Massimiliano Irrati, arbitro

Eravamo quattro errori al VAR: ma così, a cosa serve?

Da Torino a Milano, quanti errori: momento difficile per arbitri e VAR, con Marian ed Irrati sotto la lente d’ingrandimento dopo Juventus-Napoli ed Inter-Sassuolo

Dal toto-rigore all’equilibrio parziale

Senza nessuna ironia, tantomeno polemica e lungi da noi scadere nell’eterno dibattito arbitrale. Ma si necessita maggiore chiarezza sull’utilizzo del VAR e di sicuro non tarderà ad arrivare, vista l’apertura della gestione Trentalange sulla comunicazione degli arbitri verso l’esterno. L’AIA ha avuto il merito di ridimensionare il toto-rigore dell’anno scorso, in un campionato dove l’ipotesi era diventata certezza. Un rigore a partita, insomma, ci sarebbe stato: restava solo da capire quando. Ma dal momento in cui l’equilibrio è stato ristabilito, non ha trascinato con sé gli errori.

Federico Chiesa, attaccante della Juventus
Federico Chiesa, attaccante della Juventus

Juventus-Napoli

La premessa doverosa è quella della ricerca della maggior centralità dell’arbitro e la collocazione del VAR a strumento di supporto. La macchina, infatti, non decide al posto dell’uomo, ma lo corregge in caso di errore. E qui spunta il problema: nei due recuperi di Serie A di ieri vi sono stati almeno quattro errori al VAR. Uno a sfavore ciascuna squadra in campo, sia a Torino che a Milano. In Juventus-Napoli, l’arbitro Mariani ha sorvolato su un fallo in netto ritardo di Lozano su Chiesa, così come ha giudicato – stavolta vedendolo da buona posizione – non fallosa la condotta ai danni di Zielinski in area bianconera. Il risultato è una doppia ingiustizia e nessuna compensazione, che nel calcio non esiste. A maggior ragione dato che il rigore assegnato sul finale al Napoli segue dinamiche simili.

Inter-Sassuolo

Tanta confusione anche in Inter-Sassuolo, dove da una trattenuta di De Vrij su Raspadori decolla il contropiede dei nerazzurri, che siglano con Lautaro Martinez il gol del 2-0. Al replay si nota la maglia del Nazionale U21 completamente distesa, ma Irrati non giudica il contatto falloso. Il VAR non può intervenire, ma allora cosa intende per chiaro ed evidente errore? Il dover giudicare l’intensità di trattenuta resta a discrezione dell’arbitro, ma la dinamica lascia pochi dubbi. Così come in area del Sassuolo, in cui Skriniar sull’1-0 subisce un colpo da estremi per il calcio di rigore, ai quali si aggiunge un episodio bonus, leggermente più complicato, del fallo di mano su cross di Barella.

De Vrij
Stefan De Vrij, difensore dell’Inter

Tanti interrogativi e poche certezze, con la stagione che volge verso la fase clou per lotta Champions e salvezza. Il VAR deve aiutare ed unire, non dividere, fermo restando che la discrezionalità dell’arbitro è sacrosanta. Ma un errore è un errore sempre, indipendentemente da chi sia a commetterlo.

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