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Pazzini, ex attaccante del Verona

Giampaolo Pazzini si ritira: il Pazzo saluta il calcio

“Avrei potuto continuare a giocare per vivere ancora per un po’ quelle sensazioni ed emozioni che solo il calcio sa darmi. Il bambino che è in me avrebbe voluto continuare a farlo, ma l’uomo pensa che sia arrivato il momento di salutarci. So già che tutto ciò mi mancherà anche tra 20, 30, 40 anni. Grazie di tutto”.

Giampaolo Pazzini

Giampaolo Pazzini pochi giorni fa ha così salutato il calcio giocato, appendendo al chiodo gli scarpini, a 36 anni. Una carriera che durava da 17 anni, con 590 presenze e 190 reti.
La sua carriera si apre all’Atalanta, dapprima nelle giovanili – dove conosce Riccardo Montolivo, con il quale condividerà anche l’esperienza alla Fiorentina e al Milan – e poi in prima squadra con cui esordisce nel 2003 nella gara di Coppa Italia contro il Venezia, persa 2-0. Dopo due anni, passa alla Fiorentina con cui arriva a giocare in Champions League, poi arriva alla Sampdoria, a cui rimane molto legato.
A Genova, sponda blucerchiata, Pazzini incontra Cassano.

“Pazzini e Cassano hanno la qualità che ha reso celebre e vincente la coppia di attaccanti degli anni ’90. Pazzini è stato il vero colpo di mercato. […] Lo abbiamo comprato a titolo definitivo e questo, in prospettiva, significa molto. Il tandem con Cassano funziona, spero vadano entrambi ai Mondiali” dice Giuseppe Marotta, l’amministratore delegato della Sampdoria in quegli anni sul duo più funzionale dei blucerchiati, che ha fatto sognare i tifosi soprattutto nelle notti di Champions League.

Il rapporto con Cassano è un tassello importante per Pazzini. “Antonio, la mia fabbrica di assist. Lui me lo diceva: “Io godo più a farti segnare che a fare gol”. E io: “Antò, per me va benissimo così”. Nel 2011 viene acquistato dall’Inter per 12 milioni di euro ma la sua avventura nerazzurra dura solo un anno, rimane a Milano ma passa dall’altro lato: al Milan, trattativa che porta Cassano all’Inter, in cui rimane fino al 2015 per poi andare al Verona, in Serie B.

Pragmatico finalizzatore, sinuoso e distruttivo in area di rigore, si distingue soprattutto nel gioco aereo per elevazione e stacco di testa oltre a essere un ottimo rigorista: 35 gol segnati su 39 calciati in carriera, rimane però un enigma: centravanti che giganteggia ma che non vince molto. Pazzini infatti ha vinto solamente una Coppa Italia con l’Inter. Tuttavia, il Pazzo è soddisfatto di aver realizzato il suo sogno e capisce che è arrivato il momento di mettere un punto, dopo tanti ricordi che rimarranno per sempre immutati.

“Guardavo i grandi campioni in tv e con loro sognavo la maglia azzurra della nazionale, la magia degli stadi pieni di tifosi e la Champions League; ma mai avrei pensato che un giorno tutto ciò diventasse realtà e che grazie a te potessi vivere così tante emozioni. […] Adesso però siamo arrivati alla nostra resa dei conti ed è giunto il momento di lasciarti riposare, penso sia giusto così”.

Giampaolo Pazzini

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