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Coin of Champions, Filippo Inzaghi: il gol più iconico di Super Pippo

Si dice che l’ultimo sia sempre il più bello, ma nel caso di Super Pippo probabilmente è vero: riviviamo insieme il gol più bello di Filippo Inzaghi, uno degli Ambassadors del progetto Coin of Champions

Pippo Inzaghi ai tempi del Milan
Pippo Inzaghi ai tempi del Milan

Il fiore all’occhiello di Coin of Champions, oltre alla rivoluzionarietà del progetto, sono senza ombra di dubbio i suoi Ambassadors. Tali ambasciatori svolgono tutti lo stesso ruolo, promuovendo, attraverso i profili social, il progetto COC. Tra gli ex sportivi, ma probabilmente anche tra quelli ancora in attività, non sono in tanti a conoscere alla perfezione il mercato delle blockchain. Ed è proprio qui che entra in gioco la forza del progetto Coin of Champions realizzato da Cesare Florio. Il fatto di riuscire a convincere e appassionare, così tanti sportivi di fama internazionale. Sportivi del calibro di Ronaldinho, Christian Vieri, Filippo Inzaghi, Marco Materazzi, Alessandro Nesta e tanti altri nomi altisonanti.

Filippo Inzaghi, ex attaccante del Milan, è entrato a far parte del progetto Coin of Champions, al quale è possibile iscriversi andando sul sito ufficiale, il 16 luglio 2021. Inzaghi è stato quindi tra i primi ad entrare a far parte del progetto ideato da Cesare Florio, e tutt’oggi risulta uno degli Ambassadors più attivi, come si può facilmente intuire anche dai vari post del suo profilo Instagram. Nel frattempo, dopo aver parlato della sua miglior partita, vi raccontiamo anche il gol più bello dell’infinita carriera di Super Pippo. Impresa non facile, soprattutto se il protagonista della nostra storia ne ha realizzati più di 300 tra i professionisti. Tuttavia, come spesso succede in questi casi, bisogna partire dall’inizio, o meglio dalla fine. Si la “fine”, perché questa è la storia dell’ultimo gol in carriera di Filippo Inzaghi, uno dei più belli ed emozionanti di sempre.

Inzaghi nella sfida tra Milan e Ajax
Inzaghi nella sfida tra Milan e Ajax

Milan-Novara 2-1: arrivederci San Siro

Della partita più bella di Filippo Inzaghi abbiamo già parlato, è quella della che vede il Milan prendersi la propria rivincita sui rivali inglesi del Liverpool. Dopo quella notte Inzaghi e il Milan proseguiranno la propria avventura insieme sino alla stagione 2011-2012, l’ultima di Super Pippo in rossonero. Non è sicuramente un momento semplice, il Milan ha già perso lo Scudetto nel testa a testa contro la Juventus, la prima di Antonio Conte, ma c’è dell’altro. Il Diavolo si prepara a dare addio a propri senatori, alle sue bandiere, e non sono affatto poche. Gennaro Gattuso, Alessandro Nesta, Clarence Seedorf e soprattutto lui, il protagonista della giornata, Filippo Inzaghi. Non saranno gli unici giocatori a lasciare il club, ma sicuramente sono gli addii più pesanti, perché in quello stadio ci hanno lasciato il cuore.

 

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13 maggio 2012, Milan-Novara 2-1, se siete tifosi rossoneri non avete neanche bisogno di pensarci, almeno uno di quei tre marcatori ve lo ricordate bene. Tuttavia, prima di raccontare il gol merita di essere raccontata anche la cornice, che è di un certo impatto. Sono le ore 15 di una bella domenica pomeriggio, bella si, ma non per tutti. Prendiamo tutti gli spettatori che ci sono quel giorno allo stadio San Siro, o comunque una buona parte. Per loro non è una giornata facile, perché stanno per dire addio a quattro campioni che hanno segnato gli ultimi 10 anni della squadra del loro cuore. Quella che col tempo, una partita alla volta, un trionfo alla volta, anche loro quattro hanno imparato ad amare. Al momento del fischio d’inizio l’emozione è preponderante, e il Milan la paga subito, dopo circa 20 minuti. Calcio d’angolo per il Novara, c’è una serie di rimpalli all’interno dell’area di rigore rossonera, la palla arriva a Garcia il quale, a due passi da Amelia, non sbaglia.

L’ultimo regalo di Super Pippo

Dopo il gol subito il Milan inizia a giocare per davvero, perché nonostante sia l’ultima giornata Massimiliano Allegri non vuole sentire ragioni, in campo ci vanno comunque i migliori. Ibrahimovic, Cassano e Boateng, che però si fa male dopo neanche dieci minuti, al suo posto entra Mathieu Flamini. Ed è proprio il centrocampista francese a rimettere il Diavolo in partita, con uno dei suoi tanti inserimenti. Cassano parte dalla sinistra e lo serve, Flamini non ci pensa due volte, stop e tiro di colo pieno che va a insaccarsi alle spalle di Fontana. Da quel momento in poi parte il countdown, per far si che i tifosi rossoneri possano godersi anche l’ultima di Inzaghi e Nesta con la maglia del Milan, il primo in particolare. Si perché, nonostante gli anni passino, c’è una cosa che non cambia mai: la voglia di gol di Super Pippo.

Pippo Inzaghi ai tempi del Milan (Champions League 2007)
Pippo Inzaghi ai tempi del Milan (Champions League 2007)

Non c’è una singola persona allo stadio che non abbia pensato: “Adesso entra Pippo e la risolve lui”. In effetti non hanno tutti i torti, perché è esattamente quello che succederà al minuto 82. Cassano gli fa posto al 67°, gli basta un quarto d’ora per fare la cosa che gli riesce più naturale all’interno del rettangolo verde. Mancano otto minuti e il il destro magico di Clarence Seedorf ha disegnato una traiettoria color arcobaleno, la quale va a spegnersi sul petto di Filippo Inzaghi. Super Pippo, con i soliti tempi da paura, taglia fuori tutta la difesa avversaria, ritrovandosi da solo davanti al portiere avversario. Stop a seguire che sfrutta l’uscita avventata di Fontana, gli occhi sono fissi sul pallone, come sempre nella sua carriera, perché la porta gli basta sentirla. La palla va dove vogliono i fotografi e Super Pippo dritto a prendersi l’abbraccio della Curva.

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È il suo ultimo gol in ben quindici anni di Milan, di cui undici da giocatore, e per certi versi anche il più bello. Glielo si legge negli occhi che è un gol diverso e, infatti, non lo festeggia nel solito modo. La gioia che ha sempre contraddistinto il suo sguardo, come se fosse l’esultanza di un bambino che segna al campetto, lascia spazio alla commozione. Le lacrime che iniziano a farsi largo sul suo volto, mentre bacia la maglia, sono le stesse che tra qualche minuto inizieranno a riempire gli occhi di tutte le persone presenti alla “Scala del calcio”. Pippo Inzaghi saluta la sua gente nello stesso modo nel quale si era presentato, al Milan ma anche a tutto il mondo del calcio, mandando la palla in rete. Ancora una volta è servito un suo gol per portare il Diavolo alla vittoria, che in quella domenica pomeriggio si impone sul Novara per 2-1.

 

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