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Coin of Champions, Christian Vieri: la più grande prestazione della carriera di Bobo

Abbiamo sfogliato l’album dei ricordi di Christian Vieri, Ambassador di Coin of Champions, e abbiamo scelto la sua partita da incorniciare

Christian Vieri - Atletico Madrid 1997
Christian Vieri - Atletico Madrid 1997

Se l’ambizione di un progetto si potesse misurare con il blasone dei testimonial che lo appoggiano, diremmo che Coin of Champions punta veramente in alto. Marco Materazzi, Christian Vieri, Filippo Inzaghi, Alessandro Nesta, Gianluca Zambrotta, Wesley Sneijder, Roberto Carlos e Ronaldinho sono soltanto alcuni dei volti noti che aderiscono a COC. E ne alimentano un prestigio accresciuto dalla recente partnership con i Globe Soccer Awards, la manifestazione che ogni anno premia a Dubai le stelle più luminose del Football. La moneta dei campioni, nata da un’idea di Cesare Florio, è sul mercato da settembre e sta riscuotendo un discreto successo, come testimoniano i numeri considerevoli.

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La diversità rispetto alle altre criptovalute – sottolinea il responsabile marketing Simone Di Sabato – sta nella versatilità: Coin of Champions non è mero trading, ma serve ad acquistare online e presto sbarcherà anche offline. Si tratta di un’iniziativa con un disegno preciso e dei propositi volti a stravolgere il modo di intendere i Token. L’offerta della moneta è molto ampia: consente di comprare le carte NFT con cui si parteciperà ai Fantasy Games, giochi improntati sul modello del fantacalcio; dà accesso all’esperienza del Metaverso per visitare gli stadi più celebri del mondo; permette, soprattutto, di aiutare i giovani in difficoltà avvicinandoli allo sport.

Coin of Champions
Coin of Champions

Tramite Coin of Champions si sosterranno gli aspiranti campioni – in particolar modo quelli meno fortunati – dandogli la visibilità necessaria ad emergere. I video dei talenti in erba inviati alla piattaforma COC verranno valutati dai token holders: chi raccoglierà il maggior numero di preferenze, avrà una chance con un osservatore. Un’occasione d’oro, che un bomber sensibile al sociale come Christian Vieri ha colto immediatamente.

Sono diventato Ambassador di Coin of Champions – ha spiegato l’ex attaccante della Nazionale – grazie a Marco Materazzi, che mi ha illustrato il progetto e mi ha convinto parlandomi dell’aiuto concreto che potremmo dare agli aspiranti calciatori. Giovani che tante volte non hanno la fortuna di mettersi in vetrina nel momento giusto. Sono molto sensibile all’idea di sostenere i ragazzi e cerco di rendermi utile facendo beneficenza. Quindi ho subito accettato la proposta di Marco: dobbiamo cercare di far crescere chi non ha i mezzi per emergere, dobbiamo seguire i bambini come si deve. Penso sia un’iniziativa veramente importante”.

Christian Vieri - Coins of Champions
Christian Vieri – Coins of Champions

Christian Vieri, la carriera in pillole

Per chi è nato negli anni ’80 e ha vissuto pienamente la Serie A a cavallo tra secondo e terzo millennio, Christian Vieri è il centravanti vecchio stampo per antonomasia. Forte fisicamente, implacabile di testa, in possesso di un sinistro devastante e di una progressione niente male: Bobo era un tornado che terrorizzava tutte le difese del campionato. Dopo una gavetta sostanziosa – passata tra Prato, Torino, Pisa, Ravenna e Venezia – l’attaccante viene definitivamente lanciato in A dall’Atalanta, un trampolino che gli permette di tuffarsi nel grande calcio. A Bergamo seduce la Juventus fresca campione d’Europa, con cui raccoglie trofei nazionali e internazionali. La permanenza a Torino dura soltanto un anno: nell’estate del 1997, infatti, alla porta bianconera bussa l’Atletico Madrid con un assegno da 34 miliardi di lire. Troppi, a quell’epoca, per rifiutare.

 

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Un anno nella Liga devastante – in cui vince il Pichichi viaggiando alla media di un gol ogni 90’ – e il ritorno immediato in Italia, alla Lazio. In biancoceleste viene frenato inizialmente da un infortunio, ma conclude in bellezza aggiudicandosi la finale dell’ultima Coppa delle Coppe (1999), in cui recita la parte di attore protagonista. Deve fare di nuovo le valigie, però, perché Moratti – che lo preleva dai capitolini sborsando addirittura 90 miliardi – lo vuole all’Inter per creare un attacco da fantacalcio con Ronaldo. A Milano resterà dal 1999 al 2005 vincendo soltanto una Coppa Italia: niente in confronto ai 103 gol messi a segno nelle 143 presenze in maglia nerazzurra. Le fugaci esperienze con Milan, Monaco, Atalanta (bis e ter) e Fiorentina chiuderanno il sipario su una carriera da suddito del dio Gol.

Christian Vieri - Inter 1999
Christian Vieri – Inter 1999

Atletico-Paok, Coppa Uefa 1998: l’idolo del Calderon

Nel suo tragitto calcistico, sono diverse le partite da ricordare: la già citata Lazio-Maiorca di Coppa delle Coppe; Italia-Ecuador, il match d’esordio del Mondiale 2002 deciso da una sua doppietta; il debutto con l’Inter, quando si abbatte sul Verona con una tripletta. Ma andando a spulciare tra le prestazioni da museo di Bobo, ce n’è una che forse non tutti ricordano: Atletico Madrid-Paok, secondo turno della Coppa Uefa 1997-98. Avete presente il gol paranormale dalla linea di fondo? Sì, lo ha realizzato proprio in quella gara. È l’ottobre del 1997. La prima e unica stagione nella Liga di Vieri è cominciata a suon di gol, naturalmente: un paio di partite sono sufficienti per prendere confidenza con la nuova realtà, tanto che El Mudo – questo il nomignolo che gli affibbiano in Spagna – alla vigilia della sfida col Paok è già a 7 centri in 7 incontri.

Ha messo tutti d’accordo sul suo valore, quindi sulla bontà del notevole investimento che il presidente dei Colchoneros ha fatto per lui in estate; ma non perde mai l’occasione per sbalordire il pubblico del Calderon. Gli bastano dieci minuti per aprire le danze coi greci. Su un corner battuto da destra, il colpo di testa di un giocatore madrileno viene salvato sulla linea e rimane al limite dell’area piccola: Vieri è lì, come un avvoltoio, a ribadire in porta. L’Atletico raddoppia un paio di minuti dopo, però gli ospiti accorciano. C’è bisogno di mettere le cose in chiaro. Alla mezz’ora, Kiko triangola con Bobo e si invola sulla fascia destra; l’attaccante azzurro punta la porta e disorienta il diretto marcatore per liberarsi e ricevere il cross del compagno, che deve soltanto spingere dentro.

Christian Vieri
Christian Vieri

È un gol da manuale del perfetto centravanti, per il lavoro di sponda con cui asseconda l’azione del partner e per lo smarcamento con cui elude il controllo del difensore. Vieri, però, non è ancora sazio: manca la portata principale. Trascorrono pochi minuti della ripresa quando un centrocampista colchonero tenta il lancio in profondità per l’italiano; il passaggio è fuori misura e il portiere greco esce per controllare che la palla guadagni il fondo. Come succede in questi casi, l’estremo difensore finge di calciare per inibire l’intervento di chi arriva in corsa: un trucco che funziona praticamente sempre.

 

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Ma il numero uno del Paok non ha fatto i conti con la feroce determinazione del 9 biancorosso. Vieri insegue la sfera e la tiene miracolosamente sulla linea, nei pressi della bandierina. Indietreggia a causa dello slancio, eppure riesce a piantare il suo destro per organizzare la postura: un passo e colpisce dando un effetto irreale al suo sinistro, quasi prendendosi gioco delle leggi della fisica. È il gol dell’anno, una meraviglia impensabile in un lasso di tempo brevissimo come quello che ha a disposizione per realizzarla. La rete più bella in una stagione fondamentale per il suo percorso di affermazione: a Madrid, infatti, Vieri acquisisce la consapevolezza di essere una macchina da gol.