Zichella in ESCLUSIVA: “Coronavirus? Lo abbiamo preso alla leggera”

Ai microfoni di Footballnews24.it parla l'ex tecnico del Teramo Giovanni Zichella

Zichella in ESCLUSIVA: “Coronavirus? Lo abbiamo preso alla leggera”. Giovanni Zichella, ex allenatore del Teramo, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per discutere della tematica Coronavirus in relazione al campionato di Serie C e delle possibili soluzioni che la lega potrebbe trovare, soffermandosi inoltre su quell’offerta arrivata dal Giappone

“Se non dovessero arrivare degli aiuti economici alcune società potrebbero sparire…”

Come sta vivendo questo periodo di quarantena?

“La quarantena di un allenatore che non lavora ha una sola differenza, cioè che nel fine settimana non va a visionare le partite. Per me che sono abituato ad allenare da 30 anni, stare senza squadra e dunque non avere la possibilità di allenare quotidianamente, è come essere sempre in quarantena, l’unica differenza è che ad oggi, appunto, non vado a visionare le partite.”

Cosa crede che succederà con i campionati?

“Il problema è che ad oggi non sappiamo ancora quanto durerà questo virus e dunque risulta impossibile trovare una soluzione. Solo dopo aver conosciuto il tempo necessario per fare in modo che passi tutto si potrà dare una risposta sul futuro. Credo che la cosa più logica sia quella di guarire al più presto, poi se ci sarà spazio per finire la stagione bene, altrimenti se ne comincerà un’altra, non penso che il calcio sia sia il problema più grande ora. Fare una previsione è difficile, ora abbiamo come data di scadenza quella del 3 aprile, ma bisognerà vedere come ci arriviamo.”

Crede che avrebbero dovuto fermare prima le partite?

“A parer mio, e sono il primo ad averlo fatto, abbiamo preso questo virus alla leggera, infatti tutti quanti uscivamo e nessuno era preoccupato. Ora invece abbiamo capito che è una cosa seria e quindi giustamente stiamo a casa. Vedendo come sono andate le cose forse avrebbero dovuto fermare le gare prima, anche se dirlo ora è troppo semplice, è un po’ come commentare una partita dopo il fischio finale.”

Il campionato di Serie C è spesso colpito da problematiche economiche, dopo questo periodo riusciranno a sostenere i costi?

“Le problematiche c’erano anche prima che arrivasse il Coronavirus, credo che in questo caso, nonostante sia brutto dirlo, se non dovessero arrivare degli aiuti finanziari alcune società potrebbero sparire. Molte, infatti, vivono sui singoli incassi, come i biglietti, gli abbonamenti e gli sponsor, e se questi vengono a mancare non possono permettersi di sostenere le stesse spese di quando giocano. Bisognerà trovare una soluzione, così come per tutte le altre aziende.”

Parlando di lei, invece, settimana scorsa gli è arrivata un’offerta di lavoro dal Giappone, riuscirà a partire?

“Lunedì sera sono stato chiamato da un intermediario di una famiglia giapponese che mi ha spiegato che giovedì mi avrebbero voluto incontrare a Madrid per stilare la bozza del contratto per andare ad allenare il Kyoto in Serie B. Normalmente loro hanno sempre una squadra molto giovane che punta a mantenere la categoria e, allo stesso tempo, a fine stagione spera di vendere qualche giocatore nella J1 League, la Serie A giapponese. Dopo aver militato per 20 anni nel settore giovanile del Torino, dunque, hanno visto in me un istruttore che potesse dare una mano a costruire il singolo calciatore. Molti allenatori dicono di andare in Asia per intraprendere una nuova esperienza, ma non è così, si va lì perchè ci sono tanti soldi e infatti, l’offerta che mi è stata sottoposta, è molto buona, dunque ho detto subito sì. Quindi, accompagnato da un avvocato, sarei dovuto andare nei giorni scorsi a Madrid per definire il tutto, purtroppo però non siamo riusciti a partire per via dell’emergenza sanitaria che ha bloccato l’Italia. Mi hanno detto che aspetteranno ancora un po’, ma se non si risolve presto il problema sceglieranno un allenatore del posto.”

In Giappone non hanno sospeso i campionati?

“Sì, prima di noi. La prima giornata l’hanno giocata i primi di febbraio ma, in seguito a quanto è accaduto in Cina, hanno sospeso il tutto per un mese. Da quanto mi è stato detto dagli intermediari il problema Coronavirus lo hanno risolto in un mese costringendo la gente a stare in casa, con il personale addetto che, abitazione per abitazione, portava i beni di prima necessità. Inoltre, il Kyoto, da una settimana a questa parte, è partito per il ritiro con l’allenatore dell’under 18 in attesa che arrivassi io con altre 3 persone. Credo che purtroppo non riuscirò a partire, anche perchè per un italiano ora diventa difficile spostarsi. Se dovessi rimanere qui spero che arrivi una chiamata da una squadra di Serie C al più presto, mi manca molto la quotidianità dell’allenamento.”