in

Empoli-Fiorentina, Amoroso: “Il derby è una partita da tripla. Ecco gli uomini decisivi”

Christian Amoroso, ex di Fiorentina ed Empoli, ha parlato del derby toscano in programma sabato alle 15

Christian Amoroso, ex calciatore di Bologna e Fiorentina
Christian Amoroso, ex calciatore di Bologna e Fiorentina

Sabato alle ore 15.00, allo stadio Carlo Castellani di Empoli, andrà in onda il derby toscano tra Empoli e Fiorentina. Christian Amoroso, doppio ex, è intervenuto a Firenzeviola.it per parlare proprio di questa partita molto sentita. Ecco le parole dell’ex centrocampista:  “Mi aspetto un match sicuramente bello tra due squadre che sanno giocare a calcio e messe bene in campo. Dal punto di vista dei valori la Fiorentina ha qualcosa in più dell’Empoli, ma gli azzurri sono comunque ostici. Vedremo sicuramente una bella partita, ben giocata, ma i viola sono sicuramente favoriti”.


Scarica la nostra App


Empoli avversario tosto: “Non credo che giocare ad Empoli sia un vantaggio. Un derby è sempre un derby, una partita da tripla. È chiaro che, se entrambe le squadre giocheranno al massimo delle loro potenzialità, la Fiorentina ha qualcosina in più”.

La chiave della partita: Sarà sicuramente a centrocampo perché l’Empoli gioca con il rombo, mentre la Fiorentina con un mediano basso e due interni. Sarà curioso capire come i viola andranno a prendere il mediano basso dell’Empoli, cercando di non scoprire la propria”.

Giocatori decisivi: Vlahovic e Pinamonti sono i due giocatori più importanti delle rispettive squadre e tanto passerà attraverso le loro giocate”.

La Fiorentina di Italiano: Non pensavo che Italiano riuscisse ad incidere così tanto e in così poco tempo. È una squadra rivoluzionata dal punto di vista del gioco e dell’organizzazione quest’anno. Bisogna fare un plauso all’allenatore e allo staff che stanno lavorando in maniera eccezionale. Italiano ha già dato una mentalità importante ad una squadra che potrà sicuramente far bene quest’anno”.

Andreazzoli uomo in più dell’Empoli:La serenità dell’allenatore e quindi anche della squadra. Il fatto di voler comunque passare sempre attraverso il gioco, cercare di giocare palla a terra, nonostante poi la qualità complessiva della squadra non sia come le altre. Questo fa capire che, lavorando in un certo modo, si possono ottenere dei risultati senza avere una grandissima qualità, fermo restando che ci sono giocatori importanti”.

I giovani del futuro: “Non lo so… Ho visto giocare molte più volte i viola dell’Empoli. Ci sono tanti giovani interessanti, ma credo che ci sia bisogno almeno di vederli per un campionato intero in Serie A. In Italia c’è bisogno di tanta qualità, tanta quantità, ma anche l’aspetto psicologico è importante. Aspetterei a valutare un giocatore dopo così poche partite“.

Il derby: “Ce n’è uno che ho giocato, ma non è andato bene. Era la terza o quarta della Serie A ’97-’98 da titolare contro l’Empoli, mia ex squadra. C’era Malesani ed ero molto contento di partire dall’inizio, ma perdemmo 2-1 in casa contro una neopromossa e fu una catastrofe generale, sia dal punto di vista societario che dal punto di vista dei tifosi perché nessuno se lo aspettava. Pagai caro quel risultato perché da lì Malesani non mi fece più giocare con continuità”.