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Fiorentina, alla scoperta di Ikoné: un diamante grezzo per l’attacco di Italiano

Il primo acquisto della Fiorentina in questa sessione di calciomercato è Jonathan Ikoné: un diamante grezzo per rafforzare l’attacco di Vincenzo Italiano

Ikoné alla Fiorentina
Ikoné alla Fiorentina

Minuto 78 di Torino-Fiorentina: sul risultato di 4-0 a favore dei granata, Vincenzo Italiano, che ormai non può fare più nulla per cambiare il corso della partita, decide di far esordire il nuovo acquisto Jonathan Ikoné, sostituendo Nico Gonzalez. Iniziano così dodici minuti che hanno detto poco di un match di cui l’arbitro avrebbe potuto tranquillamente fischiare la fine venti minuti prima, ma che ci hanno dato un assaggio di quale potrebbe essere il destino dell’ex esterno del Lille in maglia viola.

Ikoné-PSG
Ikoné al PSG

Jonathan Ikoné: la carriera

Di origini congolesi, Jonathan Ikoné nasce il 2 maggio 1998 a Bondy, un comune di 50mila abitanti dell’Île-de-France. È proprio nella squadra della sua città natale che inizia da bambino a giocare a calcio. Suo compagno e amico fidato in quegli anni è un certo Kylian Mbappé, mentre l’allenatore è il padre del futuro campione del mondo, Wilfred. I due già allora facevano faville (“il padre di Mbappé ci separava per fare le squadre più equilibrate”, ha raccontato Ikoné nella conferenza di presentazione alla Fiorentina), ma è Jonathan ad essere notato per primo: nel 2010, a dodici anni, viene acquistato dal Paris Saint-Germain, la squadra che lo crescerà nelle giovanili. Il debutto tra i professionisti arriva il 28 settembre 2016, nel match di Champions League col Ludogorets, mentre tre giorni più tardi arriva anche quello in campionato (contro il Bordeaux). Messosi quindi in mostra tra i grandi, a gennaio 2017 passa in prestito al Montpellier, totalizzando a fine stagione 14 presenze, 1 gol e 1 assist che spingono gli occitani a rinnovare il prestito in estate. La seconda stagione alla Paillade, però, non è esaltante e termina con soli 2 gol e 1 assist in 23 presenze. L’esterno francese, dunque, ritorna al Psg, che ormai non punta più su di lui. Ma per fortuna quel geniaccio di Luís Campos, allora direttore sportivo del Lille, fiuta l’affare e si aggiudica il cartellino del calciatore per soli 5 milioni: è la svolta della sua carriera.

Jonathan Ikoné, esterno offensivo del Lille
Jonathan Ikoné, esterno offensivo del Lille

Al Lille, infatti, c’è un certo Christophe Galtier, allenatore che ha già lanciato talenti come Ghoulam, Matuidi, Payet e Aubameyang e che predilige un gioco fatto di rapide verticalizzazioni e di altissima intensità: l’ideale per un giocatore come Ikoné, che può liberare così il suo talento nelle transizioni e bruciare le praterie che si creano alle spalle dei difensori avversari. Il primo anno con i dogues si chiude con 41 presenze, 3 gol e ben 11 assist. È solo l’inizio di un ciclo epico che vedrà i ragazzi di Galtier conquistare il titolo di campioni della Ligue 1 nella stagione 2020-21: nonostante l’intenso player trading di Campos e del presidente Gérard Lopez – che quasi ad ogni sessione di calciomercato sconvolge l’attacco della squadra – Ikoné resta assieme a Bamba uno dei punti fermi della squadra. In totale, con il Lille le presenze sono 150, con 16 gol e 27 assist, in tre stagioni e mezzo. L’ultimo regalo che ha fatto ai suoi ormai ex compagni è stata la qualificazione agli ottavi di Champions League grazie ad una prestazione superlativa contro il Wolfsburg, coronata da due assist che hanno consentito ai mastini di imporsi per 1-3 alla Volkswagen Arena.

Anche con la nazionale francese Ikoné ha un discreto curriculum: ha fatto tutta la trafila dall’Under 16 all’Under 21 (vincendo gli Europei di categoria con l’Under 17), mentre la prima convocazione in nazionale maggiore è arrivata a novembre 2019, proprio grazie ad un infortunio dell’amico Mbappé. Attualmente con les Coqs il classe 1998 ha all’attivo 4 presenze, 1 gol e 1 assist.

Jonathan Ikoné, esterno offensivo del Lille
Jonathan Ikoné, esterno offensivo del Lille

Jonathan Ikoné: le caratteristiche tecniche

Ikoné è alto solo 1,75 m, dunque non si può dire sia proprio un gigante. Nonostante questo, però, è un calciatore dotato di una falcata lunga e veloce e, un po’ come tutti gli attaccanti del Lille di Galtier (Rémy, Leao, Bamba, Osimhen e Pépé), è a suo agio soprattutto quando si trova a giocare a campo aperto. Nello stretto, se non gli è richiesto di scambiare la palla con i compagni, sa mettere in mostra un’altra delle sue principali qualità: saltare l’uomo. Elastico, cambi di direzione, scatti in velocità, veronica, croqueta: il suo bagaglio tecnico è particolarmente ricco da questo punto di vista, ce lo conferma anche il dato secondo cui il nuovo acquisto della Fiorentina in Ligue 1 aveva una media di 2.55 dribbling completati a partita. Non a caso il commissario tecnico della Francia Didier Deschamps lo ha soprannominato la “pila elettrica”.

Un altro dei punti di forza di Jonathan Ikoné è la sua duttilità tattica. Il giocatore, infatti, oltre al ruolo di esterno destro, in carriera ha ricoperto tutte le posizioni dell’attacco (in particolare quella dietro la punta), cosa che ha potuto fare grazie al fatto che gli piace svariare molto nella trequarti avversaria, per cui può capitare tanto che parta da destra per poi accentrarsi sul sinistro o che parta direttamente per le vie centrali. A volte, anche se meno frequentemente, occupa stabilmente il mezzo spazio di destra. Ikoné, inoltre, sa calciare bene le punizioni e i rigori. Dal dischetto ha tirato solo tre volte, ma non ha mai sbagliato.

Dunque, sebbene eccella nel dribbling, nella velocità e negli scatti, Ikoné è un giocatore ancora molto incompleto, spesso proprio nei fondamentali. Innanzitutto, a causa della sua particolare conformazione fisica (gambe lunghe nonostante un’altezza di soli 1,75 m), non possiede una gran tecnica di calcio: per imprimere forza alla palla deve sempre sbilanciarsi un po’ col corpo all’indietro, sia al momento del tiro che quando deve servire passaggi lunghi. Una postura che finisce inevitabilmente per abbassare la precisione delle sue giocate. Inoltre, nei controlli non ha la stessa sensibilità di quando invece dribbla. Può sembrare paradossale, ma, anzi, Ikoné è costretto sistematicamente a toccare la palla almeno una-due volte prima di smistarla. Un limite grosso per quelle squadre che intendono giocare con fraseggi veloci nello stretto.

Un altro limite piuttosto vistoso di Ikoné è la sua scarsa capacità di concretizzare il gioco con gol e assist (sempre in Ligue 1 ha una media di 0.10 gol a partita). Una probabile causa di questo difetto può esser legata al fatto che l’attaccante francese pratichi un gioco molto istintivo, che lo spinge spesso a sbagliare le scelte, soprattutto quando si muove tra le linee. Ikoné, infatti, gioca costantemente con la testa bassa, il suo calcio non è mai “ragionato”: una caratteristica che si riflette anche su come svolge i compiti in fase di non possesso, quando spesso sembra correre quasi senza senso, come se fosse smarrito, finendo inevitabilmente per coprire male gli spazi.

Ikoné-Fiorentina
Ikoné alla Fiorentina

Cosa farà alla Fiorentina

Al momento della presentazione con la Fiorentina Ikoné ha dichiarato: “Sono qui per proseguire la mia carriera al meglio. Devo rilanciarmi e migliorarmi, ecco perché sono qua. Era il momento giusto di partire, ho fatto tanto con il Lille e quindi è il momento di qualcosa di nuovo con una squadra che gioca bene a calcio e ha un bel progetto”. Il giocatore, dunque, sembra consapevole dei suoi limiti e del fatto che debba lavorare per superarli. L’ex attaccante del Lille, d’altronde, è stato chiamato a Firenze con un compito tutt’altro che semplice, cioè quello di dare maggior imprevedibilità alla fase offensiva dei viola, soprattutto sulla fascia destra, dove José Maria Callejon sembra aver perso le capacità di finalizzazione di un tempo, cosa che aveva spinto Italiano a provare ad adattare senza grossi risultati sia Nico Gonzalez che Riccardo Sottil (l’argentino, a dire il vero, ha fatto 1 gol e 3 assist da ala destra, ma preferisce continuare a giocare a sinistra). Inoltre, bisognerà valutare se e quali difficoltà ci saranno con le squadre che giocano con un baricentro basso e dunque vanno affrontate a difesa schierata. Una situazione che richiede un possesso palla più paziente e che in Francia ha già creato diversi grattacapi ad Ikoné. Insomma, a Firenze è arrivato un giocatore di sicuro talento e dall’appeal internazionale riconosciuto, spetta però a Vincenzo Italiano raffinare un diamante ancora grezzo.