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FIGC, aggiornamento del protocollo: al via i test rapidi

Coronavirus, 22 casi di positività in Serie A
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Il Coronavirus è tornato. I casi positivi stanno crescendo esponenzialmente con il sistema sanitario che è tornato sotto pressione. La risposta del Governo non si è fatta attendere e sono stati presi provvedimenti restrittivi in una fase di quasi semi-lockdown. E il calcio si è dovuto adeguare a questa situazione: nessuno a vedere le partite e controlli quasi giornalieri per giocatori e staff. La FIGC, in vista di uno scenario che si sta prospettando sempre peggiore, ha varato, sul proprio sito ufficiale, “l’Aggiornamento dei Protocolli Allenamenti e Gare per le Squadre di Calcio Professionistiche, la Serie A Femminile e gli Arbitri“. Il documento intende fornire chiarimenti ed alcuni aggiornamenti dei Protocolli in vigore, introdotti proprio dopo l’emanazione dei Dpcm del Governo.

Una delle novità più importanti riguarda i test rapidi: “Pertanto, in alternativa ai tradizionali tamponi molecolari PCR, possono essere utilizzati anche i Test antigenici (quantitativi con immunofluorescenza) – cosiddetto Test rapido –, sia per i test di routine previsti entro le 48 ore antecedenti la disputa della gara, sia per quelli richiesti nel giorno partita per i Gruppi Squadra con positività documentate, nonché nel monitoraggio con tamponi ogni 48 ore, previsto dal protocollo in caso di isolamento fiduciario“. Qualora poi il giocatore dovesse risultare positivo rimane l’obbligo di non poterlo schierare in campo.

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L’altra novità riguarda invece l’isolamento e la quarantena diversificando modalità e tempistiche tra asintomatici e sintomatici. I primi: “Possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test)“. Coloro che invece hanno riscontrato sintomi: “Possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test)“.

Le persone che, non presentando sintomi, continuano a risultare positive: “In caso di assenza di sintomatologia da una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla scomparsa dei sintomi“.  Previsto anche un periodo di “14 giorni di quarantena” o “10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigienico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno” per coloro che hanno avuto un contatto stretto con persone risultate positive.

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