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Fiorentina, insulti al fratello di Chiesa: è ora di dire basta

Federico Chiesa, attaccante della Juventus
Federico Chiesa, attaccante della Juventus

Insulso, vigliacco e di basso livello. Impossibile produrre commenti differenti in riferimento a quanto accaduto al fratello di Federico Chiesa, Lorenzo, promettente calciatore delle Fiorentina ma, ancor prima, ragazzo di 16 anni. Sotto un post che ritrae il giovane in maglia Viola, alcuni tifosi si sono scatenati, offendendo Lorenzo e tutta la famiglia Chiesa, “colpevole” di aver tradito Firenze. Il tutto, ovviamente, è legato al passaggio del Chiesa calciatore alla Juventus. Un episodio dal quale la maggioranza del tifo fiorentino prende le distanze, ma che non cancella il volto oscuro del calcio legato al mondo dei social.

La parabola degli hater non accenna a discendere. Che sia calcio, politica o spettacolo, in molti si sentono in diritto di insultare pesantemente questo o quel personaggio. Sebbene risulti assurda anche la miriade di vaffa che Federico Chiesa ha subito in sede di visite mediche con la Juventus, a Firenze, scagliarsi contro un ragazzo di 16 anni è semplicemente disdicevole. Il che apre le porte ad un quesito classico: sui social è permesso di tutto?

Federico Chiesa, attaccante della Juventus @imagephotoagency
Federico Chiesa, attaccante della Juventus @imagephotoagency

Fiorentina, caso Chiesa: il dramma dei leoni da tastiera

Molti tifosi utilizzano i social come mezzo costruttivo. Foto, incitamenti alla propria squadra e messaggi di vicinanza ai calciatori di tutto il mondo pervadono il mondo di Facebook, Instagram e Twitter. Tuttavia, la piaga di coloro i quali sfruttano l’anonimato per sfogare le proprie frustrazioni non accenna a diminuire. I messaggi veicolati verso Lorenzo Chiesa, con indosso la maglia della Fiorentina, sono roba da Medioevo, non differenti dalla caccia alle streghe.

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Da qui ritorna a galla la mentalità tutta italica dei figli colpevoli dei “peccati” – cambiare squadra lo è? – dei genitori, o in questo caso dei fratelli. Un episodio che ha ricordato la valanga di insulti a Gonzalo Higuain, dopo il passaggio dal Napoli alla Juventus, e al figlio di Leonardo Bonucci, con il padre che il bianconero l’ha svestito per una stagione, direzione Milan.

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Personaggi beceri i leoni da tastiera, giganti dello schermo e piccoli in presenza, che danneggiano l’immagine del calcio e dei suoi tifosi, gettando fango su chi lo vive come una passione viscerale quanto rispettosa.

E nel caso specifico di Chiesa, ognuno dovrebbe fare la propria parte, prendendo le distanze da quanto accaduto. E pazienza se manca qualche telefonata, se non c’è smielata ed ipocrita cortesia. Si tratta di professionismo e cambiare maglia non è un dramma. Fomentare odio, invece, qualunque sia l’individuo che lo faccia, in qualsiasi modo, è fonte di totale mancanza di cultura, non solo sportiva: è ora di dire basta.

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