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Coronavirus, un’idea per evitare il lockdown

Giuseppe Conte, il Premier annuncia lo stop allo sport
Il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte

Le voci, le indiscrezioni, le frasi e le dichiarazioni di coloro che sono chiamati a decidere ci stanno facendo ripiombare gradualmente e sempre più inconsciamente in un nuovo lockdown forzato. Magari più breve, magari propedeutico ad un Natale quasi sereno, ma pur sempre ad un lockdown che per molti è più simile ad un grado di reclusione. La situazione non è semplice, anzi. E’ molto più complicata di quel che ci si aspettasse e forse qualcuno prima o poi se ne assumerà le responsabilità. Le terapie intensive sono vicine ad un nuova collasso e chiamano a gran voce la necessità di una chiusura ferrea e forzata, simile a quella avvenuta a marzo.

La gente, però, non riuscirebbe a sopportare nulla di tutto questo e la testa, insieme alle sempre più vuote tasche, potrebbe risentirne nuovamente. C’è chi, però, pensa, riflette e lavora ad una soluzione che possa aiutare tutti ed evitare un nuovo lockdown. Si tratta di un’idea, magari dispendiosa, ma che non procurerebbe nessun tipo di choc psicologico ed economico. “Dividiamo giovani ed anziani” dicono Carlo Favero, Andrea Ichino e Aldo Rustichini che, su Il Foglio, avrebbero lanciato una proposta importante in grado, secondo loro, di non far saltare il banco.

Lo studio parte dalla presa di coscienza che la maggior parte dei morti per Covid-19 in Italia sia la popolazione Over 60 ma ora l’età media si sarebbe abbassata alla soglia dei 50 anni. Separare queste due generazioni vorrebbe dire evitare di non farle incontrare e di aiutarle a vivere una semi normalità scaglionata dagli orari. La proposta dei tre esperti consisterebbe nella suddivisione e nello scaglionamento della vita normale. Mezzi pubblici, alberghi, scuole e ristoranti sarebbero al centro di tutto questo. Ma andiamo con calma.

Partiamo dalla vera bomba ad orologeria pronta ad esplodere: i mezzi pubblici. Secondo i tre studiosi basterebbe dividere per fasce orarie la disponibilità dei bus e delle metropolitane costringendo giovani e anziani a non trovarsi mai sullo stesso mezzo. E’ logico che questo non può bastare perché i lavoratori devono comunque muoversi e, in questo senso, sarà fondamentale procedere in smartworking(quel sistema lavorativo controllato, utile, così dicono, ad evitare nuovi contagi e formalmente di certo hanno ragione. Ma la contaminazione virtuale che deteriora il controllo dei potenti? Come fare?!). Bisogna incentivare didattica e lavoro a distanza per tutti quei lavoratori o professori che hanno superato la soglia dei 50 anni in modo da non privare un’intera generazione della socialità.

Tutto bello, ma dentro casa? Niente casa, i giovani potrebbero essere ospitati dagli hotel e potrebbero nei ristoranti che in questo momento stanno affrontando forse il peggior periodo della loro storia. Lo stato dovrebbe fare il suo aiutando i giovani con voucher o incentivi. L’idea è dividere le generazioni per cercare di continuare a far camminare il paese. Mah…

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