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Dal fallimento alla promozione: il Como torna in Serie B

Dopo 6 lunghi anni caratterizzati da delusioni e fallimento, con la ripartenza dalla Serie D, il Como è riuscito a ritornare tra i professionisti, centrando una doppia promozione prima in Lega Pro, poi in Serie B

Decisiva la vittoria contro l’Alessandria

Dall’Inferno al Paradiso, dal baratro all’apice del successo. Una favola piena di ostacoli e peripezie ma che, come tutte, si conclude con un lieto fine: il Como, a sei anni di distanza dall’ultima volta, torna in Serie B. La squadra allenata da Giacomo Gattuso in virtù del successo ottenuto tra le mura amiche nello scontro diretto contro l’Alessandria ottiene la promozione aritmetica in cadetteria, a danno dei piemontesi che dovranno disputare per l’ennesima volta i play-off.

Una doppietta di Alessandro Gabrielloni spegne i sogni promozione della formazione allenata da Moreno Longo che, dopo una straordinaria remuntada, si inceppa sul più bello, nonostante l’ex tecnico del Torino potesse contare su una rosa di primo livello con tantissime vecchie conoscenze della Serie A (Alessandro Gazzi, Matteo Rubin, Mattia Mustacchio, Federico Casarini).

Dal fallimento alla Serie B: 6 anni dopo

L’ultima volta fu un disastro, 22ª posizione e retrocessione in Lega Pro. La speranza è che questa volta l’avventura del Como in cadetteria possa durare più a lungo o magari di meno, visto che la nuova proprietà indonesiana ha grandi ambizioni per il futuro e punterà a riportare in Serie A il club lombardo, a 18 anni di distanza dall’ultima volta (stagione 2002-2003). Ma cosa c’entra l’Indonesia con il Como?

Dopo l’ultimo posto in Serie B della stagione 2015-2016, il Como retrocede in Serie C, va incontro al primo fallimento, ma riesce a mantenere la categoria proseguendo le attività in regime di esercizio provvisorio. Il disastro però è solo rimandato, l’anno successivo infatti in seguito a delle problematiche legate all’attribuzione del titolo sportivo il Como Calcio viene dichiarato fallito e costretto a ripartire dai Dilettanti. Il primo anno in Serie D non va secondo i piani della dirigenza comasca che conclude il campionato al 2° posto, ad una sola lunghezza dal Gozzano che guadagna la promozione tra i professionisti.

Robert Hartono, proprietario indonesiano del Como
Robert Hartono, proprietario indonesiano del Como

I festeggiamenti slittano all’anno successivo, il Como si impone nel proprio raggruppamento e viene promosso in Lega Pro ai danni del Mantova che deve purtroppo accontentarsi della seconda piazza. La stagione 2019-2020 sarà quella della svolta non a livello di risultati, il Como concluderà il campionato al 13° posto, bensì a livello societario. Robert e Michael Hartono, la famiglia indonesiana terza produttrice mondiale di sigarette ai chiodi di garofano, decidono di investire anche nel mondo del calcio, come aveva fatto qualche anno fa il loro connazionale Erik Thoir, ma con scarsi risultati.

I fratelli magnati con il contributo della SENT Entertainment Ltd, azienda inglese che si occupa dell’intrattenimento, rilevano la proprietà del Como e favoriscono una riorganizzazione interna della società. L’ex bandiera del Chelsea Dennis Wise eredita il ruolo di amministratore delegato da Michael Gandler, manager e responsabile marketing ai tempi dell’Inter di Thoir, mentre l’incarico di direttore sportivo e generale viene affidato a Carlalberto Ludi, ex giocatore del Novara dei miracoli di Tesser che raggiunse la Serie A nel 2011. Chissà che la presenza in società del dirigente lombardo non possa essere di buon auspicio, magari per cercare di emulare la stessa impresa dei piemontesi.

Giacomo Gattuso, allenatore del Como
Giacomo Gattuso, allenatore del Como

Con un patrimonio da 35 milioni di dollari secondo Forbes, la nuova società vorrebbe intraprendere un percorso strategico finalizzato alla ristrutturazione aziendale con un occhio di riguardo al Settore Giovanile e alla costruzione di infrastrutture sportive, tra cui rientra anche lo Stadio Sinigaglia che, una volta risistemato, potrebbe rivelarsi un’ottima fonte di guadagno vista la posizione strategica sul Lago di Como.

La grande svolta però c’è stata a livello tecnico, a dicembre 2020, con la promozione in panchina del vice-allenatore Giacomo Gattuso che ha preso in mano le redini del club, dopo l’esonero di Marco Banchini. Il nuovo condottiero ha trascinato il Como dalla sesta posizione alla vetta della classifica e nonostante qualche amnesia di troppo nella parte conclusiva della stagione è riuscito a riportarlo in Serie B dopo sei anni. Nato, cresciuto ed ex giocatore, solo un comasco doc avrebbe potuto centrare un’impresa del genere.

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