Juventus, giallo Guardiola: altre conferme
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Guardiola portavoce di un pensiero comune: i calciatori giocano troppo

L’accusa di Pep Guardiola a UEFA e FIFA ha fatto subito il giro del Mondo. Il problema delle troppe gare stagionali è reale e condiviso sia all’estero che in Italia.

Stagione 2020/2021: la più breve della storia

Il tema più caldo dell’intera stagione 2020/2021 è senza dubbio quello legato al numero elevato di partite giocate, con i tanti impegni ravvicinati che hanno messo in difficoltà ogni squadra quest’anno. A riattizzare il fuoco sulla questione ci ha pensato Pep Guardiola, non nuovo ad affermazioni di questo tipo, che ha attaccato direttamente UEFA e FIFA, accusandole di “uccidere i calciatori. La pandemia di Covid-19 ha costretto lo stop della stagione scorsa, obbligando lo spostamento di molti match in estate. Il nuovo calendario ha però costretto ad accorciare notevolmente la stagione successiva, quella attuale, iniziata circa un mese dopo quella precedente e che terminerà presto causa Euro 2021. L’enorme numero di gare stagionali è stato spalmato in un lasso di tempo inferiore, costringendo le formazioni a giocare quasi sempre ogni 3 giorni. Uno sforzo fisico e mentale insostenibile anche per i professionisti di massimo livello. Un pensiero espresso con forza da Guardiola, ma che trova conferma in tanti altri protagonisti del mondo del calcio. Ad esprimere un’opinione simile erano stati colleghi del catalano come Klopp e Solskjaer, ma il tema è all’ordine del giorno anche in Italia, sia per voce degli allenatori, che dei presidenti di Serie A.

Jurgen Klopp e Pep Guardiola, allenatori di Liverpool e Manchester City
Jurgen Klopp e Pep Guardiola, allenatori di Liverpool e Manchester City

Serie A, ritorno alle 18 squadre?

Restando in Italia, la questione delle tante partite di Serie A è un discorso che va avanti da tempo. Le venti squadre nel massimo campionato portano il conto dei match stagionali a 38, che per le squadre impegnate in Europa salgono anche oltre 50, considerando anche la Coppa Italia. Un numero molto elevato, al quale vanno aggiunti gli impegni delle Nazionali, tra amichevoli, qualificazioni e rassegne. Per questo motivo spesso torna a galla l’idea di ridurre il numero di partecipanti al massimo campionato, portandolo ad esempio a 18, come in passato. Una mossa che oltre a ridurre gli impegni potrebbe anche migliorare lo spettacolo, alzando il livello medio generale. A far alzare la voce a Guardiola è stato in particolare l’ultimo ritiro delle Nazionali, che in una stagione del genere hanno complicato ancor più la situazione. Quello della sosta è un tema caldo anche dalle nostre latitudini, basti pensare al periodo in cui il CT era Antonio Conte e la sua esigenza era quella di allenare ancora di più gli azzurri, scontrandosi giocoforza con i club. La riduzione delle squadre in Serie A è una soluzione da valutare attentamente, la sensazione è che il nostro calcio sia da rivoluzionare e questo potrebbe essere un punto di partenza.

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli

Anche De Laurentiis si schiera con Guardiola

L’ultimo ad essersi schierato con Pep Guardiola dopo lo sfogo sulle troppe gare stagionali, è stato Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli. Il patron azzurro ha affidato il proprio pensiero all’account Twitter personale, accodandosi alle dichiarazioni del tecnico del Manchester City. “Concordo completamente con quanto affermato da Pep Guardiola“, ha scritto De Laurentiis, “Lo sostengo da quando mi interesso di calcio“. Una presa di posizione forte che potrebbe contare molto anche in ottica Serie A, su eventuali decisioni future. La stagione anomala che stanno vivendo i calciatori e le società ha fatto rinvigorire una protesta già nota da tempo, Guardiola si è fatto portavoce ma la coda dietro di lui è destinata ad allungarsi. La sensazione è che se a dirlo siano i professionisti del settore, i quali osservano i test fisici dei propri giocatori ogni giorno, il fondo di verità ci sia e sia concreto. Urge una rivoluzione e in questo senso anche la Champions League ha già iniziato a programmare i primi cambiamenti. Le prossime potrebbero intaccare i campionati nazionali, nel frattempo è chiaro che una soluzione andrà trovata. Il periodo di incertezza potrebbe in questo senso spingere a voler trovare un punto d’incontro. Le troppe gare rischiano di diminuire quello spettacolo continuamente cercato, il rischio è che già Euro 2021 possa diventare una serie di partite “scariche.

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