Rocco Commisso, Presidente della Fiorentina

Fiorentina, Commisso e le stelle mancanti: l’obiettivo è tornare grande

Rocco Commisso, arrivato nel giugno 2019 a Firenze, secondo una classifica stilata da Forbes è il terzo presidente più ricco del panorama calcistico italiano grazie ad un patrimonio di 7.2 miliardi di dollari, inferiore solo a quello di Silvio Berlusconi (7.6), attuale patron del Monza, e Zhang Jindogn (7.4), proprietario dell’Inter

L’Inferno della Fiorentina

Delusione, sconforto e rassegnazione sono – con tutta probabilità – i sentimenti che descrivono al meglio lo stato d’animo dei tifosi viola dopo l’ennesima deludente stagione della Fiorentina. Nonostante manchino ancora nove giornate al termine del campionato la sensazione di non aver concorso per le posizioni che la storia impone pervade menti e cuori dell’ambiente, consapevole di meritare altro, consapevole di meritare di meglio. Dopo aver scritto alcune delle pagine più importanti del nostro calcio, infatti, da qualche anno a questa parte Firenze vive – calcisticamente parlando – all’Inferno, quello che Dante aveva perfettamente descritto nel 1300 all’interno della Divina Commedia.

Rocco Commisso, presidente della Fiorentina
Rocco Commisso, presidente della Fiorentina

The American Dream e le stelle mancanti

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”. È la frase con cui proprio Dante, una volta uscito dagli inferi, conclude la prima parte del suo capolavoro dando un segnale di speranza, di nuova luce. La stessa luce che solo due anni fa, nel 2019, risplendeva tra le vie di Firenze dopo l’arrivo di Rocco Commisso, accolto tra l’entusiasmo generale di una città con aspettative incredibili. A differenza del Poeta, però, le uniche stelle mostrate ai sostenitori viola sono state quelle della bandiera americana. Cinquanta per l’esattezza, e nemmeno una sul campo.

Infatti, dall’addio dei Della Valle – che nonostante abbiano lasciato tra mille polemiche sono parte fondamentale della storia del club – la Fiorentina non è più stata in grado di ripartire, di uscire e rivedere effettivamente quei corpi celesti tanto sognati. La mancanza di attenzione mostrata nelle scelte di giocatori e guida tecnica è la chiara rappresentazione di una confusione societaria evidente sotto la gestione Commisso. Tanta da compromettere i risultati sul campo. In soli due anni è stato cambiato quattro volte l’allenatore. Da Montella a Iachini, passando per Prandelli fino al ritorno dello stesso Iachini. Mostrando incertezza e poca fiducia nelle proprie idee sbagliando – probabilmente – anche nella scelta degli interpreti.

Vincenzo Montella
Vincenzo Montella, ex allenatore della Fiorentina

Una media insufficiente

“Il percorso fatto fino a questo momento – spiegava Anselmo Robbiati lo scorso marzo in esclusiva ai nostri microfoni – sta dicendo che questa squadra non può ambire a qualcosa oltre alla salvezza. Non possiamo più basarci solamente sui nomi, la Fiorentina ha avuto problemi in attacco. Ci sono tanti giovani e quindi si rischia di avere poca continuità come poi dimostrato. Sicuramente la società avrebbe potuto avere qualche punto in più, anche se non è una rosa che merita di stare tra le prime sette o otto. A confermare la scarsa efficienza sono i numeri:. In un totale di 67 partite disputate sotto la guida del nuovo presidente la Fiorentina ha ottenuto in media solamente 1.17 punti a gara in campionato. Troppo poco per essere vero, troppo poco per vestire la maglia viola.

I problemi legati ai risultati, però, sono a tutti gli effetti precedenti all’arrivo di Commisso. Anche se relativi alla storia recente. Nel loro ultimo anno alla guida della Fiorentina, infatti, i Della Valle hanno conquistato la salvezza solamente all’ultima giornata grazie ad un pareggio contro il Genoa. Commisso – lo sappiamo – non ha la bacchetta magica. Pretendere che la sua Fiorentina occupi già le parti alte della classifica sarebbe un po’ troppo, forse. A prescindere da ciò che può risultare esoso, però, 30 punti in 29 partite non sono sufficienti a dare un giudizio positivo. Bilancio che giunge alla seconda stagione sotto la gestione dell’americano.

Cesare Prandelli, allenatore della Fiorentina
Cesare Prandelli, allenatore della Fiorentina

Sandro Cois: “Non esiste che la Fiorentina non sia in Champions…”

Occorre un progetto giusto, del tempo, e purtroppo sappiamo che la gente non sa aspettare spiega Sandro Cois in esclusiva Ci sono sicuramente stati degli errori di valutazione e nella scelta di persone inadatte ad un momento come questo. Sono importanti tutti ma nessuno è indispensabile. Penso che dal prossimo anno la squadra cercherà di cambiare per tornare a lottare almeno per un posto in Europa. Firenze e i tifosi meritano di rivedere la squadra nelle competizioni importanti. Non esiste che in Champions ci siano squadre meno titolate ma con un grande progetto e la Fiorentina debba invece stare a casa a guardare – conclude l’ex centrocampista, spiegando come effettivamente la città meriti di tornare ai vertici del calcio nazionale e internazionale.

I numeri di Commisso

Tempo e pazienza sono dunque gli strumenti necessari a sistemare la macchina di Rocco Commisso. Sin qui poco funzionante, che probabilmente necessita di essere ricostruita e di ripartire da un progetto importante, di valore, sia nelle persone che negli impianti, con la consapevolezza che per tornare competitivi occorrerà spendere anche molti soldi, quelli che hanno permesso all’americano di diventare – secondo una classifica stilata da Forbesil terzo presidente più ricco del panorama calcistico italiano. Lo precedono Silvio Berlusconi (7.6) e Zhang Jindong (7.4) con 7.2 miliardi di dollari di patrimonio.

Fiorentina 1996/97
Fiorentina 1996/97

“Commisso personaggio solido”

“Commisso ha un grande potenzialespiega Marco Nappi ai nostri microfonieconomicamente parlando non è dietro a nessuno. Penso che nel calcio, però, i soldi non bastano. Basterebbe avere una buona organizzazione e un buon progetto, programmare la società dai settori giovanili, come ha fatto l’Atalanta facendo crescere giocatori importanti. Purtroppo in questo calcio non ci sono più bandiere, dopo Totti non esistono più, non va di moda”. “E’ un personaggio molto solidoprosegue Christian Amoroso in esclusivaperò credo sia davvero difficile per uno che viene da lontano, che conosce poco l’ambiente e la situazione. Sono sicuro che con il tempo, se dovessero essere fatte bene determinate cose, la Fiorentina può tornare ad alti livelli” conclude l’ex giocatore, che con la maglia viola ha disputato la Champions League.

Fiorentina
Esultanza Fiorentina @Imagesport

Firenze sogna: vuole tornare in Europa

Tramite i giusti investimenti i tifosi potrebbero tornare a sognare, a rivivere emozioni che a Firenze mancano ormai da diversi anni. L’ultima partecipazione in Coppa dei Campioni risale infatti alla stagione 2009/10 con Cesare Prandelli, mentre in Europa League alla stagione 2016/2017 con Paulo Sosa. Inoltre, sono passati 22 anni dall’ultima volta in cui la viola ha lottato per lo scudetto (stagione 98/99 sotto la guida di Trapattoni). Troppi, a prescindere da ogni cosa.

Firenze vuole tornare a splendere e per farlo occorre tutto l’impegno di Rocco Commisso, portatore di quell’American Dream che ancora fa sperare i sostenitori, nonostante i risultati. Sarà importante toccare con cautela i punti nevralgici della rosa nel corso della prossima sessione di mercato, ai fini di migliorarne la qualità fornendo profili di importanza ed esperienza, senza dimenticare di puntare sui propri giovani per costruire solide basi attorno alle quali solidificare la propria fortezza. E’ arrivato il momento di tornare tra le grandi.

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