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Fiorentina, alla scoperta del DS Pradè: il volto del calciomercato viola

Analizziamo la ricca carriera dirigenziale di Daniele Pradè, DS della Fiorentina, artefice di grandi colpi di calciomercato

Pradè, direttore sportivo della Fiorentina
Pradè, direttore sportivo della Fiorentina

Daniele Pradè, nato a Roma il 19 marzo 1967, è uno degli uomini di calciomercato più conosciuti del panorama calcistico italiano. Attualmente è il Direttore Sportivo della Fiorentina, ma in passato ha collaborato anche con Roma, Sampdoria e Udinese. Come tutti i DS, anche lui ha iniziato a tastare il terreno nelle piccole società di provincia, prima di approdare nei primi anni 2000 all’interno dei grandi club della Serie A. Il dirigente romano è anche un vero e proprio scopritore di giovani talenti e di allenatori emergenti.

Pradè-Roma
Daniele Pradè ai tempi della Roma @imagesport

Dalla gavetta alla chiamata della Roma

La gavetta è una tappa fondamentale della vita di ciascuno di noi: per chi vuole diventare un calciatore, per chi ambisce alla carriera da allenatore oppure per chi, come Pradè, ha il sogno di diventare un volto di calciomercato dei club più blasonati. Appena 20enne, l’allora giovane DS emergente si mise alla ricerca di una società con l’obiettivo di testare sul campo le sue idee dirigenziali. Per più di 10 anni ha collezionato esperienze in piccole realtà di provincia, tra cui Fano, Ferentino e Teramo. Date le enormi capacità dimostrate, il suo nome cominciò a circolare anche in Serie A e nel 2000 la Roma del compianto presidente Sensi lo volle in prima squadra, all’inizio come collaboratore dell’allora direttore generale Fabrizio Lucchesi e poi come Assistente alla Direzione Sportiva di Franco Baldini.

Il giovane Daniele ha avuto la fortuna di arrivare nella Capitale in un periodo storico trionfale per la Roma allenata in quegli anni da mister Capello, capace di riportare il tricolore in giallorosso nel 2001 dopo 18 lunghi anni e di ottenere un’importante Supercoppa contro la Fiorentina pochi mesi dopo. Il momento della svolta arriva nel 2004 quando, dopo l’addio con molte polemiche di Capello e di Baldini, Pradè venne promosso Direttore Sportivo dei giallorossi. I risultati in quella prima stagione furono deludenti ma Daniele riuscì ad estrarre dal cilindro la carta Spalletti, un giovane allenatore toscano che aveva compiuto un grande lavoro nelle tre stagioni precedenti all’Udinese. Con l’attuale allenatore del Napoli, i giallorossi ottennero tre secondi posti consecutivi in tre anni, due Coppe Italia e una Supercoppa italiana. L’avventura di Pradè alla Roma viene ricordata soprattutto per la conclusione dei contratti a parametro zero, che permisero ai capitolini di veder giocare nomi del calibro di Doni, Julio Sergio, Tonetto, Taddei, Juan, Riise. Nel 2011, con il passaggio della società agli americani da parte della famiglia Sensi, il percorso di Pradè si concluse dopo 11 anni, lasciando il posto alla coppia BaldiniSabatini.

Daniele Pradè
Daniele Pradè, Direttore Sportivo della Fiorentina

L’approdo alla Fiorentina

Ormai galvanizzato dall’ottima e vincente esperienza decennale alla Roma, il nome di Pradè, rimasto senza squadra, cominciò a riecheggiare in Serie A. Tra il 2011 e il 2012 arrivarono alcune proposte, ma quella più interessante fu quella dei Della Valle, allora proprietari della Fiorentina. Il progetto innovativo e stimolante interessò il DS che firmò un contratto triennale con i viola, precisamente il 25 maggio 2012, con l’obiettivo di riportare i toscani alla gloria del passato dopo una lunga e travagliata stagione culminata con una sudata salvezza. Durante l’estate del 2012 è stato chiamato a rinsaldare l’ambiente fiorentino dopo le tensioni della stagione precedente.

L’obiettivo era quello di cercare un nuovo allenatore, dopo i tre esoneri del campionato appena concluso, capace di ridare solidità e gioco alla viola. Dopo i contatti con Zeman, Mazzarri e Benitez, la decisione definitiva si focalizzò sull’emergente Vincenzo Montella, vista l’ottima esperienza al Catania. Quell’estate è purtroppo ricordata anche per le numerose partenze, come quelle di De Silvestri, Montolivo e Amauri, rimpiazzati dall’arrivo di nuovi talenti scoperti dal nuovo DS, tra cui l’allora emergente Cuadrado, Borja Valero e Gonzalo Rodriguez. Nel corso del primo triennio di Pradè in viola, la Fiorentina si è rilanciata in campionato con due quarti posti consecutivi e una finale di Coppa Italia contro il Napoli. Per questo motivo, nel 2014 il contratto del DS ex Roma venne rinnovato per un altro anno e successivamente per altri due, per poi concludersi nel 2016 dopo cinque stagioni in cui è riuscito a ridare fiducia e risultati alla Fiorentina grazie alle sue scelte.

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Daniele Pradè ai tempi dell’Udinese

Le esperienze alla Sampdoria e all’Udinese

L’esperienza alla Fiorentina di Pradè si è conclusa in modo brusco e inaspettato. Il DS aveva bisogno di una nuova proposta per dimenticare il divorzio con i viola. A ottobre 2016 un romano chiama Daniele, suo concittadino, per consolidare il progetto tecnico della propria squadra. Stiamo parlando della Sampdoria dell’ormai ex presidente Ferrero che cercava un nuovo DS in grado di ridare nuova linfa alla rosa di mister Giampaolo, appena subentrato sulla panchina blucerchiata. L’esperienza di Pradè a Genova è durata soltanto due stagioni, terminando a giugno 2018, nonostante i numerosi talenti che ha visto fiorire il club ligure nel biennio. Il DS è riuscito a portare in Liguria calciatori molto promettenti come Bartosz Bereszynski, Gastón Ramírez e Duván Zapata, concludendo un’interessante plusvalenza con la cessione di Patrik Schick alla Roma.

La conclusione dell’avventura alla Sampdoria di Pradè è stata anche alimentata dal lungo corteggiamento dell’Udinese nell’ultimo periodo in blucerchiato. Infatti, come un segno del destino, a pochi giorni dalla cessazione del contratto con il club di Ferrero, Daniele diventa il responsabile dell’area tecnica della società friulana. Con la società bianconera, il DS ha vissuto una stagione intensa, in cui ha posto alla ribalta giovani talenti come Rolando Mandragora, il portiere Juan Musso e Ignacio Pussetto. Il colpo di mercato più grosso lo riuscì a chiudere in panchina, chiamando Igor Tudor, attuale tecnico del Verona ed ex giocatore della Juventus.

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Daniele Pradè e Joe Barone, direttore sportivo e dirigente della Fiorentina (@imagephotoagency)

Il ritorno a Firenze

Anche i vecchi amori ritornano si dice e nessuno si sarebbe mai aspettato un ritorno di Pradè alla Fiorentina dopo qualche anno, considerando anche la svolta societaria del club toscano, con i Della Valle che hanno ceduto le quote all’imprenditore americano Rocco Commisso. Il 12 giugno del 2019, i giornali increduli annunciavano il nuovo matrimonio tra l’ormai consacrato DS e la nuova società viola con un contratto annuale con opzione di rinnovo. I colpi più prestigiosi della seconda era di Pradè alla Fiorentina riguardano il calciomercato estivo all’indomani della sua nomina, in cui è riuscito a portare alla corte della sua vecchia conoscenza Montella nomi di grande lusso calcistico come Ribery, Boateng e nuovi talenti emergenti tra cui Pulgar e Lirola.