Favola Giamaica, i Reggae Boyz puntano la Copa America: la stella Bailey out?

Non la favorita ma sicuramente una delle squadre più esotiche che parteciperanno alla Copa America questa Giamaica: tra corsa e spensieratezza, i Reggae Boyz vogliono stupire, anche senza la loro stella più splendente Leon Bailey

Lorenzo Zucchiatti A cura di Lorenzo Zucchiatti JamaicaCopa America

Qualcuno avrà ancora negli occhi la folle prestazione di Marcel Jacobs alle Olimpiadi di Tokyo del 2020, laureatosi incredibilmente campione nella gara regina dei 100 metri. C’era però un tempo in cui era la Giamaica a dominare le discipline di velocità su pista, con i vari Blake, Powell e, ovviamente, sua maestà Usain Bolt. Eppure il piccolo stato situato in mezzo al Mar dei Caraibi non è solo atletica, con il movimento calcistico in netta crescita.

Se la vostra attenzione sarà tutta per Argentina e Brasile, sappiate che quest’anno, e per la terza volta nella loro storia, ci saranno anche i Reggae Boyz nella Copa America 2024, la 48ª edizione in scena negli USA dal 21 giugno prossimo. Siamo piuttosto certi, a meno di fanatici con molto tempo a disposizione, che non siate particolarmente informati su di loro, e dunque, dallo stile di gioco ai precedenti fino alla possibile esclusione della stella Leon Bailey, ecco l’analisi sulla favola Giamaica di cui non sapevate di aver bisogno ma che vi meritate.

Tabù Copa America e il Mondiale del ’98: i precedenti

Va da se che la storia di tale Nazionale non sia colma di trofei, neanche uno in verità, o exploit importanti, ma qualcosa è comunque citabile. A cominciare dalla CONCACAF Gold Cup, il torneo che ricomprende le squadre di Nord e Centro America e dei Caraibi, dove la Giamaica ha ottenuto due bronzi e due argenti nella sua storia. È invece ancora un tabù proprio la Copa America.

La Nazionale gialloverde ha partecipato su invito a due edizioni di tale competizione, nel 2015 e nel 2016, con risultati non memorabili: 6 sconfitte su 6, 9 gol subiti, 0 fatti e dunque eliminazione in entrambi i casi nel girone. Ora l’occasione di rifarsi in questa edizione del 2024, con i Reggae Boyz che si sono guadagnati la fase finale negli USA grazie alla vittoria nel doppio confronto dei quarti di finale di CONCACAF Nations League contro il ben più quotato Canada.

Come è facile immaginare, non sono migliori i dati relativi alla Coppa del Mondo: oltre alle edizioni del 1982 e 1986 in cui, per problemi economici e di insolvenze con la FIFA, non fu neanche ammessa alle qualificazioni, la Giamaica non si è mai qualificata alla fase finale, tranne una volta: quello storico Mondiale di Francia ’98, ottenuto grazie al pareggio per 0-0 contro il Messico il 16 novembre 1997, che vide la prima squadra anglofona dei Caraibi qualificata a tale torneo.

È proprio nella massima competizione calcistica in terra francese che i giornalisti affibbiano ai ragazzi del brasiliano Simões il simpatico soprannome di Reggae Boyz, che vengono presi in simpatia da stampa ed appassionati. In quell’occasione arrivo l’eliminazione nel girone dopo le sconfitte con Argentina e Croazia, ma con anche la soddisfazione di battere il Giappone nelle terza gara (1-2). Questa la storia, ma nel presente c’è una Copa America da onorare.

Gray trascinatore e dubbio Antonio: la rosa della Giamaica

Sono poche le Nazionali che hanno già comunicato i 30 preconvocati per il torneo degli Stati Uniti, che dovranno poi diventare 26, e sono Brasile, Argentina, Colombia, Messico, Cile e Stati Uniti. In attesa dei nomi ufficiali, è possibile fare un’analisi su quella che sarà probabilmente la rosa della Giamaica in questa Copa America. Pochi dubbi per quanto riguarda i portieri, con il 33enne Blake dei Philadelphia Union, giocatore in attività con più presenze (68), titolare designato, Knight e Waite alle sue spalle.

In difesa l’esperienza di Lowe ed Hector unita a freschezza e gioventù portata da Latibeaudiere (Coventry City), Bernard (Sheffield Wednesday), Lembikisa (Hearts) e Tayvon Gray (NY City). Centrocampo di sostanza tra Lowe, Palmer, Johnson e soprattutto il 31enne Bobby De Cordova-Reid, che vanta anni di esperienza tra Championship e Premier League. I discorsi più interessanti sulla Giamaica però riguardano l’attacco.

La certezza si chiama Shamar Nicholson, punta centrale del Clermont Foot, quest’anno ultimo in classifica in Ligue 1, attualmente miglior marcatore in attività dei Reggae Boyz con 14 gol in 47 presenze. Accanto a lui gioca un ruolo da trascinatore Demirai Gray, vecchia conoscenza della Premier League (Everton e Leicester) ed ora nel Al Ettifaq di Steven Gerrard. Dubbio grosso per la Copa America è Michail Antonio, numero 9 del West Ham che dovrebbe rispondere alla chiamata dopo aver saltato le ultime sfide per l’infortunio al ginocchio rimediato contro il Canada a novembre.

Una chiosa a parte la merita Leon Bailey, miglior giocatore della squadra che ha appena conquistato la Champions League con l’Aston Villa. Il classe ’97, che ha scelto la sua nazione d’origine benché potesse giocare anche per l’Inghilterra, si è sfogato contro la Federazione giamaicana a fine marzo: “Non è per nulla professionale giocare per la Giamaica. Non ci sono attrezzature sportive adeguate e il giorno della gara sei costretto ad indossare una maglia da donna. Tutto ciò è ridicolo”. Con ogni probabilità non verrà convocato per la Copa America.

Stile di gioco e spensieratezza: Giamaica sorpresa del gruppo B?

Se alcuni degli interpreti sono conosciuti ai più per loro prestazioni nel nostro continente, meno informazioni si hanno sullo stile di gioco della Giamaica, ma qualche indicazione si può ricavare. A guidarla è il ct islandese Heimir Hallgrimsson che, dopo aver allenato un paio di squadre femminili in patria, compie il salto diventando prima il vice di Lagerback nell’Islanda che arriva ai quarti dell’Europeo 2016, e poi ct della Nazionale nel Mondiale 2018.

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Nell’avvicinamento a questa Copa America Hallgrimsson ha spesso giocato col 4-4-2 o col 4-2-3-1, ma nelle ultime due sfide di Nations League con Stati Uniti e Panama è passato ad un più offensivo 3-4-3, nonostante fosse privo di Bailey e Antonio. Probabile che continui su questa scia, e le gare di qualificazione ai prossimi Mondiali contro Repubblica Dominicana (7 giugno) e Dominica (9 giugno) daranno ulteriori indicazioni.

Al di là del modo di giocare, ciò che dovrà caratterizzare i Reggae Boyz è la spensieratezza di chi non ha nulla da perdere e più rivelarsi la sorpresa di un gruppo B sulla carta equilibrato: leggermente avvantaggiato un Messico più abituato a certo palcoscenici, seguito dall’eterno incompiuto Ecuador e la mina vangante Venezuela. In tale contesto la Giamaica può essere la sottovalutata che non t’aspetti, in una Copa America vetrina importante per il piccolo paese in mezzo al Mar dei Caraibi.