Franck Ribery, attaccante della Fiorentina

Dalla Francia al Bayern, fino alla Fiorentina: “Scarface” Ribery compie 38 anni

Per celebrare il trentottesimo compleanno di Frank Ribery, ripercorriamo la sua carriera dalle esperienze in Francia ed al Galatasaray, fino ai grandi successi con il Bayern Monaco e l’arrivo alla Fiorentina

Ribery al Bayern Monaco: che feeling con Toni!

Frank Ribery è senza ombra di dubbio uno dei migliori giocatori degli anni 2000. Ha incantato tutta Europa tra le fila del Bayern Monaco dove – insieme ad Arjen Robben – disegnava calcio nel ruolo di attaccante esterno sinistro. La sua carriera si lega principalmente proprio al club bavarese, in cui ha vinto tanto e di cui era assoluto protagonista. Ammaliava i tifosi con i suoi dribbling sulla corsia mancina con cui rientrava sul piede destro realizzando delle reti meravigliose che sono diventate il suo marchio di fabbrica o servendo preziosi assist per gli attaccanti quali Luca Toni, Thomas Muller e Robert Lewandowski. Dotato di una visione di gioco eccelsa, riusciva nell’impresa di far passare il pallone in spazi ridottissimi. Una qualità che indica tutto il valore di un giocatore universale e dalle rare doti tecniche. Noi italiani abbiamo iniziato ad apprezzarlo – ancora prima del suo arrivo a Firenze – in virtù del meraviglioso feeling che dimostrava di avere con Luca Toni sia in campo che fuori, come certificato da numerosi e divertentissimi sketch che vedono i due come protagonisti.

Luca Toni e Ribery
Ribery e Toni insieme al Bayern Monaco

Ribery è un campione a tutto tondo, un calciatore unico, che ha collezionato un’incredibile quantità di trofei. Sono infatti 26 i titoli conquistati dal francese in carriera: 1 Coppa di Turchia, 1 Coppa di lega tedesca, 6 Coppe di Germania, 5 Supercoppe di Germania, 1 Intertoto, 1 Champions League, 1 Supercoppa europea, 1 Coppa del mondo per club e ben 9 campionati tedeschi. Con la Nazionale francese ha invece collezionato 81 presenze condite da 16 reti ed ha sfiorato la vittoria dei Mondiali nel 2006.

La morte sfiorata a 2 anni

La personalità di Frank Ribery non si può circoscrivere e ridurre ad una semplicistica somma dei trofei da lui conquistati. Ribery è molto di più di questo. È un modello da seguire per tutti i bambini e per tutti noi che abbiamo paura di non venire accettati per ciò che siamo. Una persona che non si ferma alle apparenze ingannevoli della bellezza esteriore. Basti pensare al fatto che egli abbia deliberatamente deciso di non sottoporsi a ritocchi di chirurgia plastica per eliminare le cicatrici presenti sul suo viso, poiché considera quest’ultime un’eredità lasciata dalla sua infanzia più che un inestetismo da estirpare. Queste cicatrici sono il risultato di un terribile incidente d’auto che vide coinvolto Ribery all’età di 2 anni e rappresentano per lui un importante monito riguardante la precarietà della vita. Esse simboleggiano i segni del sopravvissuto, il risultato di un confronto faccia a faccia con la morte. Ha vinto un round contro quest’ultima ed ha compreso come quelle cicatrici non siano altro che un tratto distintivo del suo essere Franck Ribery: un giocatore straordinario che ha sfiorato la morte ancora prima di iniziare a vivere.

Dalle esperienze in Francia ai successi con il Bayern Monaco

Ribery esordisce tra le fila del Boulogne per poi passare all’Olympique Ales, al Brest ed infine al Metz, squadra con cui fa il proprio debutto in Ligue 1. Nel 2005 si trasferisce in Turchia, al Galatasaray. È proprio nel corso di tale esperienza che i tifosi inizieranno a soprannominarlo Scarface. Dopo una sola stagione, nel corso della quale conquista una Coppa di Turchia, fa ritorno in Francia e si accasa all’Olympique Marsiglia, club con cui conquista la convocazione per i Mondiali del 2006. Nell’estate del 2007 viene acquistato dal Bayern Monaco per 30 milioni di euro. Questo evento si rivelerà essere di fatto il vero punto di partenza della carriera del francese, in quanto sarà proprio in Baviera che si imporrà come uno dei migliori giocatori d’Europa. Ribery si ambienta molto velocemente tant’è che realizza una doppietta ed un assist già in occasione della sua partita d’esordio con la nuova maglia in un match di Coppa di Lega tedesca, ripetendosi poi con un’altra rete anche al debutto in Bundesliga.

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Al suo primo anno in Germania si rende protagonista della vittoria del campionato e della Coppa tedesca, venendo eletto anche calciatore dell’anno. Questi due trofei sono solo il preludio di tutti quelli che otterrà nelle stagioni successive. Saranno infatti 6 le Coppe di Germania e 9 i campionati tedeschi che Scarface conquisterà nel corso dei suoi 12 anni trascorsi con la maglia del Bayern Monaco. Tuttavia vivrà anche diversi momenti complicati, tra cui numerosi infortuni e due finali di Champions League perse. La prima nel 2010 contro l’Inter a cui non prenderà parte in quanto squalificato ed una nel 2012 ai rigori contro il Chelsea. In seguito a queste due enormi delusioni, nel 2013 Ribery ed il club si prendono la loro rivincita conquistando uno storico triplete, la Supercoppa europea e la Coppa del mondo per club. Oltre a ciò il francese viene nominato UEFA Best Player, battendo la concorrenza di Messi e Ronaldo, nonché miglior giocatore dell’anno ai Globe Soccer Award. A tali prestigiosi successi seguiranno inoltre altre 5 vittorie consecutive in Bundesliga, in virtù delle quali l’esterno raggiungerà il record di Philipp Lahm a quota 9 campionati tedeschi ottenuti.

L’approdo alla Fiorentina

La meravigliosa storia d’amore tra Ribery ed il Bayern Monaco termina nell’estate del 2019, quando il francese approda da svincolato alla Fiorentina. In Toscana dimostra tutto il suo valore già dalle prime uscite con la formazione viola. Di sicuro la corsa e la resistenza non sono più quelle di una volta ma l’intelligenza calcistica e la visione di gioco sono rimaste intatte. Disegna calcio. Il suo è un mix di esperienza e di qualità tecniche messe al servizio della squadra. Esse si manifestano soprattutto in occasione del match di San Siro contro il Milan nel corso della passata stagione. Ribery regala a tutti gli appassionati una prestazione sontuosa con la quale fa ammattire la difesa rossonera abbagliandola con colpi di pura classe. Il tutto condito da un gol meraviglioso realizzato mettendo a sedere due difensori e spiazzando Donnarumma.

Ribery, Castrovilli, Chiesa
Ribery, Castrovilli e Chiesa, calciatori della Fiorentina

Il calcio proposto dal francese è qualcosa di incantevole: un controllo ed una protezione di palla magistrale, verticalizzazioni improvvise ed assist raffinati per i compagni. A 38 anni Ribery dà l’impressione di poter ancora giocare ad alti livelli se sta bene dal punto di vista fisico. E noi possiamo solo ritenerci fortunati di poter ammirare un tale campione nel nostro campionato, sperando che possa rimanervi ancora per un po’ di tempo.

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