sabato, 11 Luglio 2020 - 09:29
Esclusive Milan, ESCLUSIVA Mauro Suma: "Con questo Milan si soffre molto e non...

DIRETTORE RESPONSABILE MAURO PACETTI

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Milan, ESCLUSIVA Mauro Suma: “Con questo Milan si soffre molto e non si vive bene. Pioli? allenatore concreto”.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Mauro Suma, editore di DerbyDerbyDerby e giornalista di Milan TV, con il quale abbiamo trattato dell’inizio di stagione della squadra rossonera, dai possibili nuovi obiettivi della società, passando per l’esonero di Giampaolo, fino alle prestazioni dei singoli calciatori.

Dove può arrivare questo Milan? “Il Milan non ha un obiettivo di breve periodo. Il Milan si è ripromesso di raggiungere una dimensione in cui il Club sia competitivo in campo e compatibile con i parametri UEFA fuori dal campo. Dopo tanti anni di difficoltà, non è un bersaglio che può centrare dalla sera alla mattina, ma pur con tutte le difficoltà che il Club non ha mai nascosto, il cammino è iniziato”.

Cosa, in questo progetto, ha sbagliato la società? “Il Milan ha pensato che, cambiando progetto tecnico, rimanessero inalterati i valori e le certezze che la squadra aveva raggiunto nella scorsa stagione quando ha lottato per la Champions League fino agli ultimissimi minuti dell’ultimissima giornata e che si potesse ottenere un gioco migliore e più qualitativo. Invece il campo ha detto che fare inversione a U sul piano tattico e della costruzione del gioco, rispetto alla scorsa stagione, ha più sottratto che aggiunto. Almeno all’inizio, cioè nella fase più delicata della stagione, e almeno fino a questo momento”.

Come ha visto l’esonero di Giampaolo? “Spiace sempre sul piano umano e professionale, ma al punto in cui si era arrivati era di fatto inevitabile. La sintonia fra tecnico e squadra e fra tecnico e società non era stata raggiunta, la squadra si applicava e ci provava, ma faceva fatica a capire, a recepire e a tradurre sul campo. L’esonero è arrivato dopo una vittoria, non era un fatto solo di risultati. Ma di trend, di prospettiva, di linea”.

Pioli è l’uomo giusto per rinascere? “Stefano Pioli è persona perbene e di buon senso. Da quanto allena il Milan, personalmente capisco il senso delle partite e quello che accade in campo. C’è una identità, c’è una impronta. Cose che nelle partite precedenti, purtroppo, mi sfuggivano. Pioli è concreto sul piano calcistico e diretto su quello umano. Non c’è possibilità di fraintendimenti e questo giova alla preparazione delle partite”.

Piatek riuscirà a tornare quello della passata stagione? Piatek è lo stesso della scorsa stagione. I primi mesi di cambio modulo lo hanno frastornato e ne hanno contaminato l’autostima. Lui forse deve ritrovare un po’ di fame. L’anno scorso la voglia e la determinazione erano impressionanti. Quest’anni la sua ricerca del gol a volte dà la sensazione di essere una competizione contro chi pensa che lui non sia più lo stesso. Kris deve aprire le finestre dentro sé stesso e giocare arrabbiato e affamato. Il resto verrà da sé e scoprirà da solo di essere sempre quello dell’anno scorso”.

Crede che Calhanoglu e Suso possano essere colonne portanti di eventuali progetti futuri? “Ho visto in tanti anni tanti giudizi affrettati sui giocatori. Negli anni del doppio settimo posto a Torino criticavano Bonucci e Chiellini, la scorsa stagione veniva fischiato Candreva a San Siro. Oggi i giocatori del Milan non vanno di moda nei giudizi, ma anche Suso e Calhanoglu dipendono dal contesto. Solo Messi e Cristiano Ronaldo ovunque li metti sono fuoriclasse. Tutti gli altri giocatori, Suso e Calha compresi, hanno bisogno delle condizioni giuste per emergere. Se le cose al Milan si rimetteranno a posto, anche loro due sapranno essere all’altezza della situazione”.

Secondo lei a gennaio possono arrivare rinforzi? “E’ un aspetto che va considerato. La classifica delle prime 12 giornate di campionato impone un esame importante della situazione, mercato compreso”.

Ad oggi, in che reparto di gioco il Milan è sta deludendo maggiormente? “A volte c’è l’errore banale in difesa, altre volte la grande occasione che non viene tramutata in gol. Gigio sta facendo il suo dovere e mi sembra di poter dire anche i centrocampisti. Non che gli altri reparti non lo stiano facendo, ma fare più gol nella fase offensiva e meno errori in quella difensiva sono i due aspetti principali da mettere a posto in questa fase della stagione”.

Da dove deve ripartire questa squadra? “Deve ripartire dal trend di prestazioni che ha intrapreso fin dalla gara con il Lecce. Nelle 5 partite di Pioli, il Milan avrebbe potuto tranquillamente fare 2 vittorie e 3 pareggi per un totale di 9 punti. Invece di punti, per errori di varia natura e per episodi, ne sono arrivati solo 4. Alle prestazioni bisogna aggiungere i gol, da fare e da evitare. La prima metà dell’opera è compiuta, la seconda è quella spartiacque”.

Quanto può far male vedere il Milan di oggi per chi lo segue da anni? “Si soffre molto e non si vive bene. Chi ama il Milan lo adora e lo vive non soltanto quando gioca, ma in ogni minuto del giorno e della notte. Spiace infinitamente e non si vede l’ora di invertire la tendenza, perché fa molto male”.

Quali sono i principali problemi di questa stagione? “Sono quelli che abbiamo avuto sotto gli occhi fin dalle amichevoli agostane. E’ dalla partita disputata a Cesena che il Milan è andato in involuzione. La guida tecnica di Giampaolo ha aperto questioni, dal ruolo di trequartista di Suso all’osmosi vecchi e nuovi, che non è facile nemmeno per Pioli risolvere del tutto. Purtroppo fino ad oggi non c’è stato uno sviluppo rispetto alla scorsa stagione, ma un passo indietro. Il tempo darà ragione al progetto dei giovani e della programmazione, ma la quotidianità di oggi è molto dura sul piano emotivo”.

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