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Football Wonderkids: Anicet Grieco, un muro per l’Inter del domani

Un'autentica diga per la difesa dell'Inter del futuro: che sia sulla fascia destra o al centro della retroguardia, Anicet Grieco si fa sempre trovare presente stupendo per intelligenza tattica e doti atletiche. I nerazzurri hanno trovato l'ennesimo wonderkid delle proprie giovanili e lui è pronto a compiere un altro passo avanti del suo percorso, un lungo viaggio iniziato diversi anni fa a Kinshasa

Corse e risate durante interminabili pomeriggi trascorsi in compagnia al campo dell’oratorio. Quante storie di calcio del Bel Paese possono dire di condividere questo incipit? Diversi giovani, diventati poi delle vere e proprie colonne dell’Italia, si sono innamorati del pallone proprio nei piccoli campi della chiesa vicino casa. Basti pensare, per citarne alcuni, ai grandi Gianni Rivera, Marco Tardelli oppure Roberto Boninsegna. Con ancora tanta strada davanti a sé, il difensore delle giovanili dell’Inter Anicet Grieco non fa eccezione, seppure con una semplice quanto profonda differenza. La sua avventura, prima di vita che di calcio, infatti, non si sviluppa almeno inizialmente nella penisola tricolore, ma affonda le proprie radici nella sconfinata Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo.

Ed è qui, tra fatiche e difficoltà, che il bimbo nasce il 26 gennaio 2005. Ha uno sguardo sempre rivolto al futuro, nel tentativo di accantonare almeno per un attimo quel presente che abbraccia, purtroppo, ancora troppe esistenze di cui spesso poco ci si cura. Alcuni anni più tardi, quegli stessi occhi carichi di speranza incontrano quelli dei Signori Grieco, che dopo una lunga attesa fatta di pratiche e scartoffie ricevono finalmente l’atteso via libera che permette loro di aprirgli le porte dell’Italia tramite adozione. Parla solamente francese il piccolo Anicet, ma la barriera linguistica viene presto superata. Accade per via della sua ottima capacità di adattamento, oltre che per il suo carattere allegro, ma soprattutto grazie al linguaggio universale del pallone che travalica qualsiasi confine e che gli consente di costruire amicizie e stringere nuovi contatti.

Anicet Grieco: la carriera all’Inter e l’amicizia con Daniel Fois

Prima dell’oratorio, in realtà, il palcoscenico preferito da bambino per Anicet sono i giardini del quartiere. “Ho comprato alcuni palloni per provare a giocare e vedere com’ero – racconta ai microfoni del canale YouTube dell’InterMi facevo accompagnare da mia madre al parco. Mi allenavo da solo. Poi alcuni ragazzi mi hanno iniziato a chiedere di giocare con loro”. Un copione, per certi versi, già scritto e conosciuto. Non è infatti la prima volta che il ragazzo si diverte con una sfera tra i piedi, facendo così nuove conoscenze. In attesa del trasferimento con la nuova famiglia, in un albergo di Kinshasa, Grieco incontra un altro piccolo bimbo che condivide con lui la stessa sorte e soprattutto gli stessi desideri. Si chiama Daniel Fois, è un anno più piccolo e anche lui verrà adottato da una coppia italiana.

Quell’amicizia cresciuta tirando calci ad un pallone nella piscina dell’hotel farà un giro lunghissimo, per poi riaccendersi a distanza di anni ancora una volta grazie allo sport più bello del mondo. Sì, perché destino vuole che anche l’altro giovane sia una delle promesse delle formazioni inferiori dell’Inter, di cui Anicet è una delle assolute punte di diamante. Grazie alla sua esplosività viene in un primo momento impiegato come esterno alto. Ben presto, però, i nerazzurri si rendono conto che il ruolo perfetto per lui è un altro. Passo dopo passo, il wonderkid avanza nelle varie categorie imponendosi nella posizione di difensore. Il suo rendimento da quel momento è letteralmente prodigioso e lo conduce con forza fino all’Under 15 della Beneamata allenata da mister Paolo Annoni. Ma non finisce affatto qui. A dargli soddisfazioni ci pensa infatti anche l’U15 della Nazionale di Patrizia Panico, nonché la convocazione sotto età nell’U16 azzurra di Daniele Zoratto.

Anicet Grieco: scheda e caratteristiche tecniche del wonderkid dell’Inter

Ha grandi margini di miglioramento, ma prima di tutto è una persona incredibile. È sempre sorridente e disponibile. In allenamento e in partita poi dà sempre il massimo. Questo gli fa onore. Può davvero arrivare lontano“. Così l’ex Inter Cristian Chivu, oggi tecnico dell’Under 17 nerazzurra e allenatore di Grieco ai tempi dell’U14. Nonostante l’età, che darà modo al talentino di rinforzarsi e crescere ulteriormente, Anicet ha infatti già fornito ampie dimostrazioni del suo reale valore. La sua polivalenza fisica e tecnica, che gli consente di agire come centrale o esterno di destra nel pacchetto arretrato, lo rende un autentico muro, spesso invalicabile ai più. Tra i suoi maggiori punti di forza si segnalano un’abilità non indifferente nell’uno contro uno e in marcatura, oltre che un grande tempismo negli anticipi e nelle letture preventive. Le frecce a disposizione del difensore, però, non sono ancora terminate.

In un calcio come quello moderno, dove la spinta costante dei laterali arretrati può rivelarsi un vero e proprio fattore decisivo, ecco che il giovane può far valere la sua rapidità e la sua struttura fisica percorrendo senza problemi l’intera fascia. Il lavoro che compie in fase di spinta, ad ogni modo, non sembra inficiare eccessivamente la sua efficacia sul piano difensivo, anche se la sua esuberanza atletica lo porta talvolta a compiere errori che con il tempo dovrà imparare a minimizzare. Con un destro educato e un mancino in crescita, appare infine sicuro di sé anche in fase di costruzione. Se riuscirà a trovare la sua dimensione, proseguendo l’ottimo lavoro iniziato con il Biscione, potrà di certo togliersi grandi soddisfazioni, con l’obiettivo di raggiungere il suo sogno di “arrivare più in alto possibile e giocare nell’Italia per vincere i Mondiali“. Mettendo così il punto esclamativo sul lungo viaggio che ha dovuto compiere. Un viaggio fatto di curve, salite e discese, ma con un’unica costante: il pallone sempre tra i piedi. Proprio come in quell’albergo di Kinshasa, in compagnia del suo amico Daniel.

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