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Fallimento Superlega: l’effetto sui conti dei 12 Club Fondatori

Il fallimento della Superlega incide pesantemente sulle casse dei 12 club fondatori che attraverso questo nuovo format puntavano a risollevare la loro situazione debitoria

Addio Superlega, bilanci in passivo: si salva il Chelsea

Non solo un pesante danno d’immagine ma anche e soprattutto un nuovo duro colpo alle finanze dei club, già messe a dura prova dalla pandemia che ha messo in ginocchio l’industria calcio. Con la creazione del progetto Superlega i 12 club fondatori intendevano immettere nuove risorse economiche nei propri bilanci tramite il finanziamento della multinazionale statunitense JP Morgan e dando vita ad un format sulla carta più appetibile dell’attuale Champions League in grado di garantire incontri fra top club europei tutte le settimane. Un prodotto che avrebbe dovuto garantire consistenti ricavi da diritti televisivi, pubblicità, merchandising da suddividere esclusivamente fra i club associati con buona pace delle piccole realtà. Un progetto ideato per fronteggiare una pesante situazione debitoria che secondo una ricerca della società di consulenza KPMG ammonta complessivamente a circa 2,7 miliardi di euro. In attesa di conoscere i dati relativi ai conti del Liverpool, che non sono ancora stati resi pubblici, delle altre 11 società che hanno aderito al progetto Superlega, soltanto il Chelsea ha il bilancio in attivo.

Cristiano Ronaldo (Juventus) @Image Sport
Cristiano Ronaldo (Juventus) @Image Sport

Disastro Tottenham, Juventus: addio a Ronaldo?

Fra i 12 club dissidenti quello con la situazione debitoria più pesante è indubbiamente il Tottenham il cui passivo ammonta a quasi 700 milioni di euro, dovuti soprattutto al nuovo stadio, il New White Hart Lane. Meno critica la situazione degli altri club inglesi: il Manchester City dovrebbe riuscire a chiudere il buco mettendo a bilancio gli introiti relativi al finale della passata stagione e le plusvalenze derivate dalle cessioni di alcuni giocatori, in particolare da quella di Sané al Bayern Monaco. Per Manchester United e Arsenal sono attese a breve delle ricapitalizzazioni da parte delle rispettive miliardarie proprietà americane. Più delicata la situazione dell’Inter, alle prese con le difficoltà del gruppo Suning che dopo avere sospeso tutte le attività di sostegno al Jiangsu (dove attualmente milita l’ex nerazzurro Eder) sta cercando nuove soluzioni per garantire maggiore liquidità nell’immediato a futuro e mantenere il controllo del pacchetto di maggioranza della società nerazzurra. Problemi che, secondo il responsabile della sezione Sport di KPMG, sarebbero stati risolti con l’avvio della Superlega che avrebbe consentito di risanare la situazione finanziaria del club. La Juventus, che attualmente ha un rosso stimabile attorno a 400 milioni, nelle scorse settimane ha posticipato il pagamento di 4 mensilità ai giocatori in modo da poterle dilazionare anche sull’esercizio di bilancio dell’anno prossimo. Nell’immediato non sono da escludere dolorose cessioni, su tutte quella di Cristiano Ronaldo, oneroso investimento che in termini economici non ha garantito il ritorno sperato dal club. Meno difficile la situazione del Milan la cui passività è dovuta ad anticipazioni di crediti futuri.

Messi (Barcellona) @Image Sport
Messi (Barcellona) @Image Sport

Barcellona in rosso: enigma Messi

Nonostante un mercato al risparmio il Real Madrid dovrebbe chiudere il bilancio con una fatturato inferiore di circa 100 milioni rispetto a quello del 2020 a causa della ristrutturazione del Bernabeu e dei mancati introiti conseguenti alla pandemia: stadio, dalle annesse attività commerciali e il crollo delle vendite del merchandising. A dir poco disastrosa la situazione del Barcellona il cui indebitamento netto è valutato intorno a 318 milioni ma quello complessivo supera il miliardo. Considerando i crediti attesi nell’immediato sono inferiori ai debiti appare difficile riuscire a trattenere Leo Messi, il cui contratto coi Blaugrana scadrà alla fine del prossimo giugno. Meno negativa la situazione dell’Atletico Madrid, il cui passivo netto ammonta a 111 milioni conseguenza, così come nel caso del Real, dei mancati incassi causati dal Covid-19.

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