Fulvio Collovati, ex difensore della Nazionale italiana
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Fulvio Collovati in ESCLUSIVA: “Inter, scudetto meritato. Conte? Sceglierei sempre lui, è il migliore. E su Lukaku…”

In esclusiva ai nostri microfoni l’ex difensore di Inter e Milan, oltre che della Nazionale italiana Campione del Mondo nel 1982, Fulvio Collovati ha commentato il trionfo in campionato dell’Inter, esaltando l’operato del tecnico nerazzurro Antonio Conte

Fulvio Collovati: “Non riesco ad immaginare un’Inter senza Lukaku

L’Inter dopo 11 lunghi anni torna sul tetto d’Italia e conquista il 19° scudetto della sua storia. Antonio Conte che aveva inaugurato il ciclo vincente della Juventus, campione uscente, mette fine al dominio dei bianconeri sul territorio nazionale. Una cavalcata inarrestabile nel girone di ritorno che ha messo alle strette le dirette concorrenti, soprattutto la squadra allenata da Andrea Pirlo che non ha mai dato l’impressione di poter tener testa a Lukaku e compagni.

In esclusiva ai nostri microfoni l’ex difensore di Inter e Milan, oltre che della Nazionale italiana Campione del Mondo nel 1982, Fulvio Collovati ha ripercorso la straordinaria stagione disputata dal team nerazzurro, soffermandosi sui grandi protagonisti, in particolare sull’operato di Antonio Conte, il vero artefice di questa storica impresa.

L’Inter dopo nove anni interrompe l’egemonia della Juventus in Italia: dove finiscono i meriti dei nerazzurri e dove iniziano i demeriti degli avversari?

Io mi soffermerei più sui meriti dell’Inter perchè è troppo facile parlare di demeriti avversari quando vinci lo scudetto con 10-12 punti di differenza. E’ chiaro che Milan e Juventus sono mancate, ma nelle ultime 10 partite c’è stato uno strapotere disarmante da parte dell’Inter. I risultati parlano chiaro, la squadra gioca un calcio esaltante, non si è mai trovata in svantaggio, segna si difende e vince con merito questo scudetto”.

I protagonisti dello scudetto dell’Inter sono molteplici. La straordinaria vena realizzativa di Lukaku e Lautaro, una difesa di ferro, la rivitalizzazione di alcuni calciatori: chi è il calciatore che ha inciso maggiormente nella vittoria del titolo?

“Ce ne sono due a pari merito, Lukaku e Barella. Poi non si può non menzionare l’apporto che ha dato Hakimi sulla fascia destra, la fase difensiva di De Vrij e Skriniar, ma in questo momento non riesco ad immaginare un’Inter senza Lukaku“.

Skriniar sembrava ad un passo dall’addio in estate e invece è rimasto ed è riuscito ad adattarsi alla difesa a tre: merito di Conte o del difensore slovacco?

“Nel calcio esiste anche questo, Conte e la dirigenza avevano delle perplessità su Skriniar, ma il difensore si è preso la sua rivincita sul campo, guadagnandosi la fiducia del tecnico. Stesso discorso per Eriksen, a gennaio sembrava potesse finire sul mercato e invece poi, vedi i gol con Napoli e Crotone, è diventato un giocatore decisivo”.

Romelu Lukaku (Inter) @Image Sport
Romelu Lukaku (Inter) @Image Sport

Il compromesso Eriksen-Conte e la scelta del doppio-playmaker (Eriksen-Brozovic) è stata la chiave della svolta nerazzurra?

“Potrebbe essere, ma io ritengo che la chiave sia stata la compattezza del gruppo. Inizialmente l’Inter, soprattutto nelle prime dieci partite di campionato, appariva come una squadra troppo offensiva, che incassava troppi gol con i due esterni troppo alti, poi grazie anche alla solidità difensiva ha continuato a giocare così, nonostante un approccio con due esterni come Hakimi e Young o Perisic. E’ stato dunque un problema di equilibrio e il merito non può che essere dell’allenatore”.

Su Conte se ne sono dette tante, criticato dopo l’eliminazione in Champions League, definito da alcuni infiltrato per via del suo passato alla Juventus: possiamo dire che Conte si è preso la sua rivincita?

Io vorrei avere sempre Conte sulla panchina perchè ti da una marcia in più, perchè ti dà carattere, crea un clima particolare. Se dovessi stilare una classifica metterei al primo posto l’allenatore, poi la società, perchè non è facile gestire un allenatore come Conte che pretende e ti chiede molto a livello mentale, e infine i giocatori. Ora però bisognerà trovare la continuità”.

Antonio Conte e Hakimi, allenatore e difensore dell'Inter
Antonio Conte e Hakimi, allenatore e difensore dell’Inter

“Preferisco un allenatore bravo e che costa tanto come Conte, piuttosto che un giocatore di qualità e un allenatore scarso”: cosa ne pensa delle dichiarazioni di Beppe Marotta?

“Se un allenatore arriva a percepire determinate cifre è perchè se l’è guadagnate con la meritocrazia, non è che una società si mette in testa di regalarglieli. Conte è un allenatore vincente, ovunque è andato ha sempre vinto, alla Juventus, al Chelsea, all’Inter. Una società che ha ambizione sceglie lui perchè ha empatia, a me piace l’idea che l’ambiente sia sempre in tensione perchè è grazie a questa concentrazione si vincono le competizioni”.

Lo scudetto dell’Inter sancisce la prima vittoria in Italia di una proprietà straniera: può arrivare una svolta da questo punto di vista?

Dobbiamo abituarci all’idea di un fondo, di una proprietà americana. Non esiste più l’imprenditore che investiva come ai miei tempi, lo si può trovare nel calcio di provincia, l’Atalanta ne è un esempio, ma ormai siamo di fronte a fatturati esorbitanti, basti pensare al calcio inglese, il primo al mondo per diritti tv: il Chelsea è nelle mani di un oligarca, il Manchester United è in mano ad un americano, il Manchester City nelle mani di un arabo”.

Nonostante i problemi economici e finanziari degli ultimi tempi, quanto è stato importante il sostegno della proprietà cinese per la vittoria di questo scudetto che ha impreziosito il processo di crescita degli ultimi due anni?

La dirigenza ricopre sempre un ruolo fondamentale perchè porta avanti un progetto e fa delle scelte. La proprietà cinese ha scelto Marotta che a sua volta ha scelto il miglior allenatore che c’è, Antonio Conte. Ovviamente non si tratta solamente di scegliere i dirigenti o l’allenatore migliore, la parte più difficile è la gestione dei costi, anche dei calciatori, bisogna tener sotto controllo i bilanci, il fatturato e in questo Marotta è uno dei più preparati”.

Beppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter @Image Sport
Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter @Image Sport

Negli ultimi giorni all’Inter sono stati accostati i nomi di Muriel, Gosens, Emerson Palmieri: come rinforzeresti questa squadra anche in prospettiva europea?

“In ottica europea la squadra va rinforzata, oltre ad Emerson Palmieri va presa anche una seconda punta, un centrocampista. La squadra deve trattenere i suoi elementi migliori, i vari Lukaku, Lautaro, Skriniar, De Vrij Barella, poi ci vogliono almeno tre rinforzi in ogni reparto per competere a livello europeo, questo è fuori discussione. Lo dice anche Guardiola, ha fatto giocare una squadra in campionato e un’altra in Champions. L’altro giorno contro il Psg ha lasciato fuori Aguero, Gabriel Jesus e Sterling, giocatori titolari nella Nazionale argentina, brasiliana e inglese. Ormai se vuoi competere su più fronti devi avere a disposizione più squadre. Muriel sarebbe la scelta giusta per l’attacco? Basti vedere quello che ha fatto con l’Atalanta, acquisto ideale a gara in corso“.

Paragonando questa Inter a quella della prima parte di stagione, quanto rammarico c’è per un cammino europeo che si è interrotto troppo presto?

C’è grande rammarico per l’Inter, ma per tutte le squadre italiane, come la Roma che ha preso 6 gol con lo United. L’Inter non è inferiore al Borussia Dortmund, è stata eliminata dalla Shakhtar, è superiore ad entrambe le squadre, se dovesse affrontarle oggi o quindi giorni fa non ci sarebbe partita. Fa tutto parte del processo di crescita, l’Inter adesso è una squadra che può competere anche in Europa, ha incontrato difficoltà ad inizio campionato”.

“Conte vince solo i campionati, l’Europa non fa per lui”: con questa squadra l’allenatore dell’Inter può sfatare questo “falso mito”?

Sono cose che dicono. Guardiola dopo i successi col Barcellona con Messi e Iniesta ha raggiunto solo quest’anno la prima semifinale di Champions con il Manchester City, ci vogliono requisiti, progetti, io non darei giudizi affrettati su Conte sotto questo aspetto. Qualche errore lo ha commesso anche lui in passato, ma la Juventus ad esempio non ha raggiunto i quarti anche senza Conte“.

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