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De Sisti in ESCLUSIVA: “Mancini, ottimo lavoro. Italia-Belgio? Occhio a Lukaku. Per vincere l’Europeo serve…”

L’ex centrocampista dell’ultimo Europeo vinto dalla nostra Nazionale ha commentato in esclusiva ai nostri microfoni lo stato di forma degli azzurri, soffermandosi anche sull’uscita di scena clamorosa della Francia per mano della Svizzera

Giancarlo De Sisti, ex calciatore di Roma e Fiorentina
Giancarlo De Sisti, ex calciatore di Roma e Fiorentina

De Sisti: “Soddisfatto del lavoro svolto da Mancini…”

Campione d’Europa nel 1968 con la nostra Nazionale, Giancarlo De Sisti è stato uno dei migliori e dei più influenti centrocampisti della storia del calcio. Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistarlo per analizzare lo stato di forma dell’Italia e l’uscita clamorosa della Francia agli ottavi degli Europei 2020 ad opera della Svizzera.

Salve Giancarlo, l’Italia se la vedrà col Belgio nei quarti di finale dell’Europeo. Secondo te quante chance ha di vincere la partita contro le Furie Rosse? Chi vedi favorita?

“Diciamo che al momento del calcio d’inizio le percentuali sono distribuite in maniera eguale, ci sono le stesse speranze, le stesse ambizioni. L’Italia che abbiamo visto in queste ultime 4 partite ci fa però ben sperare perché è una squadra che gioca bene, che ha diverse prospettive, diverse varianti di gioco ed ha tantissimi giocatori bravi guidati da un allenatore super”.

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Sei stato un grande centrocampista, considerato anche un allenatore in campo quando giocavi. Che consigli daresti al commissario tecnico della nostra Nazionale Mancini per riuscire ad arginare i campioni del Belgio, tra cui Lukaku e De Bruyne?

“Io credo che quello che stia facendo il nostro commissario tecnico Mancini è molto importante, quindi non avrà bisogno dei miei consigli. Mancini sta riproponendo in Nazionale quello che ha già fatto in tutta la sua carriera, sia da calciatore che da allenatore. Per quanto riguarda il Belgio al momento bisogna preoccuparsi di tutti non di due uomini in particolare perché la squadra di Martinez è forte anche a livello collettivo, di gruppo. Lukaku è un giocatore forte e potente, De Bruyne è un grandissimo centrocampista offensivo ed entrambi rappresentano due risorse importanti per le Furie Rosse. Noi però abbiamo un modo di giocare “anticipatorio”, teniamo spesso il possesso palla che ci permette di allestire delle azioni d’attacco importanti. Dovremmo stare molto attenti a Lukaku, bisogna trovargli una marcatura giusta. Io credo comunque che nella prossima partita, l’Italia abbia una percentuale più alta del 50% di vincere”.

Roberto Mancini, ct dell'Italia
Roberto Mancini, ct dell’Italia @imagephotoagency

Hai vinto l’unico Europeo dell’Italia nel 1968, noti delle analogie tra il tuo gruppo e la rosa di Roberto Mancini anche se sono passati tanti anni?

Il risultato finale di questa Italia deve ancora arrivare. Io credo che ci siano le premesse perché ciò accada. Magari sarà una squadra che resisterà a tutti i pronostici, ma se facciamo riferimento a quanto visto sul rettangolo verde di gioco, l’Italia è quella che si comporta meglio. Poi ci sono dei momenti in cui ci vuole anche un po’ di fortuna, anche indiretta. I confronti con la mia Nazionale sono molto difficili perché sono passati tantissimi anni, credo però che l’uscita di scena della Francia possa garantire all’Italia un sorteggio favorevole. Questo potrebbe essere un elemento di somiglianza con quel percorso, ma aspettiamo le prossime partite e vedremo cosa accadrà”.

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Barella o Locatelli, su chi dei due punteresti dal 1′ ?

Ride (ndr) “Mancini è talmente bravo che, dopo aver svolto un grandissimo lavoro di preparazione, di socializzazione, di bontà di gioco collettivo, di valorizzazione dei singoli nel contesto di un collettivo perfetto, credo che non abbia bisogno di saperlo da me o da qualcun altro chi schierare. Una cosa comunque credo e ne sono convinto, chiunque giocherà farà la sua parte”.

Esultanza Italia
Esultanza Italia

Qual è il segreto della squadra di Mancini?

“Lui è ripartito da zero, ha ricostruito la Nazionale proponendo dei giocatori giovani ed in due anni per forza di causa maggiore, con la pandemia in corso, è riuscito a coagulare una formazione che gioca quasi a memoria. Si vede che sono tutti molto bravi, non c’è un solo fenomeno, ma ognuno fa la propria parte e questo permette alla squadra di orientare la partita secondo i propri desideri. Nella maggior parte dei casi è l’Italia a comandare la partita, giganteggiando a centrocampo e creando numerose occasioni da gol”.

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Di chi sono maggiormente le colpe dell’uscita anticipata della Francia dall’Europeo?

La Svizzera ha giocato davvero bene, ha fatto una partita molto attenta, mentre la Francia non ha fatto altrettanto. Hanno deluso in tanti e di conseguenza la percentuale delle situazioni è stata favorevole agli uomini di Petkovic, anche se la partita poi è stata ripresa individualmente da un grande campione come Benzema. Al goal di Pogba pensavo fosse finita, invece poi alla distanza quello che, secondo i pronostici doveva essere il miglior calciatore del torneo, (ride ndr) è stato proprio lui a sbagliare il rigore decisivo. Forse Mbappè era troppo convinto di segnare”.