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Galderisi in ESCLUSIVA “Italia? Vi svelo il segreto. La Juventus con Allegri farà bene, Boniperti…”

Galderisi, ex campione di Juventus ed Hellas Verona si racconta in esclusiva ai nostri microfoni, approfondendo alcune tematiche del calcio nostrano, senza dimenticare la favolosa vittoria della nostra Nazionale all’Europeo appena trascorso

Giuseppe Galderisi ai tempi della Juventus
Giuseppe Galderisi ai tempi della Juventus

Giuseppe Galderisi è un ex giocatore di ruolo attaccante ed attualmente è un allenatore. Subito dopo la vittoria dello scudetto con il suo fantastico Verona guidato dal grande Osvaldo Bagnoli, venne convocato nella Nazionale italiana dal commissario tecnico Enzo Bearzot dove esordì il 2 giugno 1985, a 22 anni, entrando al posto di Bruno Giordano.

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Nel Mondiale 1986 venne preferito all’indimenticabile Pablito Rossi come spalla di Alessandro Altobelli in attacco e giocò da titolare tutte e quattro le partite disputate dall’Italia, che venne però poi eliminata dalla Francia negli ottavi di finale. Oggi abbiamo avuto l’onore di intervistarlo per parlare della vittoria della Nazionale Italiana di Mancini negli Europei appena trascorsi, ma anche dell’attualità del calcio nostrano.

Galderisi in ESCLUSIVA: ” L’Italia ha avuto un’identità”

Salve Giuseppe, qual è stato il segreto della vittoria della Nazionale Italiana agli Europei?

Ride (ndr) “Ne abbiamo dette di cotte di crude. Ti dico la verità, secondo me è stato l’aspetto del gruppo unito, questo è una cosa fondamentale per costruire i successi nel calcio e nello sport in generale. Mi chiederai come si vede il gruppo unito? Nelle piccole cose, nel giocatore che gioca con entusiasmo, con il sorriso, con il piacere di aiutarsi l’uno con l’altro, la disponibilità, sono cose che messe insieme fanno vincere. Si vedeva che il gruppo di questa Nazionale avesse dei valori, però poi non vinci solo con quelli nel calcio, ci sono anche altre qualità che, secondo me sono state messe a fianco a queste che ti ho appena elencato, ma sono sempre importantissime: il saper stare in campo, la qualità e l’armonia del gioco e tutte le componenti tecniche che hanno fatto la differenza.

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Abbiamo saputo palleggiare, abbiamo saputo mettere in difficoltà tutte le altre Nazionali e siamo stati compatti dall’inizio alla fine della competizione e in più ti dico che, da quello che ho visto io noi non abbiamo mai cambiato la nostra identità ed il nostro modo di essere, mentre le altre squadre si sono adattate a quelle che erano le nostre caratteristiche. Ah, da aggiungere c’è che queste non erano mica squadrette, ma squadroni come il Belgio, la Spagna, l’Inghilterra. Questo la dice lunga sulla qualità del lavoro e sulla forza di questa squadra”.

Bonucci e Chiellini sollevano la Coppa @imagephotoagency
Bonucci e Chiellini in trionfo dopo l’Europeo appena vinto

Chi è stato il miglior calciatore italiano della spedizione europea e perché?

“A dire la verità mi sono piaciuti in tanti. Devo dire che mi è piaciuto tantissimo Federico Chiesa, i suoi strappi sono stati davvero fondamentali, mi sono piaciuti tantissimo anche Chiellini e Bonucci, perché sono stati davvero solidi e davano serenità e tranquillità anche con la difesa alta, Jorginho e Verratti che, nel palleggio sono stati meravigliosi. In tutti questi, però credo che il giocatore che abbia dato più sicurezza, più forza sia stato Donnarumma sotto tutti i punti di vista”.

Secondo te l’Italia può ripetersi nei prossimi Mondiali nel 2022 in Qatar?

Io penso che la vittoria di questo Europeo sia un punto di partenza, deve esserlo assolutamente. In questa spedizione europea abbiamo ricostruito con tanta fatica dopo la delusione del Mondiale del 2018, siamo ripartiti da zero ed abbiamo messo delle basi solide per poter costruire un qualcosa di importante. Naturalmente adesso ci sono anche altri giovani interessanti che il ct Mancini metterà dentro, ma una cosa è metterli dentro con la speranza che facciano bene, un’altra è inserirli in un gruppo già rodato”.

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Uno degli artefici di questa vittoria è stato sicuramente Donnarumma. Se fossi stato dirigente della Juventus avresti fatto un ulteriore sforzo per comprarlo o sei d’accordo con la scelta fatta dai bianconeri?

“Su queste cose faccio fatica ad entrare perché non ne ho la conoscenza. Io penso che Donnarumma sia uno dei migliori portieri al mondo, se non il migliore e soprattutto ha un margine di crescita pazzesco. Io quando ho un giocatore così in porta mi sento molto sicuro, è quindi un peccato che abbia lasciato l’Italia per trasferirsi al Paris Saint Germain, comunque rimane il nostro portiere in Nazionale e dobbiamo esserne felici. Lui ha fatto una scelta, credo che non ci siano state tante differenze di milioni di euro, ma che sia stato scelto un progetto”.

Donnarumma (Italia) respinge il calcio di rigore di Alvaro Morata (Spagna) @Image Sport
Gianluigi Donnarumma, uno dei protagonisti dell’Europeo appena vinto dall’Italia

A proposito di Juventus, si parla tanto in queste ore di Locatelli che è stato un protagonista della Nazionale. Basterà per rinforzare il centrocampo o credi che la squadra bianconera abbia bisogno anche di un altro colpo?

“Partiamo da una premessa, tutto quello che abbiamo visto l’anno scorso alla Juventus quest’anno verrà cancellato, si ripartirà con un altro piglio sicuramente. Sei la Juventus e devi assolutamente reagire dopo una stagione dove, nonostante tutte le difficoltà si sono vinti due trofei, la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana. Gli obiettivi sono sempre gli stessi, arrivare primi in campionato, cercare di vincere la Champions League. Credo che il gruppo sia solido e che l’aver riportato a Torino Allegri possa riportare delle certezze all’ambiente, solidità ad un nuovo percorso, inoltre credo che Dybala sarà un giocatore determinante e che Manuel Locatelli possa dare qualità e quantità ad un centrocampo già molto forte. Io penso che la Juventus quest’anno farà un grande campionato, diverso a quello dell’anno scorso con Pirlo”.

Ancora non è del tutto delineato il futuro di Cristiano Ronaldo a Torino. Lo terresti?

“Qui non ci sono discussioni. Se facciamo un discorso economico io non entro nel merito, ma se ne facciamo uno tecnico, uno come Cristiano Ronaldo lo tengo sempre. Ti garantisce 40 goal all’anno e per una squadra che vuol vincere è importante. Gli obiettivi della Juventus senza dubbio sono importanti, dunque i giocatori come lui devono essere tenuti. Ci vuole però sicuramente più disponibilità da parte sua e da parte di tutti, per fare in modo che ci sia un’unione di tutte le qualità tecniche del gruppo. Solo così può venire fuori uno squadrone che lotta per un unico obiettivo”.

Cristiano Ronaldo, Juventus @imagephotoagency
Cristiano Ronaldo, attaccante della Juventus
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La Roma con Mourinho può ambire allo scudetto?

Per vincere lo scudetto e per arrivare a dei grandissimi obiettivi credo che l’allenatore sia fondamentale perché da esso parte tutto, però è anche vero che bisogna che ci siano attorno anche dei contesti favorevoli. Adesso io non so che squadra stanno facendo, anche se mi sembra che si stiano muovendo abbastanza bene, però a Roma non puoi schioccare le dita e vincere, ci sono squadre decisamente più forti, più competitive che al momento sono dunque favorite. Mourinho, però è stato bravo, ha parlato di 3 anni per costruire qualcosa e penso che questo discorso valga per qualunque società, prendiamo ad esempio l’Inter. Si parlava di qualche anno di transizione ed invece Conte, l’anno scorso ha vinto il titolo, però la società ha inserito nel gruppo dei calciatori fenomenali e l’allenatore era fortissimo, anzi lo è ancora anche se se n’è andato”.

Da allenatore quale sei che idea ti sei fatto della questione tra Luis Alberto e la Lazio? Tu come la gestiresti se fossi coinvolto in prima persona?

“Non c’è bisogno che dica la mia perché Sarri mette a posto tutto e subito. Io non posso parlare perché non capisco come siamo arrivati a questo punto, cosa ci sia sotto, qual erano le aspirazioni di questo giocatore, però posso dire una cosa, io nella vita, sia da calciatore che da allenatore poche volte ho visto cose del genere ed è da 40 anni che sono dentro questo mondo. Questo significa che qualcosa si è sbagliato. Io credo che Sarri sia uno che ci veda abbastanza lungo, è una persona che ha uno spessore umano importante perciò spero che le cose si possano mettere a posto, perché così la Lazio ne beneficerebbe, mentre se non si mettono a posto si troverà un’altra soluzione che possa far contenti tutti”.

Luis Alberto
Luis Alberto, centrocampista spagnolo della Lazio, sarebbe in collisione con l’ambiente biancoceleste

Ultimissima domanda, che ricordi hai del presidentissimo della Juventus Giampiero Boniperti che è venuto a mancare nelle ultime settimane?

“Quando si parla della famiglia Boniperti, io mi sento molto coinvolto. Sono cresciuto alla Juventus, avevo 13 anni quando sono entrato nel vivaio bianconero ed il mio primo contratto da professionista l’ho fatto con lui. Col presidente ci sentivamo spesso, anche ultimamente, inoltre ho uno splendido rapporto con i suoi figli, li sento come fratelli. Boniperti mi ha insegnato davvero molto su tutti i punti di vista, è stata una persona meravigliosa che mi ha preso, mi ha dato fiducia, mi ha coccolato, mi ha anche rimproverato, però mi ha fatto crescere e tutti i valori, tutti gli insegnamenti che mi ha dato me li sono portati e me li porto sempre con me”.

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