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Euro 2020: Italia fedele a se stessa, Southgate si adatta agli azzurri

Il ct inglese, così come il collega spagnolo Luis Enrique ha snaturato la squadra per cercare di contrastare gli azzurri che in tutto l’arco del torneo hanno mantenuto la stessa identità tattica

Gareth Southgate, Ct dell'Inghilterra @Image Sport
Gareth Southgate, Ct dell'Inghilterra @Image Sport

L’Italia è tornata grande. Non solo perchè è riuscita a conquistare il secondo titolo europeo della sua storia ma anche perchè i tecnici avversari per cercare di contrastare la forza degli azzurri hanno snaturato l’identità tattica delle proprie squadre. Lo ha fatto Luis Enrique in semifinale, rinunciando a un centravanti di ruolo. Una scelta in parte dettata dal fatto che i centrali azzurri conoscessero alla perfezione i movimenti del loro compagno di club Morata ma soprattutto dalla precisa volontà di privarli di punti di riferimento grazie ai continui scambi di posizione dei giocatori offensivi. Una mossa che ha funzionato e che non si è rivelata vincente soltanto per la scarsa precisione sottoporta di Oyarzabal, incapace di capitalizzare le occasioni capitategli sui piedi. Ma sul piano del gioco la Spagna è stata l’unica squadra capace di mettere seriamente in difficoltà gli azzurri, incapaci per tutta la partita di leggere i movimenti di Dani Olmo.

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Il catenaccio di Southgate

Così come il collega iberico anche Southgate ha modificato la disposizione tattica della sua squadra sostituendo un esterno offensivo come Saka con Trippier e accentrando la posizione di Walker. Un assetto che il ct inglese aveva già utilizzato contro Croazia e Germania a dimostrazione del fatto che preferisca adottare un atteggiamento prudente ogniqualvolta il livello dell’avversario si alza. Il 3-5-2 inglese tuttavia almeno inizialmente ha dato i suoi frutti: il gol è arrivato proprio grazie ai 2 esterni tramite un’azione che ha ricordato molto da vicino l’Inter di Conte. Apertura del centravanti verso la fascia destra, cross di Trippier e inserimento sul secondo palo dell’esterno di fascia opposta. Ma per almeno 20 minuti il laterale dell’Atletico Madrid è stato un rebus per Emerson anche a causa dello scarso apporto in copertura di Verratti.

Shaw (Inghilterra)
Shaw (Inghilterra) @Image Sport

Difficoltà analoghe a quelle incontrate da Di Lorenzo, imprigionato nella morsa di Shaw e Mount che spesso si allargava sul centrosinistra a dare man forte all’esterno del Manchester United. Col passare dei minuti però gli azzurri hanno preso le misure agli avversari che hanno gradualmente arretrato il loro baricentro rinunciando completamente alla fase offensiva. Prima dei calci di rigore finali Donnarumma si è sporcato le mani soltanto alzando sopra la traversa un colpo di testa di Stones sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina.

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L’impressione è che nonostante i risultati abbiano dato ragione a Southgate, che oltre al miglior risultato di sempre in un Europeo può vantare un buon quarto posto ai Mondiali di Russia 2018, l’Inghilterra sia una Nazionale incompiuta. Il ct inglese ha scelto di sacrificare parte dell’enorme potenziale offensivo a sua disposizione per blindare la porta di Pickford, adottando un atteggiamento eccessivamente remissivo. Giocatori come Grealish, Rashford e Sancho, che avrebbero giocato titolari in gran parte delle squadre presenti all’Europeo, sono stati sottoutilizzati. Gli ultimi 2 inoltre sono stati costretti a calciare un rigore a freddo, un azzardo che non ha pagato.

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La lucidità di Mancini

Roberto Mancini sin da quando si è insediato sulla panchina azzurra ha dimostrato di avere un progetto tattico preciso. Ha saputo trasformare la Nazionale in una squadra di club, un meccanismo perfetto dove ogni ingranaggio si incastra alla perfezione. Il ct azzurro ha inoltre mostrato un’invidiabile capacità di lettura della partita in corso d’opera. Limitatamente alla finale con l’Inghilterra dopo le difficoltà iniziali l‘Italia ha guadagnato campo grazie alle sue doti di palleggio senza però riuscire a penetrare nelle chiusissime maglie della difesa di Southgate. Nel corso del secondo tempo Mancini ha sostituito un Barella ammonito e in riserva di energie con Cristante, sino a quel momento utilizzato soltanto per far tirare il fiato a Jorginho.

Domenico Berardi, attaccante del Sassuolo e della Nazionale italiana @Image Sport
Domenico Berardi, attaccante del Sassuolo e della Nazionale italiana @Image Sport

Il centrocampista della Roma è stato preferito ai vari Pessina e Locatelli, abituali cambi delle mezzali, per contrastare fisicamente gli avversari e per guadagnare qualche centimetro sulle palle inattive. Mossa che ha pagato: Cristante ha garantito un buon sostegno alla manovra offensiva ed è entrato nell’azione del gol del pareggio di Bonucci. Altrettanto efficace si è rivelata la scelta di rinunciare a un centravanti di ruolo inserendo Berardi. I difensori inglesi, che sino a quel momento avevano avuto gioco facile a controllare un Immobile nervoso e poco sostenuto dai suoi compagni di squadra, sono andati in difficoltà sul fraseggio stretto del tridente leggero azzurro facendosi schiacciare nella propria area di rigore. Una pressione costante che ha prodotto il gol del pareggio e ha gettato le basi per quello che sarebbe avvenuto circa 1 ora dopo.