Carlo Zampa, ESCLUSIVA: “Zaniolo è il più grande talento italiano. Napoli che delusione! Koulibaly l’ombra di se stesso”

Carlo Zampa ai nostri microfoni per parlare ovviamente di Roma, delle vicende Zaniolo, Totti e De Rossi. Poi la Serie A, con la delusione Napoli.

Carlo Zampa: “Fonseca è stato una sorpresa estremamente positiva”

Carlo Zampa, la voce di Roma e della Roma, da sempre vicino ai giallorossi di cui racconta le gesta da più di trent’anni. Oggi lo fa dai microfoni dell’emittente romana NSL e in questa intervista in esclusiva a Footballnews24 ha raccontato la stagione della Roma parlando della cura Fonseca, dei molti infortuni, di Totti, De Rossi e Zaniolo.

Ciao Carlo, ti sta piacendo questo campionato della Roma? “Si e no, diciamo più si che no nel senso che la Roma è partita con qualche difficoltà però adesso sta andando sicuramente meglio, al netto di tutti i problemi che comunque sta avendo. Diciamo che Fonseca sta facendo un ottimo lavoro, e quindi da questo punto di vista sono assolutamente soddisfatto, però c’è sempre il problema dei troppi infortuni e di una rosa al momento assolutamente limitata”.

Ti sei dato una giustificazione per questi infortuni tutti insieme. Solo sfortuna? “Ci vorrebbe un mago per capirlo. Il problema è che la maggior parte sono infortuni muscolari che non sono arrivati solo adesso, quest’anno ce ne sono stati addirittura 50. Troppi. La Roma sta facendo di tutto per risolvere questi problemi: ha cambiato i campi, i preparatori però continuano ad esserci problemi di questo genere. Al momento sembra che ne stia venendo pian piano fuori, speriamo che sia veramente così perché è un fatto unico e veramente negativo”.

Ho visto che qualche giorno fa hanno benedetto i campi.. “Si, penso che tra un po’ arriverà anche l’esorcista! (ride)”.

Avresti scommesso su Fonseca ad inizio stagione? Ti sta stupendo? “Sono sincero, avrei preferito inizialmente un allenatore italiano perché un tecnico straniero che arriva in Italia e non conosce il nostro calcio poteva essere un problema. Però è stato una sorpresa estremamente positiva. Non dimentichiamo che lui era la terza scelta della Roma dopo Conte e Gasperini, quindi anche la società aveva in mente di affidare la squadra ad un tecnico che conoscesse già il campionato. Fonseca devo dire è stato molto bravo. Io considero che la caratteristica migliore di un tecnico sia quella di riuscire a creare un gruppo e fare un lavoro da un punto di vista psicologico ottimale. Lui lo ha fatto, ha dato un compattezza, li vedo giocare da squadra e non mi capitava da tempo. Se vogliamo, ricalca un po’ quello che è stato il primo anno di Garcia e spero che possa esserci un epilogo diverso”.

Se vuoi i frutti maggiori del lavoro di Fonseca si vedono con giocatori come Smalling e Pastore su cui ad inizio stagione c’era qualche dubbio. “Su Pastore più di qualche dubbio. Adesso Fonseca lo sta rigenerando ed è il frutto di quel lavoro psicologico che ti dicevo. Io considero comunque la vicenda Pastore negativa per la Roma. Non è un affare comprare un giocatore di 30 anni, fargli un contratto di 5 anni a 4,5 milioni a stagione. Sabatini stesso, che lo aveva portato in Italia al Palermo, lo ha ritrovato come giocatore completamente diverso. La sua rinascita non me l’aspettavo, nessuno se l’aspettava, forse nemmeno lui. Sono felice, ma io aspetto sempre il ritorno di Pellegrini che è il giocatore che manca in assoluto a questa squadra. Per Smalling invece penso che sia stato sicuramente un ottimo acquisto. Non giocava con continuità in Inghilterra, ma il valore c’era e lui si è adattato benissimo al calcio italiano”.

Zaniolo: tu che sei il leader incontrastato dei soprannomi dei giocatori della Roma, come valuti il fatto che qualcuno l’abbia chiamato “Er Pupino”? “Quello è solo un danno per lui. È un giocatore di grande talento e spero che possa rimanere il più a lungo possibile a Roma, è il mio desiderio anche se non sarà facile vista la politica della società che prevede cessione ogni anno anche di giocatori importanti. Hanno fatto bene a rinnovargli il contratto lo scorso anno, è il più grande talento a livello nazionale che abbiamo”.

La Juventus vincerà di nuovo lo scudetto quest’anno? “Penso di si, non credo che abbia problemi. La grande delusione è il Napoli. Se mi avessero detto all’undicesima giornata di stare 4 punti sopra al Napoli non ci avrei mai creduto. Noi terzi e loro sesti. La difesa doveva essere il loro punto di forza e ha preso 7 gol nelle prime due partite, Koulibaly è l’ombra di se stesso, mi sembra una situazione che sta implodendo”.

Torniamo un attimo ai soprannomi, da dove nasce questo tuo marchio di fabbrica? “Nasce dal fatto che sono romano, i vecchi romani erano così: mio padre, romano di nove generazioni, chiamava tutti col soprannome. Mia madre non l’ho mai sentita chiamata per nome. È una cosa che ho fatto anche io fin da ragazzo, perché è un modo romano di esprimere affetto e considerazione verso le persone, non è un modo per denigrarli”.

Qual è il più bello che hai coniato? “Non lo so, mi vengono spontanei. Da “Pendolino Cafù” a “Er Bimbo de Oro” per Totti passando per “L’anima candida” di Tommasi. Pensa che lui ha iniziato a produrre vino e ha chiamato Anima Candida uno dei vini. Per me è stata una grande soddisfazione”.

Tu hai scritto la storia della radiocronaca in Italia, non pensi che manchi un ricambio? Ti piace qualche giovane telecronista? “A livello nazionale secondo me la Rai rimane la migliore, hanno fatto un ricambio straordinario. Dopo mostri sacri come Ciotti e Ameri per me era impossibile pensare di trovare cronisti altrettanto bravi, ma ci sono riusciti. Repice è un fuoriclasse. Per il resto tutto nasce dalla passione, la gente non la puoi prendere in giro, non puoi dire di essere tifoso di una squadra quando non è così. La gente lo capisce a livello epidermico se menti. Poi rispetto a quando ho iniziato io ora ci sono le questioni legate ai diritti che sono gestiti dai grandi e dalle società. Prima era un mercato libero e c’era più possibilità di mettersi in mostra. Oggi è un po’ diverso”.

Giochiamo: Giannini, Totti, De Rossi. Uno lo vorresti ancora in campo, uno nella dirigenza e con uno faresti la telecronaca insieme. “In campo sempre Francesco. Nella dirigenza ti direi De Rossi, ma lo vedo più come allenatore, e alla fine in telecronaca con me, Peppe”.

Cosa ne pensi di come sia stata gestita la situazione legata agli addii di Totti e De Rossi? “Speravo in una fine diversa. Speravo di continuare a vedere Francesco sempre nella Roma, ma sono certo che tornerà, cosi come farà Daniele. Il suo futuro sarà da allenatore, anche se personalmente sono sempre stato un po’ contrario a vedere un ex giocatore della Roma come allenatore perché mi fa troppo soffrire il pensiero di vederlo esonerato. Sarebbe una grande sofferenza, però so anche quanto De Rossi voglia intraprendere questa carriera e quanto il suo obiettivo sia quello di venire ad allenare la Roma”.

Dove può arrivare la Roma quest’anno? C’è bisogno di qualche acquisto a gennaio? “L’intervento sul mercato dipende da quello che c’è disponile. A gennaio non trovi sempre cose buone. La Roma a gennaio ne ha fatti di buoni acquisti come Nainggolan e Candela, però non sempre è cosi. Intanto spero che recuperino tutti perchè se hai la rosa al completo sei già coperto. La Roma punta alla Champions. Ora è terza in classifica, il problema è che ha pochi uomini a disposizione, sopratutto a centrocampo, e ci sono tante partite da giocare nei prossimi due mesi. Questo per dirti che ci sono vari fattori per lo sviluppo della stagione. Per quello che sta facendo Fonseca non possiamo che essere ottimisti, anche se può succedere di tutto perché non è che hai preso un distacco tale dalle inseguitrici da poter gestire. Penso che la lotta al posto champions ci sarà fino alla fine del campionato”.

L’Europa League? La Roma passa il turno? “Ci mancherebbe pure. Ci sono stati degli episodi sfortunati, ma se perdi è sempre colpa tua. Ora servono 4 punti in due partite, ma non voglio prendere in considerazione l’eliminazione. Sarebbe totalmente negativo e bruciante”.

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