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Euro 2021, polemica vaccini: ministra della Sanità spagnola sotto accusa

La notizia della positività al covid-19 di Busquets ha scatenato un vortice di polemiche provenienti da tutta Europa. Nell’occhio del ciclone è finita ben presto la ministra della Sanità spagnola Darias, rea di aver negato il vaccino ai calciatori ed allo staff delle Furie Rosse

Pallone ufficiale degli Europei 2021
Pallone ufficiale degli Europei 2021

Una campagna vaccinale non univoca

La notizia di ieri riguardante la positività al covid-19 di Sergio Busquets ha scatenato feroci polemiche da parte di molti Stati europei, nonché l’indignazione dell’opinione pubblica, nei confronti del governo spagnolo. A tal proposito, è legittimo domandarsi come sia possibile che a ridosso di un evento così importante, quale l’Europeo di calcio, non tutti i calciatori che vi partecipano siano vaccinati. E soprattutto perché non esistano attualmente delle direttive univoche atte a favorire una campagna vaccinale per tutti i componenti delle varie nazionali.

Ciò che lascia particolarmente perplessi riguarda proprio il fatto che non tutte le nazionali partecipanti al torneo siano state sottoposte al vaccino. Per esempio i giocatori e lo staff di Italia, Polonia e Belgio sono stati tutti vaccinati, mentre per Svizzera, Olanda e Francia non vi è l’obbligo. L’Austria ha addirittura sconsigliato ai calciatori di immunizzarsi ora per evitare di saltare allenamenti importanti. Scozia ed Inghilterra hanno invece deliberatamente deciso di non vaccinarsi per non apparire privilegiati agli occhi dell’opinione pubblica. Discorso simile riguarda la Spagna. In questo caso, la ministra della Sanità Carolina Darias ha negato alla federcalcio spagnola un trattamento preferenziale per i componenti delle Furie Rosse. Motivo per cui nessun calciatore della Nazionale iberica risulta al momento immunizzato.

Sergio Busquets, centrocampista del Barcellona e della Nazionale spagnola
Sergio Busquets, centrocampista del Barcellona e della Nazionale spagnola

Il caso Busquets

Già di per sé tale situazione di incertezza non sta facendo altro che creare confusione. Il caso Busquets non è altro che la naturale conseguenza di quanto fatto finora, e purtroppo rischia di trasformarsi nella causa di altre polemiche. Il calciatore della Nazionale spagnola è infatti risultato positivo al Covid-19. Per questo motivo, ha immediatamente abbandonato il ritiro di Madrid a bordo di un’ambulanza che – dopo sei lunghe ore di viaggio – l’ha riportato a casa sua a Barcellona. Ciò tuttavia non è bastato a spegnere le polemiche.

Questo perché il centrocampista è stato per tutta la settimana a contatto con i propri compagni di squadra ed ha anche rilasciato due interviste. Inoltre, come se non bastasse, il catalano ha addirittura disputato buona parte dell’amichevole contro il Portogallo. Inevitabilmente tutto questo ha scatenato il terrore sia all’interno de La Roja stessa sia della Seleçao, nonché tra i giornalisti presenti alle conferenze stampa. Ragione per cui la Spagna schiererà in campo l’Under 21 in occasione del match in programma stasera contro la Lituania.

La nazionale spagnola
La nazionale spagnola

Europei a serio rischio

Ovviamente tale imbarazzante situazione ha rapidamente posto la ministra Darias sul banco degli imputati in qualità di prima responsabile di questo caos. Soprattutto perché non ci si riesce a spiegare su quale base si sia stabilito di immunizzare tutti gli atleti olimpici spagnoli, mentre per la Nazionale di calcio non sia stata adottata la medesima misura. Ciò ha condotto ad un’enorme figuraccia della Spagna a livello internazionale.

Uno smacco clamoroso, che potrebbe però convincere la Darias a cambiare idea in merito alla campagna vaccinale delle Furie Rosse. In ogni caso, il danno ormai è stato fatto. Un danno di proporzioni indicibili che mette a serio rischio il regolare svolgimento di una manifestazione sportiva che tutti noi attendiamo con trepidazione da più di un anno

Esultanza Italia @Image Sport
Esultanza Italia @Image Sport

La funzione catartica di questi Europei

L’Europeo, in questo periodo storico, non ha solo compito di intrattenere gli appassionati, bensì è anche chiamato a svolgere una funzione decisamente più importante. Una funzione che Sigmund Freud definirebbe catartica: l’allontanamento momentaneo della rabbia, della tristezza e della frustrazione che abbiamo provato sulla nostra pelle a causa della pandemia, per lasciare spazio a pensieri più felici, positivi e rilassati. Poche altre volte nella storia il calcio ha assunto una connotazione simbolica così importante.

Tale torneo dovrebbe infatti rappresentare un nuovo inizio. Una sorta di “ripartenza” che coinvolge tutti gli aspetti che regolano le nostre vite quotidiane: dalla sfera economica a quella pubblica e sociale. Qualcosa che dovrebbe darci la forza di rialzare la testa dopo sedici mesi terribili e di riportare un po’ di serenità all’interno delle nostre esistenze. In questo senso, già solo il fatto di poter nuovamente ammirare i tifosi sugli spalti – seppur in numero decisamente ridotto – appare ai nostri occhi come un successo incredibile ed una vittoria collettiva a dir poco grandiosa.

Roberto Mancini, Ct della Nazionale italiana di calcio @Image Sport
Roberto Mancini, Ct della Nazionale italiana di calcio @Image Sport

La negligenza della ministra Darias

Tutto questo è stato reso possibile proprio in virtù della campagna vaccinale. La stessa che la ministra Darias ha deciso di negare ai calciatori ed allo staff delle Furie Rosse. E questo con l’unico obiettivo di non alimentare una presunta – nonché largamente diffusa – leggenda metropolitana secondo cui il calcio occuperebbe sempre e comunque una posizione privilegiata in ogni ambito. Una ricerca forsennata di un modo per “salvare le apparenze” che ha perso di vista il fine ultimo del vaccino: garantire a tutti i cittadini l’immunità dal covid-19.

Ora, a causa di questa negligenza – per usare un eufemismo – l’incubo dei contagi ha iniziato ad aleggiare sugli Europei. Proprio nel momento in cui ci stavamo illudendo di poter finalmente tornare ad una sorta di semi-normalità. Non ci resta che sperare che la vicenda Busquets sia solo un caso isolato. Altrimenti tutti i risultati raggiunti fino ad oggi nella lotta al covid-19 risulterebbero pressoché vani.

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