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Fiorentina, con Prandelli la Viola può puntare all’Europa?

Cesare Prandelli, allenatore di Fiorentina
Cesare Prandelli, allenatore di Fiorentina

“Certi Amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano”, non è solo un titolo di una celebre canzone del grande Antonello Venditti ma è il titolo per eccellenza del ritorno dell’imperatore Cesare nella sua Firenze. Chiamatelo destino ma il tecnico bresciano aveva bisogno di allenare, aveva bisogno di ritrovarsi e la Fiorentina aveva bisogno dell’unico uomo capace di far sognare questa piazza.

Sono passati ben dieci lunghissimi anni, dalla sua ultima permanenza in Toscana, cinque stagioni sulla panchina Viola dal 2005 al 2010, collezionando piazzamenti importanti, portando la Fiorentina per ben due stagioni in Champions League. Nessun tifoso potrà mai dimenticare la gloriosa vittoria ad Anfield contro il Liverpool per 2-0 o l’ impresa sfiorata contro il Bayern Monaco agli ottavi di Champions League, in una gara condizionata da un arbitraggio non all’altezza.

Cesare è tornato con la sua solita pacatezza ma le sue prime parole sono stati veri segnali di amore per questa squadra, per la sua gente, insomma per tutto il Popolo Viola: “La realtà è che io non sarei mai andato via, l’amore che provo per questa squadra  è profondo. E ora mi sono messo al servizio della società: spero di ripagare tutta questa fiducia. Sono tornato  per riprendere un certo tipo di discorso mai concluso. C’è una sfida importante da portare avanti. Ci sono squadre più forti, ma Firenze è ambiziosa, qui c’è fame“. 

La Fiorentina avrà il compito di far sognare i propri tifosi, mentre il tecnico dovrà cercare di riportare l’entusiasmo in una piazza importante come il capoluogo toscano: “I tifosi pretendono e hanno ragione. Siamo Firenze. Qui è nato tutto, la cultura, l’arte e non ci sentiamo secondi a nessuno. Nel calcio è lo stesso. Chi indossa questa maglia deve uscire dal campo con coraggio dopo averla onorata”.

Subito una gara da dentro o fuori per l’ex Ct della Nazionale che ospiterà il Benevento di Filippo Inzaghi. Dalle prime indicazioni filtra il ritorno al modulo della sua prima esperienza Viola un 4-2-3-1 o 4-3-3, con una retroguardia a quattro e tanti saluti alla difesa a tre del suo predecessore. Caceres, Pezzella, Biraghi e Milenkovic davanti a Dragowski, in mediana spazio a Pulgar e Amrabat, Castrovilli più avanzato in zona goal insieme a Callejon e Ribery. Kouamè e Bonaventura pronti a subentrare, mentre in avanti Vlahovic dovrà fare il Toni della situazione. Patrick Cutrone, almeno per il momento, sembrerebbe leggermente arretrato nelle gerarchie ma potrebbe rivelarsi un’ottima alternativa all’attaccante serbo.

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Difficile stabilire dove potrà arrivare questa nuova Fiorentina, è presto per dirlo. Vincere e convincere sarà il nuovo mantra della Viola, visto che l’Europa, alla luce del potenziale delle avversarie, sembra solo un miraggio.

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