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Football Wonderkids: Ronaldo Camará, l’ultima meraviglia del Benfica

Il Benfica negli ultimi anni ha sfornato alcuni dei più grandi talenti del calcio europeo. Le Aquile sono una fucina di talenti inesauribile e l'ultima meraviglia del loro settore giovanile è Ronaldo Camará, fantasioso trequartista classe 2003 nato in Guinea-Bissau e con un passato ai rivali dello Sporting Lisbona

Bagnata dall’Oceano Atlantico, racchiusa tra due lembi formati della Repubblica di Guinea e dal Senegal, la GuineaBissau è teatro da ormai anni di sanguinose lotte di potere. Dilaniato dall’instabilità, risulta essere tra i venti paesi più poveri al mondo. Tra i numerosi colpi di stato andati in scena nel corso dei decenni, che hanno da un lato rovesciato le sorti della classe dirigente e dall’altro messo a soqquadro ancora maggiormente le condizioni degli abitanti, anche quello operato dai militari nel settembre 2003 ai danni dell’allora presidente Kumba Ialà. Per l’ex colonia portoghese, divenuta ufficialmente indipendente solo nel 1973, si apre così una nuova fase critica, nella quale a pagare sono stati soprattutto i più fragili.

In questo scenario, nella capitale Bissau, anche la famiglia Camará si prova a destreggiare tra le fatiche di un contesto che non dona grandi speranze per il futuro. Da pochi mesi, a gennaio, ha visto la luce anche il piccolo Ronaldo, che trascorre la sua infanzia in queste aride terre avvicinandosi sempre più al mondo dello sport. “La parte più felice di quel periodo era quando i bambini più grandi giocavano a palla davanti a casa mia. Mia nonna non voleva che giocassero se non mi permettevano di unirmi a loro. È così che ho iniziato con il calcio” racconta il giovane a Jouerspt.com. Il Portogallo, dove il papà lavora già da diverso tempo, sembra però essere nel suo destino. E infatti, quando di anni ne ha solo 8, Ronaldo risponde al richiamo lusitano trasferendosi nei pressi di Lisbona. Il gioco del futubol instaura con lui un legame pressoché ambivalente. Lo incanta suscitando emozioni indescrivibili, ma contemporaneamente è lo stesso Camará ad incantare tutti tramite il pallone. Grazie a quel talento che, fin dai primi anni di vita, è già sotto gli occhi di tutti.

Ronaldo Camará: dai parchi di Lisbona al Benfica

Quante storie legate al calcio di strada si sono rese note negli ultimi tempi? Dai piccoli campetti di periferia e l’asfalto ai grandi stadi ricchi di tifosi in festa. Un salto che spesso riguarda alcuni tra i più grandi campioni dello sport più bello del mondo. E abbraccia anche Ronaldo Camará, che indossa inizialmente la casacca dell’Atletico Povoense ma dà spettacolo soprattutto al Parque da Quinda das Conchas di Lisbona. Proprio tra questi prati verdi viene notato da un’autentica leggenda del calcio portoghese, Aurelio Pereira, che decide senza timore di portarlo allo Sporting. Dopo un primo Ronaldo – tale CR7 – il celebre scout ne scova un altro, l’ennesimo wonderkid della sua onorata carriera. I tre anni con la maglia dei Leoni sono costellati di successi personali e di squadra. Quando il giovane talento prende palla, infatti, si scatena una sorta di tempesta perfetta e non c’è nessuno che possa fermarla.

Nel 2015, però, l’avvenimento che non ti aspetti. Qualcosa si rompe con il club e il Benfica, sempre attento ai crack del futuro, decide di spalancargli le porte della propria academy. “Scegliere questa squadra era la scelta migliore per continuare la mia formazione” racconta Camará. Una frase che, guardando ai prodotti delle giovanili della Aquile degli scorsi anni, sembra davvero azzeccata. Gioca con i ragazzi più grandi il trequartista, un particolare che non sembra turbarlo troppo viste le sue qualità tecniche e mentali. È davvero incontenibile, sembra troppo per gli avversari della sua età. E infatti scala in fretta e furia le categorie, scardinando le difese avversarie con estrema naturalezza. Vince e convince, aggiungendo in bacheca i trofei che lo portano a giocarsi le proprie carte con regolarità nell’Under 23 degli Encarnados, di cui oggi è un autentico punto fermo.

Ronaldo Camará: scheda e caratteristiche tecniche

Prima ero solito dire che fare un assist era meglio che segnare. Ma ora devo guardare di più a quello e anche essere più aggressivo” Così Ronaldo Camará in una diretta Instagram sulla pagina We Love Football. Da sempre portato a catturare magneticamente il pallone con il suo destro, il giovane fantasista si disimpegna al meglio tra le linee alle spalle delle punte ma non disdegna affatto anche la posizione di mezzala in un 4-3-3. Ammira Xavi, Pogba e De Jong, ma come sottolinea spesso il suo idolo indiscusso è Ronaldinho. Proprio osservando l’ex stella brasiliana del Barcellona, il talentuoso calciatore del Benfica pare aver tratto ispirazione per i suoi incredibili numeri palla al piede. La creatività e la tecnica sono infatti i suoi punti forti, insieme alla capacità naturale di dribblare e alle doti in fase di rifinitura che lo rendono un perfetto regista avanzato.

Nel corso degli anni, poi, ha lavorato molto anche su quelli che sembrerebbero essere ancora oggi i suoi talloni d’Achille: il gioco difensivo e l’aggressività senza palla. In quest’ultimo aspetto sembra già migliorato a dismisura rispetto a tempi recenti, un risultato raggiunto soprattutto grazie alla sua dedizione e alla sua voglia di superare i propri limiti. Un centrocampista che, con una buona dose di lavoro e di pazienza, potrà dunque tramutarsi in un giocatore completo e moderno, facendo le fortune della Nazionale portoghese e del club che deciderà di puntare su di lui. Le Aquile di Lisbona se lo tengono stretto e lui pare concentrato sul progetto, ma le mire del calciomercato di Barcellona, Manchester City e Manchester United sarebbero più che mai attive nei suoi confronti. Per ora, però, poco importa al giovane Camará, perché il suo obiettivo è “fare del mio meglio per giocare al Da Luz un giorno“. Un nuovo campione in miniatura sale in cattedra. Ancora una volta in Portogallo, ancora una volta al Benfica. L’ennesimo capolavoro di un settore giovanile apparentemente inesauribile.

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