Roma: stagione 1985-1986
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ESCLUSIVA, Roma-Lecce e la beffa scudetto del 1986: il ricordo di Settimio Lucci

Campionato di Serie A 1985-1986, penultima giornata: la Roma capolista cade in casa 3-2 contro il Lecce e viene scavalcata in classifica dalla Juventus. In esclusiva ai nostri microfoni l’ex difensore giallorosso Settimio Lucci ha ripercorso le fasi salienti di quella maledetta domenica che costò lo scudetto alla squadra allenata da Sven Goran Eriksson

Settimio Lucci in ESCLUSIVA: “Roma-Lecce? Quella partita ci tagliò le gambe”

In una settimana in cui la nascita di un torneo privato, la Superlega, ha traumatizzato il calcio europeo, a noi di Footballnews24 piace sfogliare l’album dei ricordi per rivivere le emozionanti pagine di storia scritte da quelle società che i top club europei vorrebbero far scomparire: la Roma di Liedholm, il Verona di Bagnoli, il Napoli di Maradona, la Sampdoria di Boskov, protagoniste tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90.

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Era un calcio d’altri tempi, il valore tecnico delle rose e la meritocrazia valeva più di qualsiasi altra cosa. Era un calcio pulito caratterizzato da sana competizione e non contaminato dal denaro e dagli interessi dei grandi imprenditori che rischiano di trascinare questo sport sempre più verso la rovina. Dopo il successo nella stagione 1984-1985, ai nastri di partenza il Verona insieme alla Sampdoria di Bersellini e all’Inter di Castagner si candidano per la vittoria finale, ma i piani scudetto del terzetto vengono completamente sconvolti da Roma e Juventus, protagoniste di un duello all’ultimo sangue nel girone di ritorno.

I bianconeri, nonostante gli addii di Paolo Rossi, Tardelli, Boniek e Vignola, collezionano otto vittorie consecutive e balzano in vetta. La sconfitta del San Paolo contro il Napoli è solo un incidente di percorso per la Vecchia Signora che tra la decima e la quindicesima giornata consolida il primato. Al giro di boa però la Juventus rallenta e la Roma di Eriksson, trascinata dall’inarrestabile Roberto Pruzzo, che vincerà al termine del campionato la classifica marcatori mettendo fine all’egemonia di Michel Platini che durava da tre anni consecutivi, ne approfitta. I giallorossi inanellano sei successi consecutivi e con la vittoria nello scontro diretto dell’Olimpico riducono a tre le distanze in classifica dalla compagine di Giovanni Trapattoni.

Roma-Juventus 1986
Roma-Juventus 1986

Si entra nella fase decisiva della stagione, lo scudetto si gioca sul filo del rasoio, con un eventuale passo falso entrambe le squadre potrebbero dire addio ai sogni di gloria. La Juventus accusa il colpo della settimana precedente, cade a Firenze contro la Fiorentina e pareggia contro la Sampdoria tra le mura amiche; la Roma supera i blucerchiati e vince in rimonta a Pisa, agganciando in vetta i Campioni del Mondo in carica. Il destino passa nelle mani dei giallorossi che in teoria non dovrebbero aver problemi a sbarazzarsi del già retrocesso Lecce e del Como, già salvo, e invece accade l’imponderabile.

Settimio Lucci in ESCLUSIVA ricorda Roma-Lecce: “Fu un trauma per tutti”

All’Olimpico si respira già aria di festa, il presidente Dino Viola pochi minuti prima del match si concede un giro di campo per salutare i 60.000 sugli spalti. Sembra la giornata perfetta, il gol di Ciccio Graziani indirizza la gara in favore dei giallorossi, ma al riposo il Lecce è avanti 2-1: “Arrivavamo a quella partita dopo una rincorsa incredibile, avevamo recuperato tanti punti alla Juventus e purtroppo siamo incappati nella classica buccia di banana. La partita che sembrava più facile ci impedì di continuare il sogno che avevamo cullato fino a quel momento. Fu un trauma per tutti“.

L’ex difensore della Roma Settimio Lucci, in esclusiva ai microfoni di Footballnews24, ha ripercorso le fasi salienti di quella maledetta domenica: Quella sconfitta ci tagliò completamente le gambe, arrivammo all’ultima partita amputati perchè sapevamo che la Juventus avrebbe fatto risultato pieno a Lecce. C’erano tutti i presupposti per continuare a coltivare il sogno, riuscimmo a sbloccare subito la gara. Anche quando eravamo in svantaggio, io ero in panchina e te lo posso assicurare, eravamo convinti che saremmo riusciti a vincerla quella partita. Solo che non fu così, il Lecce giocò alla morte, com’era giusto che sia, e ci condannò alla sconfitta”.

Il Lecce si impone 3-2 all’Olimpico, a nulla vale il gol di bomber Pruzzo nel finale, la Roma cade anche a Como nell’ultima di campionato e consegna lo scudetto alla Juventus che per ironia della sorte passa al Via del Mare con lo stesso punteggio che permise ai salentini di castigare la squadra di Eriksson la settimana precedente. Il triplice fischio del signor Lo Bello getta nello sconforto i giocatori e i tifosi sugli spalti che già pregustavano il 3° scudetto, il 2° dell’era Viola. Dall’estasi successiva al gol di Graziani ad una delle pagine più tristi della storia romanista: La tifoseria era incredula come noi. Al fischio finale io e i miei compagni rimanemmo seduti in panchina più di dieci minuti, la gente era lì, solo pochi andarono via. Alcuni piangevano, altri non riuscivano a capacitarsi di quello che era accaduto. Tornando negli spogliatoi capimmo che avevamo bruciato un’occasione, sono cose che fanno parte della carriera di un calciatore perchè vincere uno scudetto con la Roma significa tanto“.

Roma-Lecce 1986: i giallorossi cadono in casa e consegnano lo scudetto alla Juventus
Roma-Lecce 1986: i giallorossi cadono in casa e consegnano lo scudetto alla Juventus

20 aprile 1986-17 giugno 2001. 15 anni dopo la Roma riuscì a riscattare la delusione di quel triste pomeriggio domenicale, i giallorossi di Fabio Capello, trascinati da Batistuta e Francesco Totti, conquistarono il terzo scudetto proprio ai danni della Juventus che concluse il campionato al secondo posto alle spalle dei capitolini.

Cristiano Ronaldo e Andrea Pirlo, attaccante e allenatore della Juventus @imagephotoagency

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Esultanza Vlahovic (Fiorentina) @Image Sport

Pagelle Verona-Fiorentina 1-2: Vlahovic-Caceres, Juric Ko