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Galante in ESCLUSIVA: “Juve, Pirlo un errore, Inzaghi l’uomo giusto per l’Inter. Sull’Italia…”

Le parole dell’ex calciatore Fabio Galante ai nostri microfoni: tra pensieri sul calcio odierno e considerazioni sulla sua carriera

Fabio Galante, ex difensore dell'Inter
Fabio Galante, ex difensore dell'Inter

Fabio Galante è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, osservatore dell‘Inter. Nella sua carriera si contano le esperienze proprio nella società milanese dal 1996 al 1999 e quelle al Torino dal 1999 al 2004 ed al Livorno dal 2004 al 2010, oltre a quelle all’Empoli e al Genoa.

Galante in ESCLUSIVA: “Inzaghi è l’uomo giusto per l’Inter”

Salve Fabio, tante sono state le polemiche per le scelte del ct Mancini per il prossimo Europeo. Sei d’accordo con quanto deciso dal tecnico oppure avresti convocato altri giocatori come Kean ad esempio?

“Ti posso dire che quando c’è da fare delle scelte ci sono sempre dei malcontenti, nel senso che se venivano convocati Politano e Pessina, ma altri no ci sarebbero state anche delle critiche. In Italia siamo abituati sempre a far polemica, io penso che comunque Mancini abbia valutato così perché ritiene che questi calciatori possano dare di più di quelli che non ha convocato, quindi va rispettato il suo lavoro. Il giudizio tanto poi dipende dai risultati: se vince tutti stanno zitti, se perde tutti lo attaccheranno. É questo il calcio”.

Esultanza Italia @Image Sport
Esultanza Italia @Image Sport

A proposito di Italia, secondo te può dove può arrivare nel prossimo Europeo?

“Io penso che l’Europeo, il Mondiale, la Champions, a differenza del campionato dove vince sempre la migliore perché è di 38 partite, siano un po’ più complicati da vincere. Ti deve andare tutto bene, devi avere fortuna in quelle partite ad eliminazione diretta. Comunque sia penso che l’Italia, insieme a Francia e Germania sia tra le favorite per portare a casa il trofeo”.

Antonio Conte, tecnico dell'Inter @Image Sport
Antonio Conte, ex tecnico dell’Inter @Image Sport

Ti aspettavi una fine del rapporto così burrascosa tra Antonio Conte e l’Inter?

Non me l’aspettavo sinceramente e chiaramente mi dispiace perché era riuscita a vincere il campionato. Poteva esserci un momento di serenità, di programmazione per il futuro che si prospettava roseo, invece si è interrotto un rapporto e quindi c’è da ripartire da capo”.

Se l’Inter, come si dice, dovesse fare un sacrificio per il bilancio di chi ti priveresti?

“Chiunque sarà ceduto è un brutto colpo. Lukaku, Lautaro, Hakimi, Barella e Bastoni sono quelli che hanno più mercato ed uno di questi probabilmente lascerà Milano. L’Inter perderebbe grandissimi campioni che sono stati decisivi in questa stagione vittoriosa, io spero che non vendano nessuno sinceramente, anche se dalle voci il tutto mi pare abbastanza complicato e penso proprio che qualcuno andrà via”.

Simone Inzaghi, allenatore della Lazio @Image Sport
Simone Inzaghi, allenatore della Lazio @Image Sport

Simone Inzaghi sarà il sostituto di Conte a Milano. Ritieni che sia il profilo giusto per la squadra nerazzurra o avresti scelto qualcun altro?

Simone Inzaghi è un allenatore che ha l’esperienza giusta, l’ha dimostrato nella Lazio dove ha fatto delle buonissime stagioni, è sicuramente un ottimo allenatore quindi ha tutte le carte in regola per allenare l’Inter. É chiaro che prende una grossa eredità, sostituire Spalletti e Conte non è per nulla facile per nessuno, però lui ha dimostrato di essere molto preparato, di avere delle ottime idee e la giusta personalità per allenare una big come lo è l’Inter”.

Il Real Madrid ha appena ingaggiato Ancelotti per sostituire Zidane. Come giudichi questa operazione?

Penso siano andati sulla sicurezza, Carlo aveva fatto molto bene negli anni passati quando ha allenato i Blancos, ha lasciato un ottimo ricordo nella sua militanza in Spagna, dato che ha vinto la “decima” Champions League della storia del club. Secondo me è un allenatore che ha la giusta esperienza ed il giusto carisma per entrare in uno spogliatoio come quello del Real Madrid, composto da grandissimi campioni. Ha tantissime qualità e penso quindi che farà bene”.

Andrea Pirlo, allenatore della Juventus
Andrea Pirlo, ex allenatore della Juventus

Avresti dato un’altra chance a Pirlo oppure secondo te, la Juve ha fatto bene a richiamare Allegri?

“Per come la Juventus aveva presentato Pirlo dicendo che partiva un nuovo corso, io gliel’avrei concesso un altro anno. Non aveva mai allenato e sicuramente il secondo anno poteva essere migliore perché poteva migliorare gli errori che ha fatto nel primo, avendo un anno di esperienza in quella squadra, la conosceva meglio dunque e poteva fare qualcosa di diverso. Secondo me, la Juventus ha fatto un errore a monte affidandogli la panchina l’anno scorso, perché dal momento che tu gli dai la panchina metti in preventivo certe cose ed a quel punto lo devi confermare anche nella prossima stagione. Tra l’altro, la sua stagione non è da buttare, ha vinto 2 trofei alla prima esperienza, è arrivato in Champions grazie anche un po’ al Napoli (ride ndr), quindi non ha fatto per nulla male. Era giusto confermarlo dunque”.

Chi ti piacerebbe vedere sulla panchina della Lazio al posto di Inzaghi?

“Sulla panchina della Lazio, ho un allenatore forte che si chiama Paolo, è veramente un campionissimo (ride ndr). A parte gli scherzi, Sarri è un bel profilo per quello che ha dimostrato sia al Chelsea sia alla Juventus dove ha vinto anche lo scudetto e con la squadra giusta può fare un buon calcio, come lo ha fatto anche al Napoli ed in altre parti. Mi sarebbe piaciuto anche Vincenzo Italiano, che però a quanto pare ha rinnovato con lo Spezia nelle ultime ore”.

Fabio Galante, ex difensore del Livorno
Fabio Galante, ex difensore del Livorno

Passiamo alla tua carriera, hai militato per 3 anni nell’Inter, che ricordi hai di quell’esperienza?

Sono stati 3 anni bellissimi, dove ho giocato con grandissimi campioni. Abbiamo vinto un’Europa League, a quel tempo Coppa Uefa, ne abbiamo persa un’altra ai rigori l’anno prima, abbiamo fatto un quarto di finale di Champions col Manchester United che dopo vinse la competizione. Ho giocato con uno dei più grandi calciatori della storia del calcio (Ronaldo ndr), ho giocato con Roberto Baggio che è stato un altro immenso campione. Quegli anni all’Inter per me, sono stati davvero splendidi e sono orgoglioso di aver condiviso la mia esperienza anche con gente del calibro di Bergomi, Simeone, Pagliuca e tanti altri, c’è poco da aggiungere. Poi sicuramente col Var avremmo vinto uno scudetto in più e non era una cosa brutta (ride ndr)”.

Ronaldo il Fenomeno, ci puoi dire qualcosa in più sul personaggio?

Posso dire che era un ragazzo spettacolare, disponibile e con la sua simpatia ed il suo modo di fare era anche uno di compagnia. Era il più forte calciatore in un campionato dove c’erano tantissimi altri campioni, da ZidaneShevchenko a Kakà, Vieri, Totti, Del Piero, lui riusciva ad essere migliore di loro. Questo ti fa capire la sua grandezza. Con lui si partiva sempre da 1-0, era meglio averlo in squadra che contro dunque”.

Ronaldo
Ronaldo il Fenomeno, grande protagonista nella Coppa Uefa vinta dall’Inter sulla Lazio nel 1998

Qual è l’allenatore che più di tutti ti ha colpito?

“Ne ho avuto tantissimi, sicuramente quelli che mi hanno lasciato qualcosa e con cui ho avuto un rapporto migliore sono Franco Scoglio che purtroppo non c’è più, così come anche Gigi Simoni. Questi sono stati 2 allenatori importantissimi per me, poi devo ricordare anche Giancarlo Camolese e Donadoni. Sono davvero degli ottimi allenatori anche loro”.

Se ti dico Torino e Livorno cosa ti viene in mente?

“Sono due società dove ho giocato in tutto 11 anni, 5 a Torino e 6 al Livorno, società dove ho conosciuto persone straordinarie, tifosi incredibili e sono davvero contento di aver giocato in queste piazze, dove la passione e questo senso di appartenenza li contraddistinguono dalle altre. Alla fine lottare per queste maglie, per questi colori mi ha dato davvero tantissime soddisfazioni”.

Ivan Juric, allenatore dell'Hellas Verona (foto by @imagephotoagency)
Ivan Juric, allenatore dell’Hellas Verona (foto by @imagephotoagency)

A proposito di Torino, la scelta Juric è giusta secondo te o avresti preferito la permanenza di Nicola?

Io penso che Nicola si meritava la riconferma. Ha salvato il Toro da una situazione non facile ed al di là del fatto che non sia rimasto a Torino sono contento, perché riuscirà a trovare sicuramente un’altra panchina dato che ha dimostrato di essere un allenatore validissimo. Detto questo, Juric è uno degli allenatori più emergenti della nostra era, ha fatto un grandissimo lavoro col Verona e penso dunque che il Torino abbia preso un grandissimo allenatore”.

Che differenze noti tra il tuo calcio e quello attuale?

“Il mio calcio era più tecnico, con giocatori più di qualità, mentre quello attuale è più fisico, più di corsa. Ti voglio dire una cosa comunque: sicuramente il livello del mio calcio era più alto rispetto a questo, c’erano giocatori più forti rispetto a questi di oggi”.

In quale giocatori di oggi ti rivedi?

“Parlandoti dell’Inter che è la squadra che tifo, sicuramente mi rivedo in una via di mezzo tra Skriniar, Bastoni e De Vrij, un bel mix di tutti e tre per tecnica, temperamento difensivamente parlando ovviamente. Prendo il meglio di tutti e tre così non faccio un torto a nessuno ecco (ride ndr)”.

Parma-Inter
Bastoni e De Vrij, decisivi nell’ultimo turno in casa Inter

Qual è l’avversario più forte che hai marcato?

“Dirne uno è come fare un torto agli altri. In quel periodo lì, gli avversari si chiamavano Trezeguet, Batistuta, Crespo, Ronaldo il Fenomeno che ho marcato da compagno ed anche da avversario quando era al Milan ed io ero al Livorno, Vieri, Inzaghi, Montella, Signori, Mancini, Vialli, Bierhoff, Zidane, Ronaldinho. Con tutti questi, è davvero difficile sceglierne uno”

Due domande secche, il ricordo più bello e quello più brutto della tua carriera

“Quelli più belli sono legati alle vittorie con la Nazionale under 21 di due Europei, poi quella della Coppa Uefa con l’Inter oltre al fatto di aver giocato con grandissimi campioni nella mia esperienza a Milano. Quello più brutto sicuramente sono le mie retrocessioni: una col Torino, una col Livorno ed una col Genoa, però comunque non ho rimorsi perché ho sempre dato il massimo per la causa. Retrocedere alcune volte fa parte del calcio, comunque ci siamo rimboccati le maniche e, col Torino e Livorno siamo tornati subito in Serie A”.

Cosa fa adesso Fabio Galante?

“Ora sono al mare (ride ndr) e spero che venga qualcosa di buono per tornare nel mondo del calcio che è la cosa che mi riesce meglio di tutti forse. Vediamo prossimamente dai”.

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