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Fiorentina, sguardo sull’Europa: la Viola è definitivamente tornata?

La Fiorentina ritrova un successo esterno che mancava da fine settembre ed ora Italiano può cominciare ad ambire ad un posto in Europa

Esultanza Fiorentina
Esultanza Fiorentina

La Fiorentina sbanca il Dall’Ara di Bologna e ritrova tre punti in trasferta che mancavano addirittura dal 26 di settembre, quando i Viola riuscirono ad imporsi per 1-0 in casa dell’Udinese. Sfatato dunque il mito della ‘trasfertite’, ora Vincenzo Italiano può cominciare a pensare in grande.  Del resto, la classifica lo impone: attualmente, i gigliati condividono la quinta posizione con la Juventus a quota 27 punti, ma con gli scontri diretti a favore della formazione bianconera. Ora, per Vlahovic e compagni si prospetta un calendario favorevole, con sei delle prossime sette partite che vedranno i viola impegnati contro squadre che si trovano nella parte destra della classifica.

Dall’inizio complicato alla partenza lampo

Eppure, non sembrava certo partita nel migliore dei modi la stagione della Fiorentina: se il buongiorno si vede dal mattino, l’addio di Gennaro Gattuso dopo appena venti giorni dal suo approdo a Firenze – dovuto ad alcune divergenze di vedute con la società – , non poteva certo lasciare ottimisti i tifosi della Viola. Spesso, però, quando il caso è disperato, la provvidenza è vicina: nel caso della Fiorentina, la provvidenza ha portato all’arrivo di Vincenzo Italiano, reduce dall’importante stagione sulla panchina dello Spezia. Un arrivo accolto non senza qualche perplessità: il suo era infatti il quarto nome susseguitosi nella panchina del club toscano in poco più di un anno, ciò a testimonianza della difficoltà della società nel trovare un’identità precisa.

Italiano Fiorentina
Vincenzo Italiano, allenatore della Fiorentina

“Testa bassa e pedalare”, questo il motto del neo-allenatore viola che, nonostante l’arrivo in sordina, è parso sin da subito in grado di dare la propria impronta alla Fiorentina. Il tutto, per la verità, dopo un esordio amaro, perso per 3-1 contro la Roma di José Mourinho: da lì, però, tre vittorie consecutive, ottenute attraverso un calcio spumeggiante e votato all’attacco, anche contro avversari di un certo spessore come l’Atalanta. Da lì, seguono la sconfitta contro i campioni in carica dell’Inter e il quarto successo alla Dacia Arena di Udine, che lanciava i gigliati in ottica corsa all’Europa, con 12 punti all’attivo e un quarto posto condiviso proprio con i giallorossi dello Special One.

Le prime difficoltà: Venezia e il caso Vlahovic

La piazza torna dunque a sognare in grande e a riempire l’Artemio Franchi, che nel frattempo ha aperto le proprie porte al 50% rispetto alla propria capienza. Poi, la sconfitta contro un Napoli fino a quel momento impeccabile, seguita da quella – decisamente meno giustificabile – contro il Venezia di Paolo Zanetti, con i primi malumori che iniziano ad emergere. Probabilmente, l’incontro con i lagunari ha rappresentato il punto più basso toccato nella, seppur breve, esperienza di Vincenzo Italiano sulla panchina della Fiorentina: nel giro di due partite, i viola slittano dal quarto posto ex aequo con la Roma sino, addirittura, alla nona posizione, venendo superata, oltre che dalla Juventus, anche da Lazio, Atalanta e Bologna.

Aramu (Venezia)
Aramu (Venezia)

A rendere ancora più complicato il momento, l’uscita – probabilmente inopportuna – del numero uno del club, che parlava di una trattativa ormai naufragata con Dusan Vlahovic per il rinnovo del contratto: era esattamente il 5 ottobre quando Rocco Commisso annunciò pubblicamente l’interruzione della trattativa con l’attaccante serbo, relativamente all’estensione contrattuale. Non si fa attendere la reazione del popolo fiorentino, che comincia ad annusare il pericolo di rivivere una sorta di Baggio-bis: già di per sé, l’addio del serbo risulterebbe infatti dolorosissimo, ma la notizia che la principale candidata ad accaparrarsi l’attaccante fosse, al tempo, la Juventus, non è stata certo accolta con piacere dalla tifoseria, insorta a suon di fischi nel match immediatamente successivo.

Fortino Franchi e bomber da record: il riscatto della viola

Una situazione certo non facile, ma gestita magistralmente da Vincenzo Italiano, che non ha mai messo in discussione il proprio centravanti, spronandolo a concentrarsi solo ed esclusivamente sul campo: del resto, lo stesso Vlahovic ha da subito dimostrato di aver recepito il messaggio, caricandosi sulle spalle la Fiorentina ed aiutandola a suon di gol ad uscire da quel primo momento di difficoltà. Da quella sconfitta con il Venezia, in particolare nelle successive otto partite, l’ex Partizan ha totalizzato la bellezza di dieci gol: subito a segno nel match successivo contro il Cagliari, a secco contro la Lazio, ma poi protagonista assoluto con una tripletta contro lo Spezia; Vlahovic torna a digiunare contro la Juventus, ma poi si riscatta con la doppietta al Milan, che da il via al filotto – tutt’ora in corso – di quattro partite consecutive con almeno un gol. Numeri, questi, che valgono all’attaccante il quarto posto nella classifica degli attaccanti più veloci a realizzare 40 gol in Serie A (21 anni e 312 giorni): meglio di lui solo José Altafini, Antonio Angelillo e Alexandre Pato.

Dusan Vlahovic (Fiorentina) @Image Sport
Dusan Vlahovic (Fiorentina) @Image Sport

Il punto dolente era, tuttavia, la mancanza di punti in trasferta che, seppur compensata da un percorso netto fra le mura di casa, rischiava di diventare un serio problema per le ambizioni della Fiorentina: da quel passo falso di Venezia, vero e proprio punto di svolta nella stagione viola, i gigliati hanno ottenuto tre sconfitte consecutive lontano dall’Artemio Franchi, nel frattempo divenuto un vero e proprio fortino difficilmente espugnabile. Dal match con il Cagliari, la squadra di Vincenzo Italiano non ha infatti perso nemmeno un punto da padrone di casa, ottenendo altri tre successi consecutivi contro Spezia, Milan e Sampdoria. Tabù trasferta che è stato però sfatato proprio ieri mattina, con l’importante vittoria ottenuta sul campo del Bologna che non può che alimentare le ambizioni europee del club. Solo il tempo potrà dirci quanto lontano potrà arrivare questa Fiorentina ma, con questo Vlahovic e questo stato di forma, la squadra sembra davvero non avere limiti.