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Eroi per una notte: Kjaer, la Danimarca e la prontezza dei medici

L’intervento di Kjaer ha fatto la differenza in seguito al malore di Eriksen. La paura ha lasciato posto alla speranza nel pomeriggio di Copenhagen, grazie a gesti come quello del capitano, dei compagni e soprattutto dei medici a bordo campo

I calciatori della Danimarca attorno ad Eriksen @imagephotoagency
I calciatori della Danimarca attorno ad Eriksen @imagephotoagency

L’intervento di Kjaer

Al minuto 43 di Danimarca-Finlandia, match del girone B di Euro 2021, è accaduto ciò che tutti abbiamo avuto modo di vedere. Eriksen si è fermato ed è crollato a terra, congelando gli occhi dello stadio Parken di Copenhagen. Paura, sgomento e consapevolezza di esser di fronte ad una tragedia annunciata hanno invaso gli sguardi dei presenti, così come la voce di chi in quel momento si trovava in sede di telecronaca. Il sentimento si diffonde sugli spalti e anche in campo, con calciatori terrorizzati, scossi. Ma è qui che la giocata più bella di tutte ha fatto la differenza.

Simon Kjaer è il capitano della Nazionale danese, oltre che il primo a giungere in soccorso del compagno, tirargli fuori la lingua e favorire l’intervento dei medici stendendolo di lato. Leadership, freddezza e rispetto del dolore. C’è tutto nei movimenti rassicuranti del centrale del Milan, che si appresta a raggiungere a bordo campo la moglie di Christian in lacrime. Si parla della figura del capitano spesso, e spesso lo so fa a sproposito, etichettandola come un premio. Quel pezzo di stoffa è invece una responsabilità che in momenti come questo accende la miccia verso i comportamenti adeguati, spianando la strada ai veri eroi: i medici che hanno salvato Eriksen.

Medici, eroi di professione

La prontezza di Kjaer non è sinonimo di assenza di preoccupazione, tantomeno di distacco emotivo. Al contrario, la lucidità dell’intervento e del suo modo di fare ha permesso di non scatenare il panico. Urla, disperazione, lacrime: sarebbe stato molto più semplice abbandonarsi a ciò. Invece al minuto 43 di Danimarca-Finlandia, la catena non si è spezzata ed è stata costituita dall’intera Nazionale di Christian Eriksen. I suoi compagni hanno protetto gli interventi sanitari da occhi indiscreti, da strumentalizzazioni è sciacallaggio, ma anche dagli occhi dei presenti, scossi e in lacrime.

Una miccia di speranza che è più esplosa nella positività dei dottori che hanno applicato massaggio cardiaco, defibrillatore, ossigeno e barella. Tutto il necessario, e tutto è andato per il meglio come campeggiava sul maxischermo del Parken diversi minuti dopo. “Eriksen sta bene”, e la gioia di chi è cresciuto in campo con lui e ha temuto il peggio si può solo immaginare. Anche di Kjaer, professione capitano. Anche dei medici, eroi di professione.