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Coin of Champions, Gilberto Silva tra gli Ambassadors: la sua partita più importante

Gilberto Silva è uno dei primi ambassador di Coin of Champions, il rivoluzionario token ispirato al mondo del calcio: ecco la miglior partita giocata dal brasiliano

Gilberto Silva-Atletico Mineiro
Gilberto Silva ai tempi dell'Atletico Mineiro

L’anno appena trascorso ha portato in auge il mondo delle criptovalute, un ecosistema che ha conquistato anche il mondo del calcio. Tra le società emergenti troviamo il rivoluzionario progetto di Coin of Champions. Nato nel mese di luglio 2021 e lanciato a tutti gli effetti sul mercato internazionale a ottobre, COC è un token che ha coinvolto alcuni nomi che in passato hanno scritto pagine di storia importanti sia sul rettangolo verde che all’interno del “diamante” di gioco.

Tra le particolarità di Coin of Champions c’è, ad esempio, la possibilità di acquistare carte NFT per il fantacalcio o per giochi di tennis e basket. E ancora, l’opportunità, tramite il progetto Metaverso, di partecipare a tour virtuali negli stadi, a lezioni private con grandi campioni dello sport e provini a distanza con questi ultimi. COC si prefigge anche l’obiettivo di realizzare progetti a scopi benefici e di portare avanti dei Webinar di formazione per chi vuole conoscere meglio il mondo dei token. Tutto questo, senza dimenticare il suo obiettivo principale: creare, entro la fine del 2022, un circuito commerciale che permetta di acquistare beni e servizi tramite questa criptovaluta.

I grandi Ambassadors di Coin of Champions

Grazie a questo piano commerciale, Coin of Champions, al quale è possibile iscriversi cliccando qui, ha attirato svariate personalità del mondo dello sport, e non solo del calcio, che fungono da ambassadors per questo progetto. Dal momento del lancio, infatti, hanno investito in COC personalità del calibro di Marco Materazzi, Christian VieriRoberto Carlos e Wesley Sneijder. Poco dopo altri campioni come Ronaldinho, Alessandro Diamanti, Alessandro Nesta, Gianluca Zambrotta, Ogenyi Eddy Onazi, Boukary Dramè, Filippo Inzaghi, Sébastien Frey, Paco CostaAmauri, Simon Randall, Diego Lugano, Ricardo Rocha, Alessio Cerci e Giancarlo Fisichella si sono uniti a questo progetto. In questa sede andremo ad analizzare la vita e la carriera di uno di questi grandi sportivi. Il protagonista del focus odierno, è un centrocampista di grandi qualità che ha fatto parte degli Invincibles e della selezione verdeoro nel trionfale Mondiale del 2002.

Gilberto Silva-Brasile
Gilberto Silva con la maglia del Brasile @imagephotoagency

Gilberto Silva: da Lagoa da Prata alla seleçao, per diventare Invincibile

Gilberto Aparecido da Silva nasce il 7 ottobre 1976 a Lagoa da Prata, Minas Gerais. È cresciuto in una famiglia povera. Ha concluso la sua carriera da giocatore nel 2013 e tre anni dopo, nel maggio 2016, è tornato al calcio come direttore del Panathinaikos della Grecia. Inizia la sua carriera nelle con la maglia dell’América Mineiro nel 1988 a 12 anni, e ci rimane fino al 1993. A causa dello stipendio basso che riceve, però, decide di abbandonare il calcio e trovarsi un altro lavoro. Torna ad assaporare il rettangolo verde solo nel 1997, sempre con la maglia dell’América Mineiro. Nella stagione di esordio diventa uno dei trascinatori della squadra e arriva la promozione al Brasileirao. L’anno dopo, però, ecco riaccendersi l’inferno della serie cadetta.

 

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Nel 1999 il regolamento del Campionato Brasiliano viene radicalmente stravolto e l’América Mineiro torna nella massima serie. Gilberto risulta ancora una volta il giocatore chiave della squadra e, all’età di 24 anni, dopo la vittoria della Copa Sul-Minas, attira su di sé l’interesse dell’Atlético-MG. L’inizio con i Roosters non è molto incoraggiante. Si rompe la la tibia destra e rimane lontano dal campo per quasi un anno. Quando torna in squadra, l’allora allenatore, Carlos Alberto Parreira, cambiò la sua posizione, e lo sposta da difensore centrale a mediano. Vince il Campeonato Mineiro nel 2000 e nel 2001, diventa il giocatore rivelazione della lega.  Nel 2002 complice l’infortunio di Emerson, Gilberto Silva gioca da titolare tutte e sette le partite della competizione, senza essere sostituito in nessuna partita. Con  la casacca verdeoro vince la Coppa del Mondo 2002 a Koreia e in Giappone.

Il 7 agosto dello stesso anno, firma un contratto da 4,5 milioni di sterline con l’Arsena .Con i Gunners vince: la FA Super Cup nel 2002 e nel 2004, la FA Cup nel 2003 e nel 2005 e la Premier League nel 2003/0 con gli Invincibles. Nel 2006 viene chiamato a giocare il Mondiale, in cui il Brasile parte con i favori del pronostico. Ma la spedizione in Germania termina con la sconfitta subita per mano della Francia quella della Germania. Nel 2007, si rifà e vince la Copa América. Con la nazionale del Canarinho vince la Confederations Cup nel 2005 e nel 2009. Nel 2008 si trasferisce in grecia, al Panathinaikos, con la quale vince il campionato greco e la Coppa di Grecia nel 2010.

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A maggio 2011, torna a casa, questa volta con la maglia del Grêmio, dove avrebbe gareggiato nel campionato brasiliano 2011, segnando così il suo ritorno in Brasile. Sono gli ultimi capitoli di una carriera vissuta da vincente e che vuole finire dove tutto è iniziato nel verso giusto. Nel novembre del 2012, il presidente dell’Atlético-MG, Alexandre Kalil, fa firmare un pre-contratto a Gilberto Silva di due anni, e nel 2014 decide di ritirarsi dopo aver consegnato alla società di Minas Gerais una Copa Libertadores e una Recopa Sudamericana. Nel 2016, torna nel mondo del calcio come direttore del Panathinaikos. 

Gilberto Silva-Arsenal
Gilberto Silva ai tempi dell’Arsenal

La miglior partita di Gilberto Silva

Difficile estrapolare all’interno di un’intera carriera, la miglior partita fatta da un giocatore. Ancor più difficile se questi non è un giocatore offensivo, ma un difensore centrale diventato mediano. Eppure il palmares parla, tra gli altri, di una Coppa del Mondo giocata da titolare senza mai uscire per sostituzione e della sua presenza tangibile nell’Arsenal degli Invincibili. In questi casi tornano alla mente le gesta di Ronaldo Henry, ma per giocatori “di sistema” come Gilberto Silva, il valore si vede attraverso le prestazioni e i risultati della squadra. Per il brasiliano parla quindi una carriera vissuta sempre da vincente. Un animo guerriero forgiato alla nascita, un uomo maturo già in adolescenza quando smette di giocare a calcio per aiutare la famiglia a livello economico. E quando la vita ti mette davanti queste situazioni nell’innocenza dei primi anni, il tuo unico obiettivo è vincere, sempre e a qualunque costo.

 

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