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Come James Rodriguez ha cambiato l’Everton: Ancelotti il mentore perfetto

Come James Rodriguez ha cambiato l’Everton
Come James Rodriguez ha cambiato l’Everton

Le difficili annate in Spagna e Germania

La scorsa stagione dell’Everton si è conclusa con un deludente dodicesimo posto finale in Premier League. Una squadra presa in mano a dicembre del 2019, dopo l’ultima esperienza di Napoli, da Carlo Ancelotti, il quale non è riuscito ad andare oltre ad un normale piazzamento di metà classifica. I risultati altalenanti hanno spinto l’allenatore italiano a chiedere rinforzi pesanti sul mercato con la promessa di giocarsela fin da subito per i piani alti del massimo campionato inglese.

Ancelotti ha dimostrato di credere nel progetto dei Toffees firmando un contratto di 4 anni e mezzo e la sua fiducia è stata ben presto ripagata. L’ultimo calciomercato dell’Everton è stato difatti tra i più scoppiettanti d’Europa, nonostante la maggior parte delle società abbia speso poco o niente a causa della crisi provocata dal Covid-19.

Cinque acquisti, 3 dei quali da oltre 20 milioni di euro di spesa: Allan, Doucouré e Godfrey, per un totale di circa 75 milioni. I restanti due sono arrivati a costo zero, e se uno di essi è passato più inosservato, Robin Olsen in prestito dalla Roma, l’altro è stato un colpo di risonanza mondiale: James Rodriguez dal Real Madrid.

Dalla Colombia all’incertezza Real Madrid

Il colombiano già di per sé avrebbe fatto parlare tutto il mondo di un suo trasferimento, ma certo, spostandosi addirittura gratuitamente il clamore è stato amplificato. Tutti hanno ancora negli occhi le splendide giocate di James al mondiale del 2014 dove per la prima volta salì alla ribalta delle cronache internazionali, trascinando la sua Colombia ai quarti di finale della manifestazione per la prima volta nella storia. Il passaggio al Real Madrid sembrava l’alba di una carriera straordinaria ma le attese non furono del tutto rispettate.

James Rodriguez con la Colombia
James Rodriguez con la Colombia

La prima stagione di James a Madrid fu memorabile con 17 gol e 18 assist in tutte le competizioni, ma non si può dire lo stesso di quelle successive. La concorrenza in un club del genere è numerosa e col tempo il colombiano è finito indietro nelle gerarchie di Zinedine Zidane, tanto da essere ceduto in prestito al Bayern Monaco nel 2017. Al Real Madrid, James vince tutto: campionato, due Champions League, ma non riesce ad essere sempre protagonista. La sua esperienza è però segnata da un incontro, decisivo per il prosieguo della sua carriera: quello con Mister Ancelotti.

I due passano insieme ai Blancos la stagione 2014-15, prima dell’addio del tecnico di Reggiolo, ma la loro storia non finisce qui. Il ricongiungimento, anche se brevissimo, avviene in Germania al Bayern Monaco, dove però dopo appena due mesi dall’arrivo di James, Ancelotti viene esonerato. Il colombiano vive alcune stagioni difficili, e pur mostrando a sprazzi il suo innato talento, non riesce mai a ritrovare quella continuità che aveva fatto apprezzare a tutti gli amanti quel suo mancino delizioso, unito alla sua inconfondibile eleganza. Fino proprio al suo arrivo in Inghilterra.

L’approdo alla corte di Ancelotti all’Everton

La riunione con il mentore Ancelotti dà nuova linfa alla carriera di James che torna a brillare come mai aveva fatto nelle ultime tribolate annate. L’inizio della stagione 2020/21 per il colombiano è stato semplicemente luminoso. Non solo per lui parlano i numeri, che comunque recitano 3 gol e 4 assist in 7 presenze, ma soprattutto l’armonia che ha creato in tutta la squadra.

James Rodriguez (Everton)
James Rodriguez (Everton)

Nella sua posizione di ala destra atipica svolge alla perfezione il compito di regista avanzato: è lui a dettare i tempi e far girare tutta la squadra, i compagni lo seguono e lui disegna calcio. Non si può separare lo stato di forma micidiale della punta Calvert-Lewin, a segno già 11 volte in questa stagione, da l’impatto che James ha avuto su tutta la squadra. La manovra degli uomini di Ancelotti è veloce, spumeggiante. James regala colpi di alta scuola, lanci millimetrici, dribbling e giravolte con la sua solita eleganza. Il suo mancino è tra i più delicati e qualitativi d’Europa e non spreca occasione per mettere in mostra tutta la sua sensibilità nel calcio.

James, tecnica efficace alla corte di Ancelotti

James Rodriguez è essenzialmente un trequartista ed essendo un mancino naturale l’istinto lo porta a partire spesso da destra dove può rientrare sul piede forte ed innescare i compagni. Nel 4-3-3 disegnato da Ancelotti, James parte dalla posizione di ala destra con compiti diversi da una classica ala veloce che corre in profondità. James si accentra molto portando via il terzino avversario dalla corsia esterna e permettendo l’inserimento sulla destra della mezzala, spesso Doucouré, e del terzino, spesso Coleman.

James Rodriguez (Everton)
James Rodriguez (Everton)

Classica giocata dell’Everton con James che si accentra da destra e apre il campo dalla parte opposta dove il terzino sinistro, spesso Lucas Digne, arriva a tutta velocità per attaccare alle spalle del terzino destro avversario e proporre la giocata offensiva. Veder effettuare al numero 19 dei Toffees questi cambi campo di strabiliante precisione fa strabuzzare gli occhi. Sempre in controllo, forse non il più veloce atleticamente ma certamente quello con il pensiero più celere, James ha conquistato i tifosi di Goodison Park che adesso sognano il grande traguardo.

Le due sconfitte consecutive rimediate nelle ultime due gare di Premier hanno retrocesso l’Everton alla terza piazza dopo essere stati in testa fino alla sesta giornata, ma a sole tre lunghezze dal Liverpool capolista. L’inizio di stagione è stato storico con 4 vittorie consecutive in campionato, 7 di fila tra tutte le competizioni. La Champions è l’obiettivo che appare alla portata ma attenzione alle sorprese, il Leicester di un altro italiano, Ranieri, insegna, l’Everton di Ancelotti e James Rodriguez ha intenzione di stupire.

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