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Euro 2021, Italia forza 3: Mancini da record

Mancini da record per un’Italia a forza 3: l’esordio europeo degli azzurri contro la Turchia è perfetto

Esultanza di Berardi @imagephotoagency
Esultanza di Berardi @imagephotoagency

L’esordio perfetto dell’Italia

Esordio col botto per l’Italia del ct Roberto Mancini che con una prestazione decisamente convincente ha sconfitto la Turchia. Gli azzurri, oltre ad aver entusiasmato il numeroso pubblico che ha assistito alla partita dagli spalti dell’Olimpico e in televisione, hanno infranto un tabù: per la prima volta nella loro storia sono riusciti a realizzare 3 reti in una partita valida per la fase finale di un campionato europeo. Nelle 38 gare precedenti l’Italia infatti non era mai riuscita ad andare oltre i 2 gol realizzati: ripercorriamole nel dettaglio.

Ciro Immobile (Italia) @imagephotoagency
Ciro Immobile (Italia) @imagephotoagency

Italia, al trionfo del 1968 agli anni bui

Dopo avere rinunciato a partecipare alle prime edizioni del 1960 e 1964, l’Italia fece il suo debutto al campionato europeo nel 1968. Nella fase finale, giocata in casa, la Nazionale allenata da Ferruccio Valcareggi eliminò in semifinale l‘URSS grazie all’esito favorevole del sorteggio con la monetina, dopo che i tempi supplementari si erano conclusi sullo 0-0. L’atto finale con la Jugoslavia si svolse in 2 partite dal momento che la prima si era conclusa sull’1-1: nella ripetizione della gara l’Italia si impose 2-0 e conquistò il suo primo e unico alloro europeo.

Dopo avere mancato la qualificazione alle edizioni 1972 e 1976, gli azzurri fecero il loro ritorno nella rassegna continentale nel 1980 ancora una volta in qualità di paese ospitante. Nella fase a gironi l’unico gol fu messo a segno di Marco Tardelli in occasione della vittoriosa partita contro l’Inghilterra: le due gare con Spagna e Belgio si conclusero invece con altrettanti pareggi a reti bianche. La squadra allenata dal tecnico Enzo Bearzot si guadagnò così l’accesso alla finale per il terzo posto, dato che in quell’edizione non era previsto lo svolgimento delle semifinali. L’Italia sconfisse così ai rigori la Cecoslovacchia dopo che i tempi supplementari si erano conclusi sul punteggio di 1-1.

Esultanza di Berardi @imagephotoagency
Esultanza di Berardi @imagephotoagency

Italia, dal fallimento di Sacchi al trionfo sfiorato da Zoff

Dopo aver mancato la qualificazione nel 1984, l’Italia tornò all’europeo nel 1988 conquistando un’onorevole semifinale, dove fu sconfitta 0-2 dall’URSS che si prese la rivincita sugli azzurri a 20 anni di distanza. Nella fase a gironi la squadra di Vicini pareggiò 1-1 coi padroni di casa della Germania Ovest e sconfisse Spagna e Danimarca, rispettivamente per 1-0 e 2-0. Nell’edizione 1996, la prima col nuovo format a 16 squadre, l’Italia sulla scia del secondo posto conquistato nel mondiale di USA 1994 si presentò con grandi aspettative.

Dopo una convincente vittoria per 2-1 sulla Russia nella gara d’esordio la squadra di Sacchi fu sorprendentemente sconfitta 1-2 dalla Repubblica Ceca a causa anche dell’eccessivo turn over adottato dal tecnico di Fusignano. Nella partita con la Germania, l’Italia non riuscì ad andare oltre lo 0-0, sbagliando anche un calcio di rigore con Zola, e fallì così l’accesso alla fase a eliminazione diretta. Ben più esaltante fu il cammino nell’edizione 2000 dove la squadra guidata da Dino Zoff sfiorò la vittoria del titolo subendo il gol del pareggio di Wiltord al 90° prima di subire il golden gol di Trezeguet nei supplementari.

Eccetto l’epica semifinale con l’Olanda, vinta ai rigori dopo che i supplementari si erano conclusi sullo 0-0, l’Italia nel suo percorso di avvicinamento verso la finale ha segnato sempre due 2 reti a partita contro Turchia, Belgio, Svezia e Romania. Nel 2004 gli azzurri guidati da Trapattoni non riuscirono a superare la prima fase segnando soltanto 3 reti in 3 partite: 1 contro la Svezia, 2 nell’inutile vittoria contro la Bulgaria. Finì 0-0 invece il match d’esordio con la Danimarca.

Roberto Mancini, ct dell'Italia
Roberto Mancini, ct dell’Italia @imagephotoagency

Da Donadoni a Conte: percorsi diversi, stesso destino

Nel 2008 l’Italia si presentò all’Europeo co-organizzato da Austria e Svizzera come campione del mondo in carica, ma senza l’artefice di quel trionfo: il tecnico Marcello Lippi infatti decise di lasciare la panchina azzurra in seguito alla vittoria nella finale con la Francia, cedendo il suo posto a Roberto Donadoni. Nonostante un esordio pessimo con una sconfitta 0-3 contro l’Olanda, gli azzurri si guadagnarono il passaggio del turno grazie a un pareggio per 1-1 contro la Romania e a una vittoria per 2-0 contro la Francia.

Per decidere il quarto di finale con la Spagna, conclusosi a reti bianche, furono necessari i calci di rigore che a differenza di quanto successe 2 anni prima non sorrisero all’Italia. Sempre contro gli iberici iniziò nel 2012 il cammino europeo della Nazionale di Prandelli che riuscì a strappare un buon 1-1 alla squadra campione d’Europa e del mondo in carica. Il percorso dell’Italia proseguì con un altro 1-1 con la Croazia, una vittoria per 2-0 contro l’Irlanda, una vittoria ai rigori contro l’Inghilterra dopo che i supplementari si erano conclusi 0-0 e un 2-1 in semifinale contro la Germania, prima di arrendersi in finale nuovamente contro gli iberici.

Nel 2016 sotto la guida di Antonio Conte gli azzurri esordirono con un brillante successo per 2-0 contro il quotato Belgio e proseguirono con un successo di misura contro la Svezia prima di rimediare un’ininfluente sconfitta per 0-1 contro l’Irlanda. Dopo avere finalmente ottenuto la rivincita contro la Spagna (2-0 con reti di Chiellini e Pellè), gli azzurri ancora una volta si sono dovuti arrendere ai calci di rigore contro la Germania, dopo aver concluso i 120 minuti di gioco sull’1-1. Il resto è storia contemporanea: al trentanovesimo tentativo l’Italia di Roberto Mancini è finalmente riuscita a segnare 3 gol nella stessa partita. Un inizio che lascia ben sperare per il futuro europeo azzurro.

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