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Covid-19, il premier Conte: “Il lockdown non può essere la soluzione principale”

Giuseppe Conte, presidente del Governo
Giuseppe Conte, presidente del Governo

I casi di contagio da Covid-19 continuano a crescere in maniera esponenziale e il Governo nazionale si è visto costretto a varare importanti disposizioni per evitare un ulteriore diffusione del virus. Molte parti del paese continuano a fare pressioni per un lockdown, trasformando tutta la penisola in “zona rossa” ma il premier Giuseppe Conte, in un intervista a La Stampa, ribadisce la volontà di fare il possibile per evitare la chiusura totale: “E’ vero, ci sono forti criticità, la curva sta salendo, ma io mi aspetto che nei prossimi giorni, anche per effetto delle misure che abbiamo adottato, cominci a flettere. Voglio ribadire però che il lockdown generalizzato non può essere la soluzione principale: avrebbe costi troppo elevati e darebbe l’impressione di non avere un quadro d’insieme. La nostra strategia è diversa perché, in questo momento, abbiamo gli strumenti per imporre differenziazioni territoriali“.

Il premier affronta poi il tema delicato delle festività natalizie: “La salute è un bene primario da tutelare. L’esperienza della prima ondata in molti paesi ci insegna che solo contrastando efficacemente il virus si può proteggere l’economia. […]. Il nostro obiettivo è un Natale dove non si mortifichino consumi o gli affetti, ma non possiamo immaginare feste e pranzi affollati“. Il presidente del consiglio dei ministri però si concentra sul vaccino, unica vera soluzione efficace contro il virus e si dice fiducioso: “Ho parlato di vaccini disponibili a partire da Dicembre perché, nonostante lo scetticismo, ero pienamente consapevole dei progressi che si stavano facendo su questo fronte“.

Anche in vista di decisioni più drastiche il premier richiede uno sforzo ulteriore ai cittadini: “E’ comprensibile che oggi ci sia maggiore insofferenza e disagio rispetto al primo lockdown. Sappiamo che i cittadini stanno affrontando, sotto il profilo economi e personale, importanti sacrifici ma il momento è critico e dobbiamo richiedere loro uno sforzo aggiuntivo“. Intanto il 15 Novembre si dovrebbe decidere in merito ad una nuova eventuale chiusura. Bisogna mantenere alta la concentrazione in questo momento nel quale il Covid-19 continua a circolare con forza.

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