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lunedì, 1 Giugno 2020 - 18:42
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Roma, Baldieri a brutto muso: “Pallotta? I tifosi ne hanno pieni i …”

In ESCLUSIVA ai nostri microfoni abbiamo raccolto il pensiero dell'ex attaccante giallorosso che parla a 360° della Roma e dei rapporti della società con i propri tifosi.

Roma, Baldieri a brutto muso: “Pallotta? I tifosi ne hanno pieni i …”
In ESCLUSIVA ai nostri microfoni abbiamo raccolto il pensiero dell’ex attaccante giallorosso, Paolo Baldieri, che ha parlato a 360° degli attuali problemi della Roma, dagli infortuni alla trattativa con Friedkin.

Lunedì 18 maggio le squadre avrebbero dovuto tornare ad allenarsi in gruppo, nella giornata di domenica, però, il tutto è stato rinviato. Cosa sta accadendo?

“Da cittadino mi chiedo perché i calciatori debbano andare a rischiare la vita, sono persone come noi e in quanto tali andrebbero tutelate. Osservando i numeri, fortunatamente nessun calciatore è deceduto da contagio per Coronavirus. Al momento io potrei essere una persona a rischio dato che quattro anni fa ho avuto un infarto e fumo il sigaro; ma indipendentemente da ciò che possa accadere ad ognuno di noi, credo che alla fine il destino sia segnato. Certo, non bisogna andargli incontro, ma nel momento in cui si decide di riaprire fabbriche, stabilimenti, ristoranti e bar, per quale motivo dovrebbe rimanere fermo il calcio che è la terza potenza economica del Paese? Tra l’altro i calciatori sono molto controllati e quindi potenzialmente con minore rischio di contagiarsi tra loro. Nel corso del weekend ho visto le gare della Bundesliga: durante la partita sono sempre a contatto tra di loro e poi in panchina indossano la mascherina. Ma che cosa ridicola è? Siamo ridicoli, siamo ridicoli! Stiamo adottando delle misure inutili anche nella vita quotidiana: o rimaniamo ancora chiusi in casa per altri due mesi facendoci portare la spesa, oppure andiamo avanti. Il calcio va riaperto. In caso di uno positivo sospendere tutto? È ridicolo anche questo, isoli quella determinata persona per 15 giorni e il resto della squadra continua a giocare. È come se fosse un’influenza ma desta più preoccupazioni e ci sono comunque tantissimi guariti e tantissimi asintomatici. Alcuni si stanno comportando da incompetenti, pensano di essere diventati scienziati, ma c’è un’incompetenza che mi fa cadere le braccia a terra”.

Detto che ognuno si è fatto la propria idea sulla questione contagio, le chiedo se sarebbe corretto cristallizzare la classifica per decretare le posizioni definitive.

“Sì, nel caso in cui non si potesse continuare manterrei la classifica attuale per decretare, ad esempio, le qualificate alla prossima Champions League. Inoltre assegnerei uno scudetto a tutte le squadre, anche alle ultime della classifica, in memoria del fatto che questa epidemia passerà alla storia e per non scontentare nessuno”.

Nel corso del lockdown, il Presidente della Lazio Claudio Lotito, ha più volte spinto per un ritorno in campo. Come giudica le sue dichiarazioni?

“A Lotito conviene tornare a giocare visto che stanno lottando per lo scudetto. Per tanti versi è stato vergognoso sentire alcune dichiarazioni, sia sue che degli addetti ai lavori, in un momento in cui nessuno riusciva a capire qualcosa della situazione. Tutte queste cose fanno male al calcio, fanno perdere l’interesse per questo sport agli appassionati”.

Paulo Fonseca
Paulo Fonseca, allenatore della Roma

Parlando invece di calcio giocato, come ha visto la stagione della Roma di Fonseca?

“A me Fonseca non dispiace, inoltre ne parlano tutti bene, calciatori compresi. I risultati altalenanti sono dovuti ai numerosi infortuni; personalmente parlerei con il preparatore atletico per capire i motivi dei tanti infortuni accumulati, che è una cosa allucinante. La colpa non è dei campi di allenamento utilizzati dalla squadra, perché a Trigoria ci sono dei macchinari straordinari, all’avanguardia. C’è qualcosa da rivedere. Se Fonseca avesse avuto tutta la rosa a disposizione forse le cose sarebbero andate meglio, tralasciando le scelte prese nel corso della stagione, come l’esclusione di Florenzi. Non credo che qualcuno glielo abbia imposto, è stata una sua decisione quella di non farlo giocare e per questo Florenzi ha scelto di andarsene. A noi dispiace molto perché non ci sono più romani in questa squadra. Osservando il quadro generale, però, credo sia stata fino a questo momento una stagione perlopiù positiva, appena sopra la sufficienza. Fonseca si è lamentato degli infortuni, ma il preparatore atletico lo ha scelto lui”.

Daniele De Rossi
Daniele De Rossi con Bruno Conti e Francesco Totti nella gara d’addio ai giallorossi

Ha parlato di “una mancanza di romani” all’interno della squadra. A tal proposito come giudica il trattamento della società nei confronti di Totti, De Rossi e per ultimo Florenzi?

“In questi giorni se ne parla molto di Totti, alcuni dicono che l’ottavo Re di Roma sia Falcao, altri invece dicono Totti: quest’ultimo per me è l’imperatore, non tocchiamolo e lasciamolo stare. Ha fatto tantissimo per la squadra. Ha vinto poco? Sì, ma uno scudetto a Roma vale come dieci scudetti in qualsiasi altra squadra. Ogni anno i giallorossi partono con determinati obiettivi ma mancano di mentalità e organizzazione, Roma è una città che ti distrae. A Torino cosa c’è? È una bella città, ma è piccolina e se sei un calciatore ti alleni e fine. Quando qualche amico di Milano viene a trovarmi mi dice che loro fanno aperitivo, vanno al ristornante il sabato e la domenica la passano in famiglia. Per andare al mare devono prendere l’aereo o fare un sacco di chilometri. Di questo ne parlavo anche con un tedesco con il quale un giorno andai a pesca, era felicissimo perché eravamo a Roma e c’era un tramonto bellissimo e mi ha detto che loro a Dussendorlf, città in cui abitava, non vedono il sole per otto mesi e dunque gli chiesi “Ma quindi che fate?”, “Andiamo a lavorare” rispose (ride; ndr). A Roma è difficile che una persona faccia un certo tipo di vita, c’è un clima straordinario, il sole e il mare. La stronzata che facciamo al Sud è che non riusciamo mai a giovarci appieno di queste bellezze, invece dovremmo essere in grado di portare qui in vacanza tutte le persone del nord; diamo felicità, gioia e tanto altro, ci dovrebbe essere un’unione tra nord e sud sotto questo aspetto”.

Nel caso in cui riprendesse il campionato questa Roma può qualificarsi alla prossima Champions League?

“No, non credo. L’Atalanta è molto più forte e ha un modo di giocare incredibile, sono allenati bene e hanno tantissime motivazioni, poi in attacco ci sono nomi importanti come quelli di Ilicic, Gomez, Zapata e Muriel che sono quattro fuoriclasse. Questa squadra è in grado di mettere in difficoltà anche le grandi squadre, basti vedere quanto fatto in Champions League. Inoltre Gasperini è molto bravo”.

E in Europa League dove può arrivare la squadra di Fonseca?

“Può andare avanti. Bisogna dire che in Italia questa competizione viene snobbata, cominciamo a seguirla con interesse solo dalle fasi finali. Fingiamo che non ci importi solo se non andiamo avanti, se proseguiamo e arriviamo lontano allora è importante. All’estero non fanno così, loro sono professionali, non boicottano la coppa e non si lamentano delle tante partite da disputare”.

Per quanto riguarda il mercato crede che Mkhitaryan debba essere riscattato?

“Dobbiamo prima capire cosa voglia fare il Presidente e come andrà a finire la trattativa con Friedkin. Mkhitaryan non è un giocatore che io riscatterei: ha 31 anni, avrebbe senso? Non mi sembra questo fuoriclasse”.

Niccolò Zaniolo
Zaniolo, attaccante della Roma

Parliamo di Zaniolo? Voci di mercato sempre più insistenti lo accostano alla Juventus …

“Non so se andrà alla Juventus, credo che ultimamente abbia dimostrato di aver capito tante cose e non è facile continuare a mantenere un certo tipo di equilibrio. Petrachi è stato molto bravo a insistere con lui, se dovesse andare via ci potrebbe essere una forte somma da investire, però per questo bisogna vedere come andrà a finire la trattativa tra Pallotta e Friedkin. Non saprei, se proseguiremo con Pallotta si continuerà a vendere giocatori importanti, di valore, facendo plusvalenza e di questo a Roma si sono rotti i cogli**i tutti”.

Riguardo al discorso plusvalenze, nel corso di un’intervista in esclusiva ai nostri microfoni, l’ex calciatore della Lazio Sebastiano Siviglia ha spiegato che, a parer suo, la politica della squadra giallorossa sia principalmente basata sul lato economico, continuando così a cedere i propri campioni, Salah e Alisson su tutti, a differenza della Lazio che ha saputo trattenere i migliori. È d’accordo?

“La politica della Lazio è così da due anni a questa parte. In passato ha sempre ceduto i migliori che ora sono rimasti perché Lotito chiedeva molti soldi. Non penso abbia problemi di contratto la squadra biancoceleste, sono stati bravi a creare un grande gruppo che sta lavorando molto bene, non so se riuscirà a tenere tutti anche il prossimo anno. Quelli che hanno dimostrato meno attaccamento ai colori sono proprio Pallotta e via dicendo, hanno cercato di sistemare il bilancio con determinate cessioni, ma la Roma ha sempre un sacco di debiti. Non rivedono il bilancio con l’obiettivo di risanare i debiti, bensì con l’obiettivo di fare cassa e cercare di mettersi qualche soldino in tasca; a questo punto mi sembra questo l’intento ed è anche il motivo per il quale molti tifosi si sono rotti i cogli**i. Quanti anni è che non viene a Roma? Da quanto tempo non si fa vedere? Questo non è un Presidente da Roma, non è quello che vuole un romanista, ci deve essere una persona attaccata alla squadra, questi colori vengono da Dino Viola, dalla Famiglia Sensi, persone che hanno dato l’anima per il club. Il Presidente deve essere prima di tutto tifoso, oppure viene un magnate che mette a disposizione sia soldi che un’organizzazione importante che permetta di vincere un anno lo scudetto, uno la Coppa Italia e uno l’Europa League, così il tifoso può essere contento. Ad oggi invece c’è freddezza e distacco, tutto ciò che un tifoso romanista non vuole”.

James Pallotta
James Pallotta, Presidente della Roma

Ci sta dicendo che la dirigenza della Roma è un problema. Cosa c’è in particolare che non va bene?

“Sicuramente ci sono problemi; inoltre sono presenti incarichi all’interno della società che non credo siano necessari, mi sembrano soldi buttati. Per fortuna ci sono Fonseca, che è un grande allenatore in grado di tenere il gruppo unito, e Petrachi, capace di rompere i cogli**i, in senso buono ovviamente, a Zaniolo anche quando è in vacanza; inoltre è in grado di assicurarsi calciatori importanti come Smalling. Chi lo conosceva quest’ultimo? Sì, qualche volta lo abbiamo sentito, ma alla fine si è rivelato un giocatore formidabile. Petrachi anche a Torino ha fatto benissimo. Certo che però, se si vuole che questa squadra cresca bisogna cominciare a trattenere le pedine più importanti come Zaniolo“.

Dove andrebbe rinforzata questa squadra?

“Sugli esterni, in quelle zone di campo abbiamo sempre sofferto in questa stagione. I goal che prendiamo dai lati sono dovuti al fatto che i terzini non seguono i tagli degli avversari. Florenzi lo ha fatto una vita nonostante fosse ala. Santon ha fatto molti errori, così come Kolarov, che in fase difensiva non c’è. Il lavoro che una volta veniva fatto dalle ali ora lo fanno i terzini. In seguito ci vorrebbero due giocatori a centrocampo, anche se ho molta fiducia in Pellegrini. Per fare una squadra competitiva andrebbero acquistate cinque o sei pedine”.

Riguardo al lavoro delle ali che lo fanno i terzini, cosa pensa di Spinazzola?

Spinazzola è quello che fisicamente ha più capacità, è una bestia, sembra che abbia la corsa e il fisico di un cavallo, però alcune volte si dimentica il pallone dietro. Ha molte qualità, ne sono convinto, ma manca sotto il punto di vista tattico. Lavorerei più su di lui che su Kolarov. All’ex City hanno rinnovato il contratto, cosa che per me non esiste, perché avrebbero potuto investire i soldi sullo stesso Spinazzola o riportando Florenzi a centrocampo”.

Buon compleanno Dzeko: l'attaccante più completo della Serie A
Edin Dzeko, attaccante della Roma

Parliamo dell’attacco. Ad oggi Dzeko ha 34 anni, lecito pensare ad un suo sostituto?

“Bisognerebbe trovare il nuovo Salah, giocatori con determinate caratteristiche e in seguito lavorarci sopra. Si deve cercare anche nei campionati stranieri e meno rilevanti, ad esempio Haaland è stato preso dal Red Bull Salisburgo“.

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