriera dell’italo-brasiliano, che concluderà la sua avventura nel Bel Paese in un girovagare tra Parma, Fiorentina e Torino, ritrovando solo in maglia ducale parte dello smalto di un tempo. Decide di chiudere la carriera in America, vestendo le maglie dei Fort Lauderdale Strikers e New York Comos.

Coin of Champions, la partita perfetta di Amauri: la doppietta che stende il Diavolo in Juventus-Milan 4-2

La stagione 2007-2008 si è conclusa con l’Inter sul tetto d’Italia. I nerazzurri con Mancini in panchina si sono assicurati il secondo titolo consecutivo, lasciandosi alle spalle la Roma e la Juventus. Nel 2008-2009, quindi, sono ancora i nerazzurri – stavolta con Mourinho in panchina – la squadra a cui dare la caccia. Il Milan punta forte a contendere il titolo ai cugini, acquistando Ronaldihno, Borriello e Shevchenko, mentre la Juventus ci prova assicurandosi proprio Amauri dal Palermo. Il girone di andata vede le big faticare all’avvio, ma ben presto le due meneghine si appropriano del primato in classifica che sembra destinato a restare una lotta a due.

La Juventus, benché sconfitta nel derby d’Italia, tiene nel mirino le posizioni di vertice, anche grazie ad un buon inizio dell’attaccante italo-brasiliano. I bianconeri arrivano alla sfida della sedicesima giornata contro il Milan al secondo posto con 30 punti, appaiati proprio ai rossoneri e al Napoli. Amauri ha già segnato 8 reti in campionato e cerca gli acuti per accorciare sull’Inter capolista. Il 14 dicembre 2008 la squadra di Ancelotti arriva allo Stadio Olimpico di Torino in un gelida sera, pronta a tentare il sorpasso sugli uomini di Ranieri, in un match che si rivelerà a dir poco scoppiettante.

Amauri
Amauri, ex attaccante brasiliano della Juventus

Il tecnico testaccino schiera i suoi con un collaudato 4-4-2 con Del Piero e Amauri in tandem offensivo e Nedved ad agire sulla fascia. Ancelotti risponde mandando in campo tutta la qualità di cui dispone, con Seedorf e Ronaldinho alle spalle di Pato. I bianconeri partono forte e tentano da subito l’assalto al fortino di Abbiati. Amauri è ispirato e Maldini e Kaladze faticano a contenere il suo strapotere fisico. Già al ’10 l’ex Palermo da mostra delle sue doti acrobatiche, colpendo in rovesciata un bell’invito di Marchionni, spedendo però la sfera alta. Qualche minuto più tardi è ancora lui a preoccupare gli ospiti, sovrastando Zambrotta su un traversone e mettendo apprensione sulla difesa rossonera. Il primo quarto d’ora è tutto di marca juventina e alla fine gli sforzi si concretizzano con la rete dell’1-0 siglata da Alex Del Piero dal dischetto. I rossoneri si scuotono e trovano il pareggio alla mezz’ora grazie a Pato che da due passi mette dentro uno splendido assist di Ronaldinho. 1-1 e tutto da rifare per Amauri e compagni. Il pareggio dura giusto qualche giro di orologio, prima che Chellini, di testa, firmi il 2-1 e il nuovo vantaggio bianconero.

Si scatena il ciclone Amauri e la Juventus mette in ghiaccio la partita

Il Milan è tramortito, alle corde, e la Juventus capisce che è ora di dare il colpo di grazia alla partita. Pirlo sbaglia uno dei suoi rari passaggi a centrocampo e i bianconeri possono ripartire sulla fascia sinistra con De Ceglie. L’esterno italiano avanza indisturbato lungo la corsia mancina e, nel mentre, Amauri capisce le intenzioni del compagno, eludendo la marcatura di Kaladze e attaccando con decisione il dischetto di rigore. Il cross del terzino bianconero è perfetto, ma lo stacco di testa dell’italo-brasiliano è perentorio: il centravanti va in altissimo e colpisce la sfera con una torsione potentissima, schiacciando la palla a terra prima che la sua corsa finisca prepotentemente all’incrocio dei pali. É il 3-1 dei padroni di casa ed è la prima firma di Amauri nel match, che i bianconeri conducono con una dimostrazione di forza straordinaria.

 

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La ripresa si apre sulla falsa riga della prima frazione di gioco e la squadra di Ranieri carica a testa bassa per ammazzare il match. Amauri continua ad essere imprendibile per i difensori milanisti, che fanno una fatica tremenda a contenerlo anche quando questo si sposta sulle zone esterne del campo, lontano dall’area di rigore. Il Diavolo rientra in partita, quasi insperatamente, grazie ad una conclusione dalla distanza di Ambrosini, deviata nella propria rete dalla retroguardia juventina. Ed ecco che arriva la seconda gemma di Amauri, ancor più pregiata della prima e che fa calare il sipario sulla partita.

Al minuto settanta l’ariete bianconero staziona dentro l’area quando vede spiovere una palla morbida di Marchisio dal centrocampo. Con grande agilità si libera della marcatura, blanda, dei centrali del Milan e con una splendida sponda di petto accomoda con maestria la palla sui piedi di Sissoko, prima di fiondarsi verso l’area. La palla di ritorno del centrocampista maliano è sbagliata nei tempi e anche leggermente corta. Nonostante sia più avanti col corpo rispetto alla palla Amauri riesce ugualmente a portare avanti la sfera grazie ad un sofisticatissimo controllo di testa. Questo gli consente di bruciare l’intervento dei difensori avversari e bucare Abbiati col piattone sinistro, imprimendo nuovamente il suo nome sulla partita, questa volta, si, chiusa veramente.

Amauri è inarrestabile e prima di lasciare il campo per la meritata standing-ovation ha modo di mostrare ancora cosa è in grado di fare quando è in giornata di grazia. Poco dopo il gol sguscia via, per l’ennesima volta, alla marcatura dei due centrali rossoneri, arrivando sul fondo con un’accelerazione portentosa. La palla per Del Piero è perfetta, ma Pinturicchio spara sul palo da posizione comodissima. É l’ultimo acuto di una partita giocata divinamente dall’ex Palermo, che ha condotto i suoi alla vittoria in una partita dominata dalla Juventus, la quale ha assaltato dal primo al novantesimo le deboli resistenze del Diavolo.

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É la miglior prestazione stagionale della Vecchia Signora, che chiuderà il campionato al secondo posto, proprio in virtù del vantaggio negli scontri diretti col Milan. Amauri chiuderà in calando il girone di ritorno, segnando solamente due reti in più rispetto alle dieci fatte registrare nel girone di andata. É l’inizio della parabola discendente della sua storia in bianconero, che aveva toccato in quella, storica, partita col Milan il punto più alto e ci aveva regalato, forse illudendoci, una versione di Amauri semplicemente inarrestabile.