in

Fulvio Collovati in ESCLUSIVA: “Inter favorita per lo scudetto. Juventus? Pirlo deve far chiarezza. Il Milan…”

Achraf Hakimi, esterno dell'Inter festeggia il primo gol in Serie A @imagephotoagency
Achraf Hakimi, esterno dell'Inter festeggia il primo gol in Serie A @imagephotoagency

La quarta giornata di Serie A incorona il Milan di Stefano Pioli che supera 2-1 l’Inter nel Derby, grazie ad una doppietta di Zlatan Ibrahimovic. Tiene il passo dei rossoneri solo il Napoli che asfalta al San Paolo l’Atalanta, mentre cade la Lazio a Genova contro la Sampdoria e la Juventus non va oltre l’1-1 contro la neopromossa Crotone.

Ottimo inizio quello dei rossoneri che proveranno a centrare la qualificazione alla prossima Champions League. Discorso diverso per i nerazzurri che con gli arrivi di Hakimi, Vidal, e Kolarov, oltre al ritorno di Perisic e Nainggolan, cercheranno di conquistare lo scudetto, interrompendo così il dominio in Italia della Juventus che dura da circa nove anni. L‘ex giocatore del Milan e dell’Inter, Campione del Mondo con la Nazionale nel 1982, Fulvio Collovati, è intervenuto ai nostri microfoni per parlare del successo milanista nel Derby, soffermandosi anche sulla corsa al tricolore e sull’inizio della nuova edizione della Champions League.

Che derby è stato e come lo ha vissuto lei avendo indossato entrambe le maglie nel corso della sua carriera?

“Derby del Covid oserei chiamarlo perchè una gara così importante senza pubblico perde di fascino. Le due squadre si sono affrontate alla pari sul campo e alla fine ha vinto meritatamente il Milan, o meglio, Ibrahimovic che è stato poi il giocatore che ha fatto la differenza. In televisione, senza pubblico, quasi come se fosse una partita normale. E’ stato un derby che non ha suscitato tante emozioni, mancavano le coreografie, i tifosi, il pathos della gente sugli spalti”.

Zlatan Ibrahimovic (Milan)
Zlatan Ibrahimovic (Milan) @Image Sport

Lukaku e Ibrahimovic sono stati i veri protagonisti del match: cosa la impressiona di più, il fatto che Ibrahimovic riesca ancora a far la differenza a 39 anni o la straordinaria media realizzativa di Lukaku?

“La sua età non mi stupisce perchè la conoscevamo già. Mi stupisce questa sua freschezza fisica che dimostra dopo 15-20 giorni di quarantena. Parliamoci chiaro, quarantena significa che ti alleni male, ti alleni poco, ti alleni a casa, è una procedura che ti impedisce di fare una vita abbastanza normale. Ibrahimovic invece è riuscito a mantenere un’ottima integrità fisica”.

LEGGI ANCHE

A proposito dell’emergenza sanitaria da Covid-19, quante speranze ci sono che il campionato e le competizioni europee proseguano. Cosa consiglierebbe per evitare l’aumento dei contagi, la bolla stile Nba potrebbe essere una soluzione?

“Il campionato continuerà, c’è la volontà da tutte le parti di continuare. La bolla potrebbe essere una soluzione, il problema è che i giocatori non sono d’accordo, ma questo fa parte del calcio attuale dove ai calciatori non puoi imporgli niente. Io non avrei problemi a fare qualche giorno di ritiro in più che, ai miei tempi, era una cosa abbastanza normale. Oggi per un giocatore andare in ritiro sembra quasi una mortificazione”.

Dopo 9 anni di dominio incontrastato della Juventus sembra che la Milano del calcio possa finalmente tornare a dire la propria. L’Inter ha orchestrato un’ottima campagna acquisti, si è parlato anche tanto di Kantè, ma non sarebbe meglio concedere un’ulteriore chance a Nainggolan e Eriksen?

“L’Inter ha una rosa ampia, prima o poi arriverà anche il momento di Eriksen e Nainggolan, anche se il danese ha faticato a familiarizzare con il nostro calcio, non per un problema legato al modulo, ma alle sue caratteristiche tecniche. Eriksen è un giocatore forse poco adattato al nostro calcio, è un tecnico, poco propenso alla battaglia. Io me li terrei stretti entrambi, siamo solo all’inizio, la stagione è lunga, c’è il campionato, c’è la Coppa Italia, c’è la Champions League, in futuro potrebbero rivelarsi utili alla causa”.

Tra i peggiori in campo nel derby perso dall’Inter contro il Milan c’è sicuramente Aleksandr Kolarov. Al di là della battuta d’arresto contro i rossoneri, l’Inter può ambire allo scudetto?

“L’Inter ha cambiato mentalità, i nerazzurri giocano un calcio votato all’attacco, con la difesa alta e due esterni offensivi di qualità come Perisic e Hakimi. Kolarov non è adatto in quel ruolo perchè non essendo veloce come una volta, va ovviamente in difficoltà nell’uno contro uno. Qualora Conte decidesse di puntare su una difesa più coperta, Kolarov potrebbe trovarsi maggiormente a proprio agio. Scudetto? L’Inter è la favorita numero uno, ma attenzione anche all’Atalanta e al Napoli. Il 4-1 incassato contro i partenopei non deve fuorviare, a volte prendere una scoppola del genere aiuta a restare umili. Il Napoli, invece, potrebbe rivelarsi la sorpresa di questo campionato”.

Una squadra giovane quella di Pioli cha fa di Ibrahimovic il suo totem, riusciranno i rossoneri a centrare il quarto posto o ci sono squadre più attrezzate come il Napoli, Atalanta, Roma e Lazio ?

“L’unico limite del Milan al momento sono i ricambi, anche se tra due mesi potrà intervenire sul mercato nella sessione invernale di gennaio. A parte questo, penso che il Milan sia una squadra molto attrezzata per arrivare tra le prime quattro”.

Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli @imagephotoagency
Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli @imagephotoagency

Nessuno avrebbe scommesso che il Napoli potesse rifilare un passivo così pesante all’Atalanta di Gasperini, anche il tecnico dei partenopei Gennaro Gattuso è apparso abbastanza basito del punteggio così rotondo al termine match. Dal mercato estivo è arrivato Osimhen, Mertens ormai non fa più notizia, mentre sorprende la rinascita di Lozano. Dove può arrivare questo Napoli?

“Il Napoli è riuscito a battere l’Atalanta senza cinque potenziali titolari, mancavano Demme, Lobotka, Zielinski, Insigne, Maksimovic. E’ una squadra che è si è rinforzata con il mercato estivo, ma il vero punto di forza è in panchina. La vittoria contro l’Atalanta ha evidenziato proprio questo, Gennaro Gattuso non è un allenatore che si monta la testa, ha affrontato la partita con umiltà sapendo che poteva vincere o perdere. Chi invece ha dimostrato meno umiltà è stata proprio l’Atalanta”.

LEGGI ANCHE

Una vittoria che lascia l’amaro in bocca al Napoli, dopo la sconfitta a tavolino contro la Juventus. Gattuso avrebbe preferito sfidare sul campo i Campioni d’Italia in carica, secondo lei è stata giusta le decisione del Giudice Sportivo?

“La procedura prevede il 3-0 a tavolino nel caso in cui una delle due squadre non si presenta all’incontro. Il protocollo c’è, ma se la società decide di affidarsi all’ASL, a quel punto l’ASL ha l’autorità per decidere e intervenire. Il protocollo afferma che bisognava giocare e la sentenza, infatti, è stata in linea con questa decisione. In Udinese-Parma, ad esempio, gli ospiti sono scesi in campo pur non potendo contare su 6 giocatori positivi al Covid-19. Il rischio era che il campionato si potesse fermare”.

Quale sarà il ruolo delle romane in questa stagione. La Roma ha scelto di tenere in panchina Paulo Fonseca e ha cambiato parecchio a livello dirigenziale. La famiglia Friedkin ha preso il posto di James Pallotta. La Lazio è stata la squadra che forse si è mossa meno bene sul mercato, squadra più debole rispetto allo scorso anno?

“La Roma, nonostante le numerose critiche e il cambio di società, ha disputato un buon campionato la scorsa stagione. Non è facile giocare in un ambiente difficile come quello della Capitale. Quest’anno ha fatto un ottimo mercato, ha acquistato un buon giocatore come Pedro e ha preso Kumbulla in difesa. Il fatto che poi sia rimasto Dzeko è una garanzia. La Lazio, invece, difficilmente riuscirà a confermarsi fra le prime quattro, la squadra non la vedo rinforzata, la sessione estiva di mercato non è stata all’altezza e i risultati si vedono. Senza Immobile e con Correa fermo ai box, i biancocelesti sono andati subito in difficoltà, servono alternative soprattutto in attacco. Inzaghi è poco soddisfatto e dovrà affidarsi nuovamente a Lucas Leiva, a Milinkovic-Savic e a Luis Alberto“.

Andrea Pirlo, allenatore della Juventus @imagephotoagency
Andrea Pirlo, allenatore della Juventus @imagephotoagency

Dopo 9 anni di dominio, la Juventus ha deciso di ripartire da zero, puntando sui giovani: come valuta gli acquisti di Chiesa e Kulusevski. L’esonero di Sarri e la promozione di Andrea Pirlo è stata una scelta azzeccata o avventata?

“La Juventus deve fare chiarezza perchè c’è chi dice che l’obiettivo sia il decimo scudetto, altri invece sostengono che probabilmente quello attuale sarà un anno di transizione, lo stesso Pirlo dopo il pareggio di Crotone ha ribadito che ai giovani servirà del tempo per crescere. Bisogna mettersi d’accordo: ci vuole tempo o bisogna ottenere subito dei risultati. Il progetto giovani deve essere almeno triennale, acquisti come Kulusevski o Chiesa sono fuori discussione, anche se avendo già Ronaldo e Dybala io mi sarei rinforzato di più a centrocampo che è stato l’anello debole della Juventus negli ultimi anni. Con tutto il rispetto, si è passati da Pogba, Pjanic, Pirlo ad Arthur, McKennie che sono dei buoni giocatori, ma se dovessi fare un parallelo attualmente con l’Inter, i nerazzurri hanno a disposizione Barella, Vidal, Brozovic, Nainggolan. Dalla Juventus mi sarei aspettato di più, bisogna essere sinceri con i tifosi, o scegli di vincere o di intraprendere un percorso a lungo termine. Il Milan ad esempio ha fatto così, non ha mai detto di voler vincere lo scudetto, ha scelto di puntare sui giovani come Romagnoli, Bennacer, Leao, sui ragazzi del settore giovanile come Donnarumma e Calabria“.

Le recenti campagne acquisti della Juventus, ad eccezione di Cristiano Ronaldo, non hanno entusiasmato i tifosi. Pensa che la dirigenza bianconera abbia un po’ sofferto l’interruzione del rapporto professionale con l’attuale Amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta?

“Gli ultimi mercati della Juventus sono stati, con tutto il rispetto, inspiegabili. Un po’ di tempo fa hanno acquistato Gonzalo Higuain dal Napoli per 90 milioni, ma un bravo dirigente si distingue dagli altri non quando compra un giocatore già affermato, bensì quando acquista 3-4 giocatori sconosciuti e poi li valorizza. L’Atalanta da questo punto di vista è un esempio, negli ultimi anni ha lanciato Castagne, Gosens, Malinovskyi, Hateboer, di recente hanno preso Lammers. La politica deve essere questa, compri uno o più calciatori a poco prezzo e poi li rivendi a 30-40 milioni”.

L’Atalanta è il modello da seguire, ma anche il Sassuolo da questo punto di vista sta tentando di emulare la Dea. Negli ultimi anni con la maglia neroverde si sono messi in mostra Stefano Sensi, Matteo Politano, Berardi è finalmente diventato un leader, Caputo è riuscito a conquistare la maglia della Nazionale. Come valuta il lavoro della dirigenza neroverde?

“Hanno un allenatore molto bravo e preparato, quattro giocatori fanno parte della Nazionale, Locatelli che hanno preso dal Milan, è uno di questi. Ci sono poi Berardi, Caputo, Berardi, Boga e tutti gli altri. Stanno facendo molto bene, ma è chiaro però che gli obiettivi e le aspettative del Sassuolo siano diverse da quelle dell’Atalanta“.

Roberto Mancini e Gabriele Oriali, Commissario Tecnico e Team Manager della Nazionale Italiana di calcio @imagephotoagency
Roberto Mancini e Gabriele Oriali, Commissario Tecnico e Team Manager della Nazionale Italiana di calcio @imagephotoagency

A proposito di Nazionale, il Ct Roberto Mancini sta svolgendo un ottimo lavoro, è riuscito a creare un gruppo forte e coeso. Nelle ultime gare di Nations League con Polonia e Olanda, al di là delle ottime trame di gioco e del dominio territoriale, la bella Italia non ha ballato in attacco. Immobile e Belotti hanno avuto qualche difficoltà, potrebbe essere Ciccio Caputo la soluzione?

“Non è colpa di Mancini, gli attaccanti a disposizione sono quelli, ma penso che sia un problema momentaneo, Immobile ad esempio non è ancora al 100%. Ciccio Caputo può essere il nuovo Schillaci dell’Italia? Perchè no, ci sono dei giocatori che raggiungono la maturità calcistica più tardi rispetto ad altri, vivono una sorta di seconda giovinezza”.

Oggi inizia la Champions League, chi è la favorita per la vittoria finale?

“Lo scorso anno ha vinto il Bayern Monaco che era una delle mie quattro candidate alla vittoria insieme a Barcellona, Liverpool e Manchester City. Quest’anno potrebbe essere ancora il turno di un inglese, Liverpool o Manchester City, anche se la squadra di Guardiola sta facendo un po’ di fatica ultimamente. Il calcio inglese al momento ha qualcosina in più rispetto ai club delle altre Federazioni Europee”.

La Juventus se la vedrà col Barcellona, l’Inter col Real Madrid, la Lazio col Borussia Dortmund e l’Atalanta col Liverpool, quante possibilità ci sono che vadano tutte agli ottavi. La squadra di Antonio Conte potrebbe puntare al primo posto, visto che i blancos, per la prima volta dopo 40 anni, non hanno messo a segno nessun colpo di mercato?

“Tutte e quattro hanno ottime possibilità di andare avanti. L’Inter lo scorso anno, ha disputato la finale di Europa League, non vedo perchè non possa arrivare quanto meno ai quarti di finale di Champions. La squadra ha una buona struttura, stesso discorso per la Juventus. Il problema è momentaneo, i bianconeri ad esempio affronteranno subito la Dinamo Kiev senza Cristiano Ronaldo, l’Inter invece dovrà far fronte a qualche positività da Covid-19, ma l’organico, soprattutto quello dei nerazzurri, non ha nulla da invidiare agli altri club europei”.

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora

Serie A e Coronavirus, Spadafora fa tremare: “Non so se arriveremo fino in fondo”

Hakan Calhanoglu, centrocampista del Milan

Milan, infortunio Calhanoglu: salta l’Europa League