Menu

Cesare Prandelli, tecnico della Fiorentina @imagephotoagency

Fiorentina, esordio amaro per Prandelli: problemi in attacco?

Inizio amaro per Cesare Prandelli sulla panchina della Fiorentina, che tra le mura amiche si è dovuta arrendere sotto gli attacchi di un modesto Benevento. A distanza di dodici giorni dal suo ritorno a dieci anni di distanza in quel di Firenze, il tecnico nativo di Orzinuovi, non è riuscito a riportare la giusta linfa vitale di cui necessitava la formazione viola, perdendo per 0-1 tra le mura amiche del Franchi. Risultato causa di rabbia a parte dei tifosi e di critiche dagli addetti ai lavori, che non sembrerebbero aver digerito il finale. Impossibile biasimarli, in fin dei conti la sconfitta è arrivata contro un avversario in crisi conclamata e che non annovera punti in graduatoria da un mese.

Ma, non sarà forse troppo presto per giudicare l’operato di un tecnico, che solamente qualche anno più indietro faceva parlare di sé per aver ottenuto risultati strabilianti alla guida del sodalizio toscano? Come si soleva dire in passato, tempo al tempo! Ebbene sì, perché nel mezzo di una bolla da covid-19 e il compito di ricompattare un gruppo che scendeva in campi sotto i dettami dell’ex tecnico Iachini, Cesare Prandelli ha potuto fare davvero troppo poco, perciò attenderemo il suo prosieguo per capire meglio se il club potrà giovarne dal suo ritorno.

Jose Callejon (Fiorentina)
Jose Callejon (Fiorentina)

Fiorentina: fuori Chiesa e dentro Callejon, mossa sbagliata?

Dal lato tattico, a quello amministrativo. Appurato il fatto che bisognerà attendere ancora un po’ per capire cosa di positivo o negativo otterrà Prandelli al suo ritorno, sarebbe giusto soffermarsi su quanto fatto dalla società. Difatti, spesso a Commisso e compagni viene attribuita la colpa di non aver cambiato la guida tecnica in estate, costringendo a veder in campo una squadra di poca appetibilità. Ma, se a ciò ci si aggiunge la cessione del talento di Chiesa, assenza poi sopperita dall’innesto di un Callejon tutt’altro che nel pieno della carriera, si capisce molto bene che il problema esiste e sussiste. Difatti, l’assenza solita di un bomber di razza e l’arrivo di giocatori pronti a strappare gli ultimi contratti prima di dire addio al calcio giocato, fanno ben capire che qualcosa manchi a questa Fiorentina.

Il vero centravanti manca dalla lontana stagione 2014/15, e non è uno scherzo. Parliamo dell’annata in cui in terra toscana comparivano nel reparto offensivo calciatori del calibro di Mario Gomez e Alberto Gilardino. Eppure, nonostante i nomi causino un certo effetto ai tanti, ai tempi essi non siglarono nemmeno dieci reti assieme. Insomma, il problema attaccante dura da anni, quasi sei visto che nella stagione poc’anzi citata comparivano tra le fila della Fiorentina calciatori del calibro di Salah e Ilicic, i quali fecero le fortune di quella formazione guidata dall’areoplanino Vincenzo Montella. Da allora, l’unico grande predecessore fu il croato Nikola Kalinic, l’unico capace di centrare per due anni consecutivi la doppia cifra: 12 reti nel 2015/16, 15 nell’annata successiva. Ma, da allora, a seguire le sue orme furono in diversi, senza mai però riuscir a lasciar un segno significativo per le sorti della viola, parliamo di: Simeone, Falcinelli e Muriel. Forse, ancor più recenti sono i giovani Vlahovic e Kouamé, con il primo che dopo un exploit incredibile nella prima parte dello scorso campionato, non è più riuscito a ripetersi e dunque a far il salto di qualità. Per ultimo invece compare Patrik Cutrone: arrivato nel gennaio scorso, non ha mai convinto e tutt’oggi è un’incognita in casa viola.

Krzysztof Piatek, attaccante dell'Hertha Berlino
Krzysztof Piatek, attaccante dell’Hertha Berlino

Fiorentina, a gennaio si punta Piatek?

Da diversi mesi si parla del possibile innesto di Piatek, ex bomber di Milan e Genoa, che ad oggi veste la maglia dell’Herta Berlino. Senza ombra di dubbio alcuna la scelta di un attaccante che sappia interpretare al giusto modo il suo ruolo sarà importante, nel tentativo anche di poter dare una mano a Prandelli nell’immediato futuro. Ciò servirà per poter far rialzare la china ad una società che si ritrova in quindicesima posizione in virtù dei soli otto punti ottenuti, frutto di due vittorie, due pareggi e quattro sconfitte.

Inoltre, la campagna d’acquisti già poco esaltante non sembra dar retta alle scelte della società, con la permanenza di Ribéry, il quale proprio domenica ha dovuto lasciare il campo anticipatamente per infortunio. Stessa sorte è toccata una settimana fa a Bonaventura, ed all’inizio della stagione a Callejon, con l’ex Napoli tornato a disposizione della squadra solo dopo la sosta nazionali. Con l’augurio che Prandelli tiri fuori dai suoi calciatori quanto di buon c’è, i tanti sperano che la viola si possa rialzare e tornare quella che solo un decennio fa con lo stesso capitano in panchina riuscì a raggiungere la massima competizione europea.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare

Back to Top

Ad Blocker Rilevato!

Il nostro è un giornale gratuito ed offriamo informazione regolarmente tutti i giorni senza richiedere alcun abbonamento. Le nostre uniche fonti di guadagno provengono dalle campagne pubblicitarie presenti sulle pagine del nostro portale. Per continuare a sfogliare le nostre pagine disattiva Ad Blocker per permetterci di continuare a coltivare le nostre passioni. Grazie mille e continua a leggere le pagine di Footballnews24.it

How to disable? Refresh

Add to Collection

No Collections

Here you'll find all collections you've created before.