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Italia campione d’Europa, gli eroi di Wembley: nel gruppo azzurro spiccano i singoli

L’Italia compie l’impresa nel tempio del calcio, i rigori ci premiano ancora: Inghilterra sconfitta, siamo campioni d’Europa

Italia Euro 2020
Italia Euro 2020

Gigio paratutto

Un gol subito a partita iniziata, poi non lascia passare più nulla. Tanto splendido fra i pali quanto contraddittorio nelle scelte contrattuali, ma Gigio è cosi prendere o lasciare. L’Italia del Mancio non solo lo prende, ma se lo tiene anche stretto. Di pericoli concreti dalle parti di Donnarumma non ne passano tanti, ma è proprio qui che sta la sua grandezza. Sventare il pericolo prima ancora che si palesi, anticipando le mosse avversarie con uscite puntuali.

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Nella lotteria dei rigori si vede tutta la differenza rispetto al collega Pickford, fisica e non solo. Gigio non ha bisogno di saltare, urlare o sbattere i guantoni sulla traversa, l’avversario lo ipnotizza con lo sguardo e con la sua mole. Per tre volte indovina l’angolo, bisogna calciare un rigore eccellente per riuscire a superarlo, come nel caso di Kane e Maguire. Nell’ultimo rigore capta alla perfezione le mosse di Saka, come già fatto con Sancho, arrivandoci quasi col corpo più che con le mani. Dopo la parata decisiva non regala neanche un’emozione, ne ha talmente tante che gli scorrono dentro che non riesce a farle uscire, ma sa che ha compiuto una delle più grandi imprese della sua carriera, a soli 22 anni.

Chiellini, Bonucci e Donnarumma, calciatori dell'Italia
Chiellini, Bonucci e Donnarumma, calciatori dell’Italia

Leonardo e Giorgio sempre insieme

10 anni insieme l’uno affianco all’altro, come ieri in quell’intervista post partita. Una carriera passata a vincere dentro le nostre mura, ma con una grande ossessione: conquistare l’Europa. Con la Juventus c’erano andati vicini, con la nazionale anche. Quella di ieri sembrava essere ancora una finale maledetta, una delle tante che li ha visti uscire troppe volte con l’argento al collo e la testa bassa, mentre gli altri alzavano la coppa al cielo.

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Sono vicini anche al 66° minuto, nell’azione del gol di Leo, quella che ci fa capire che siamo ancora vivi. Devono alternarsi nel contrastare la forza forza fisica di Kane e la rapidità di Sterling, e in varie situazioni sono semplicemente perfetti. Il fallo di Giorgio su Saka è la fotografia perfetta della sua prontezza nel rimediare a un errore, anche con le maniere forti se necessario. Alla fine torneranno a casa con quel trofeo internazionale che inseguono da tempo, pronti a ripartire per una nuova stagione, con la speranza di farlo ancora una volta insieme.

Jorginho, centrocampista del Chelsea e della Nazionale
Jorginho, centrocampista del Chelsea e della Nazionale

Mancio e Jorginho: regie da oscar

Serviva una grande gioia a quest’Italia e ai nostri giovani e ci hanno pensato loro. Due maestri, uno in campo e l’altro in panchina, in grado di dirigere l’orchestra italiana in maniera splendida. Jorginho con la solita partita fatta di concretezza e lucidità, che rischiava di essere macchiata da quell’ultimo rigore fermatosi tra Pickford e il palo. Ogni tanto anche i più grandi sbagliano dagli 11 metri, noi lo sappiamo bene, ma fortunatamente l’errore questa volta non è stato fatale. Il Professore diventa preside nella notte di Wembley e si iscrive di diritto alla corsa per il Pallone d’oro.

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Semplicemente il nostro condottiero, l’abbiamo elogiato tante volte e ogni volta è sempre più doveroso. Roberto Mancini è stato in grado di fare quello che in 50 anni non era riuscito a fare nessun altro, portarci sul tetto d’Europa. Le lacrime dopo l’impresa, l’abbraccio col “gemello” Gianluca Vialli, quel trofeo alzato con orgoglio, il riscatto in azzurro dopo la tormentata esperienza da calciatore. Che fosse l’uomo giusto lo si sapeva dal primo giorno, ma in questa impresa è stato il primo a crederci. “Vinceremo l’Europeo”, lo ha ripetuto ai suoi sino allo sfinimento, li ha convinti, ne ha cambiato la mentalità fino a far si che fossero loro i primi a crederci e infine l’ha conquistata. Un cammino splendido quello di Roberto Mancini alla guida dell’Italia, e siamo solo all’inizio.