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Everton, ritrovare l’identità per tornare a sognare

Carlo Ancelotti (Everton)
Carlo Ancelotti (Everton)

Ancelotti lo sa, vive di calcio da fin troppo tempo per arrendersi a credere che la vera identità dell’Everton sia quelle delle ultime partite. Tante volte ci è già passato e altrettante volte ne è uscito. Col suo arrivo in panchina i tifosi avevano iniziato a sognare (impossibile non farlo quando si dispone di Carletto), ma gli ultimi risultati hanno riportato le Toffees sulla Terra.

Un mercato programmato nel nome di Carlo Ancelotti

Molto spesso i club inglesi di fascia medio alta spendono tanto e male. Anche lo stesso Everton diverse volte ha speso cifre faraoniche nel calciomercato per ritrovarsi a fine anno al punto di partenza. Il mercato messo in atto quest’anno dai Blues di Liverpool, sembra invece esser stato più che positivo, con gli innesti di Doucourè, di Allan, di James Rodriguez: gente capace di spostare gli equilibri.

Il merito di ciò va a Carlo Ancelotti. Se non fosse stato per lui, l’ex napoletano e il colombiano difficilmente avrebbero abbracciato il progetto tecnico dei Toffees. L’importanza di avere un manager di così alto spessore porta inevitabilmente molti giocatori a sposare la causa dell’Everton.

Everton: l’inizio perfetto, poi l’improvviso crollo

L’impatto dei nuovi innesti nei meccanismi della squadra sono stati devastanti fin da subito: 4 vittorie e 1 pareggio (il 2-2 contro il Liverpool) nelle prime cinque partite, hanno proiettato le Toffees in cima alla classifica della Premier League, complice anche l’ottima vena realizzativa di Dominic Calvert-Lewin, capace di siglare 8 reti in altrettante partite, balzando così in testa alla classifica marcatori della massima serie inglese.

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Dal pareggio contro i rivali storici tutto è cambiato e l’Everton ha incassato tre ko di fila, l’ultimo in casa con il Manchester United, che ha fatto scivolare la squadra al settimo posto: “Non siamo stati in grado di difendere bene. È mancata la concentrazione, la compattezza”, ha spiegato Ancelotti ai canali social del club a fine partita.

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Problema di stanchezza fisica e mentale quindi? Il tecnico di Reggiolo rimanda a dopo la sosta, convinto che i giorni futuri saranno impiegati per lavorare sulla fase difensiva, nella speranza di ritrovare qualche infortunato e Richarlison (espulso dopo l’incomprensibile fallo nel derby del Merseyside). “So gestire le difficoltà. Ogni anno si vivono momenti complicati. Bisogna reagire, perchè questa stagione non è finita. Dobbiamo cancellare questo brutto momento e tornare la bella squadra di inizio campionato” ha aggiunto poi Ancelotti. Una promessa, che solo il campo potrà confermare.

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