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Dalle Ceneri al Sole: il film di Euro 2020

Euro 2020 appartiene già al passato, ma il presente è a forti tinte Azzurre. L’Italia è Campione d’Europa e saluta un torneo ben giocato, ma che ha insegnato anche come il calcio non sia la cosa più importante. E come anche chi si crede gigante può cadere in un battito di ciglia

Italia Euro 2020
Italia Euro 2020

Le cose davvero importanti

Ci sono cose più importanti del calcio. Un esempio? Un’emergenza sanitaria divenuta pandemia, tanto da estrometterlo dai cuori dei tifosi e scacciare questi dagli stadi più belli d’Europa. Tradotto in breve, la causa principale del rinvio di Euro 2020 a ben dodici mesi più tardi. Ci sono cose più importanti del calcio, però, anche ad Europeo iniziato. Lo sa Christian Eriksen, la Danimarca, l’Inter e il mondo del calcio: il respiro si è fermato contro la Finlandia, ci siamo fermati tutti. La luce che aveva finalmente squarciato le ombre dell’attesa si è affievolita di colpo al Parken di Copenhagen.

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Un dramma di cui, per fortuna, ricordiamo soltanto lo spavento e che va collocato come la prima potentissima immagine di un ipotetico ma non troppo film a tema Euro 2020. Quello prima dei titoli iniziali, quello che instilla nei presenti in sala il fatidico dubbio: abbiamo scelto la pellicola giusta? La risposta è nel sollievo e nel calcio, quello meno importante di determinate cose. Ma il più rilevante delle cose meno importanti.

Omaggio ad Eriksen durante Danimarca-Belgio @imagephotoagency
Omaggio ad Eriksen durante Danimarca-Belgio @imagephotoagency

Il cammino dell’Italia in giro per l’Europa parte da Roma in via ufficiale, ma a conti fatti parte da uno 0-0 contro la Svezia. Niente Mondiale per i Ventura boys, tutto nelle mani di Mancini che fa del lavoro strumento, del divertimento fine e della vittoria risultato. La Nazionale ha concluso nel miglior modo possibile, con la coppa tra le mani: dalle Ceneri al Sole. Questo sì, la pellicola che tutti vorrebbero vedere.

Ronaldo, capitano del Portogallo @imagephotoagency
Ronaldo, capitano del Portogallo @imagephotoagency

Pezzi grossi e uomini forti

La semplicità con cui gli Azzurri liquidano il girone eliminatorio è materiale per un accompagnamento musicale frizzante, da spocchiosa superiorità che i nostri però non hanno mai modo di rendere presunzione. Anzi, si sfiorano più volte le lacrime di gioia: stampate a mo’ di manifesto quelle di Locatelli dopo il primo gol alla Svizzera, nascoste da un sorriso incredulo firmato Pessina contro il Galles. La rete del giovane dell’Atalanta evoca la sintesi perfetta: l’Italia non è nulla senza il gruppo.

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Nel frattempo sugli altri campi le vere macchine da gol stupiscono e confermano la griglia di partenza, con Ronaldo che segna come un ventenne, Lukaku che è in mood Inter Campione d’Italia e una squadra che fatica a brillare ma porta con sé la convinzione di dover riportare qualcosa a casa. Più o meno.

I calciatori della Danimarca attorno ad Eriksen @imagephotoagency
I calciatori della Danimarca attorno ad Eriksen @imagephotoagency

La Spagna che passa con il brivido del secondo posto è comunque in secondo piano rispetto all’impresa Danimarca. I fantasmi gioiosi del ’92 spingono una squadra sconfitta nelle prime due uscite agli ottavi di finale, da qui ai quarti e da qui tra le prime quattro di Euro 2020. Le mani sul volto del CT Hjulmand diventano pugni di gioia, diapositiva seconda sola all’abbraccio di Kjaer agli affetti di Eriksen all’esordio. Nettamente – insieme al capannello dei compagni – la più potente di tutta la competizione. Ciò non distoglie lo sguardo da potenziali sorprese, come Schick che pensa bene di bucare la Scozia direttamente a Glasgow con un tiro che però sembra partire da Praga. Come l’Ungheria che ferma la Francia, ma non riesce nel miracolo con la Germania e lascia campo al vero colpo di scena del film di Euro 2020.

Paul Pogba, centrocampista del Manchester United e della Francia @Image Sport
Paul Pogba, centrocampista del Manchester United e della Francia @Image Sport

Miracoli e leggerezza

Sarebbe troppo facile piantare di fronte alla folla la faccia di Kylian Mbappe, incredulo. Perchè proprio io? sembra suggerire il suo sguardo. No, la foto della clamorosa eliminazione della Francia è un’altra, un vero e proprio capolavoro balistico. A dieci dal termine della sfida con la Svizzera, Pogba serve il piatto forte del suo torneo: eurogol e danza sfrenata, come suo solito. Lunga eh. Oddio, a dire il vero troppo lunga. Come chi è convinto di aver già vinto, pronto a replicarla negli spogliatoi per darla in pasto ai followers accaniti. Ma il jingle di Bono e Martin Garrix suona nelle orecchie della banda di Petkovic, che quasi eclissa l’altro clamoroso passaggio del turno della Repubblica Ceca ai danni dell’Olanda.

Esultanza Federico Chiesa (Italia)
Esultanza Federico Chiesa (Italia)

E l’Italia? L’Italia torna a casa, ha segnato Arnautovic. Ma il Dio del calcio ha permesso ai matusa del pallone di aprire gli occhi e istituire il VAR, resettando sullo zero a zero e permettendo a Federico Chiesa di porsi al centro del villaggio. Nell’euforia da gol decisivo, della facciata di Pessina e della sofferenza post-Kalajdzic, la calma con cui scivola dopo l’1-0 riconcilia con quanto detto all’inizio. Il calcio è importante, ma non così tanto: prendiamolo con calma e leggerezza, anche dopo un controllo di palla con la faccia.

Faccia d’angelo, NBA e certezze smontate

Gli Azzurri scavalcano anche il Belgio nella prova tra squadra vs singoli, Mancini esulta ma piange l’infortunio di Spinazzola: alla fine si regala la Spagna. Dalle Ceneri al Sole, dicevamo, prosegue alla grande e sugli altri campi la Germania torna a casa, mentre la sua avversaria sostiene ancora che a casa debba tornare qualcos’altro. Non sappiamo ancora bene cosa. Ma si convince di potercela fare proprio a Roma, dove emerge nella classica musica da villain cinematografico un mastodontico Harry Kane. Faccia d’angelo, destro e testa da demonio: le sue braccia spalancate sono pronte ad abbracciare la Coppa.

Harry Kane, attaccante dell'Inghilterra @imagephotoagency
Harry Kane, attaccante dell’Inghilterra @imagephotoagency

Nelle semifinali, i polmoni della Spagna trovano la loro massima estensione. La Croazia con il brivido Pasalic, la Svizzera con la paura rigori e l’Italia: tutte hanno in comune almeno i tempi supplementari. Ma il palleggio dei ragazzi di Luis Enrique non scardina la difesa dell’Italia, che la porta fino ai rigori e vince con il più freddo dei caldi Azzurri. Le braccia incrociate ed esultanti di Jorginho aprono una dimensione polisportiva, come i cestisti NBA che sparano allo scadere la tripla del successo con la facilità di chi ordina un caffè al bar. Mentre un caffè al VAR lo prendono gli arbitri sul tuffo di Sterling, che atterra di nuovo a Wembley: è finale contro l’Italia. Ormai c’è la certezza che qualcosa debba tornare a casa.

Italia campione d'Europa
Italia campione d’Europa @imagephotoagency

It’s (not) coming home

L’ultimo atto è l’immagine devastante, simbolica, evocativa di Euro 2020. È il siluro impensabile di Shaw che da quel momento si innalza a Roberto Carlos, è il tap-in di Bonucci che pareggia. Il film potrebbe concludersi con i rigori, lasciando tutti con il fiato sospeso. Senza svelare il vincitore. Ma saluta gli spettatori con la scena finale: Donnarumma si alza, tutti contro di lui per esultare. Il portiere è immobile, si volta quasi non si fosse reso conto di nulla. L’Italia è Campione d’Europa: alla fine la Coppa è tornata a casa. Anche perché sarebbe stato impossibile far tornare qualcosa dove non è mai stata.