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Gabbia rivela: “Esordio nel Milan merito dei miei nonni, fu una notte indimenticabile”

Il giovane difensore del Milan Matteo Gabbia è tornato a parlare della sua infanzia da tifoso rossonero, del rapporto con i suoi nonni e delle emozioni per il suo esordio a San Siro

Matteo Gabbia, difensore del Milan
Matteo Gabbia, difensore del Milan

Il calcio sa scrivere delle storie, raccontarle e regalare emozioni. Una di queste è sicuramente quella del giovane difensore del Milan Matteo Gabbia che ha raccontato la sua passione per il rossonero e il giorno dell’esordio ai microfoni di Cronache di Spogliatoio: “Il merito per aver sostituito Simon Kjær quella notte a San Siro è tutta dei miei nonni, Adriana e Gilberto. Sono stati loro a portarmi allo stadio, ricordo ancora l’abbonamento nel settore arancio al primo anello e il pre-partita. Quando giocavamo nel posticipo serale, io e mio cugini eravamo ospiti a casa loro per mangiare un toast prosciutto e formaggio prima di andare a piedi fino all’incrocio dove ci aspettava il pullman dei tifosi”.

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Gabbia ha poi proseguito: “Quel Milan era tra le squadre più grandi al mondo ed era davvero un sogno entrarci, a volte chiudo gli occhi per risentire quel profumo fortissimo dell’erba del campo. Il 17 febbraio, esordì in Serie A e non potevo aspettarmelo. Kjaer si era infortunato e Musacchio, chiamato da Pioli, confessò che non riusciva ancora a superare la noia al polpaccio. «Allora Matteo entri te» disse il mister. Era inverno, faceva freddo ed ero vestito come uno che sa di non entrare. Mi spogliai velocissimo, ancora oggi credo di essermi tolto il giubbotto senza neanche abbassare la zip. I parastinchi mi scivolarono dalle mani…e alla fine mi ritrovai in mezzo alla difesa con Romagnoli“.