Phil Foden, talento del City e dell'Inghilterra
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I millenials padroni della Champions League: la linea verde si prende l’Europa

Da Foden a Bellingham, passando per Davies e Kean, giungendo a Mount e Kabak. I millenials, e in generale i giovani talenti, sono i veri protagonisti della Champions League, dove oltre all’esperienza, conta senza alcun dubbio anche la sfrontatezza e il coraggio

Champions League, quanti diamanti da sgrezzare

La Champions League è ancora una volta il giudice massimo anche in tema di giovani talenti. Si dice spesso di come certe vittorie si ottengono con la maggior esperienza, ecco forse a volte è utile anche un po’ di spensieratezza e sfacciataggine. Il Manchester City passa alle semifinali grazie ai gol della stellina Phil Foden, classe 2000, diventato in breve tempo perno fondamentale del calcio di Guardiola. Uscito invece sconfitto dallo scontro tutto inglese, Jude Bellingham, addirittura un classe 2003, comunque in rete per il suo Borussia Dortmund. Il Chelsea supera il Porto grazie al suo gioiellino Mason Mount, un millenial soltanto sfiorato, nato nel 1999, il Real Madrid vola sulle ali di Vinicius Jr, crack del Brasile del futuro, nato nel 2000, il PSG mette in mostra l’azzurro Moise Kean. Il Bayern Monaco continua a puntare sull’ormai conosciutissimo Alphonso Davies, il Liverpool si affida a Kabak a protezione di Alisson. Questi senza dubbio i giovani più in vista, messi in mostra a suon di gol e prestazioni stellari, ma non sono certi gli unici ad esser stati protagonisti di questa tornata di gare. Così come saranno protagonisti nelle ultime 5 gare di Champions, e nelle edizioni ancora a venire.

Bellingham
Jude Bellingham, centrocampista del Borussia Dortmund

Manchester City-Borussia Dortmund, l’Inghilterra sorride: fenomeni Foden e Bellingham

Phil Foden è senza dubbio la stella più luminosa di tutti i quarti di finale di Champions League. Il fenomeno inglese segna i due gol decisivi in entrambe le vittorie per 2-1 del Manchester City. Un vero e proprio prototipo di centrocampista Guardiolano: veloce, tecnico, tatticamente intelligentissimo. Foden segna e fa segnare, un mancino secco, un calcio bellissimo da vedere, con la gamba a slanciarsi in avanti con estrema eleganza. Dopo un grande inizio di stagione, non ha trovato spazio ai quarti Ferran Torres talento spagnolo purissimo classe 2000, utilizzato da Guardiola in tutti i ruoli dell’attacco e certamente da monitorare. Stessa sorte per il connazionale Eric Garcia, difensore centrale dal futuro assicurato nato nel 2001, in questo caso per questioni contrattuali. In scadenza nel 2021, Garcia sembrerebbe destinato al ritorno in patria: il Barcellona lo accoglierebbe a braccia aperta. Il Borussia Dortmund, uscito sconfitto dal confronto, è la squadra più giovane di tutti i quarti di finale di Champions League. Il millenial più in vista è paradossalmente quello che meno si è visto nelle due sfide. Erling Braut Haaland, l’uomo più atteso dei gialloneri, è rimasto a secco, non riuscendo ad aiutare i suoi. A mettersi in mostra è stato, come detto, il centrocampista Jude Bellingham, classe 2003, proveniente dal Birmingham. I tedeschi ci hanno creduto scovandolo in Championship, la Serie B inglese, pagandolo ben 25 milioni di euro e inserendolo subito in prima squadra. Bellingham è un centrocampista completo, in grado di giocare mezzala, in zona più avanzata e anche più arretrata. A destra nello scacchiere di Terzic ha trovato spazio il 2001 Mateu Morey, laterale basso spagnolo, così come Ansgar Knauff, ala destra del 2002, titolare sia all’andata che al ritorno. Subentrato in entrambe le sfide il talento più cristallino del calcio statunitense: Giovanni Reyna, classe 2002. Grande assente dei quarti di Champions, Jadon Sancho, insieme ad Haaland uno dei 2000 più forti al mondo.

Vinicius Junior, attaccante del Real Madrid
Vinicius Junior, attaccante del Real Madrid

Real Madrid-Liverpool, brilla la stella di Vinicius Jr

Vinicius Jr è stato il mattatore assoluto del Real Madrid vincente per 3-1 all’Alfredo Di Stefano sul Liverpool. Due gol in un tempo risultati decisivi alla luce di un ritorno terminato a reti bianche. Nato nel 2000, le Merengues spesero 45 milioni per strapparlo al Flamengo. Tecnica sopraffina, velocità supersonica e dribbling fulmineo. Vinicius è quasi immarcabile e se inizia a trovare la via del gol con continuità, per le difese saranno dolori. La stessa cifra il Real la sborsò più o meno nello stesso periodo per Rodrygo dal Santos. Decisivo contro l’Inter nei gironi, impiegato solo a partita in corso da Zidane nei quarti contro il Liverpool. Reds in campo con il 2000 Ozan Kabak al centro della difesa, acquistato in gennaio complice l’infortunio di Virgil Van Dijk. Il turco ex Schalke si è trovato catapultato in un contesto complicatissimo ma le qualità e l’età sono dalla sua. Talento dall’assoluto avvenire un altro centrocampista inglese tuttofare: Curtis Jones, classe 2001, lasciato in panchina da Klopp, ma di cui presto sentiremo parlare ancora.

Moise Kean attaccante del PSG
Moise Kean attaccante del PSG

PSG-Bayern Monaco: il cielo di Parigi è azzurro come Kean

Nel Paris Saint-Germain il 2000 a prendersi la scena è senza dubbio Moise Kean. Il centravanti italiano non ha lasciato il segno ai quarti come fatto al Camp Nou, ma Pochettino punta su di lui. Stessa annata per Mitchell Bakker, meno utilizzato dal tecnico argentino ma subentrato contro il Bayern Monaco nel ritorno al Parco dei Principi. Hansi Flick per provare a ribaltare il punteggio sui parigini ha lanciato un millenial tedesco dal futuro roseo: Jamal Musiala. Il centrocampista classe 2003, coetaneo di Bellingham, era andato a segno all’Olimpico con la Lazio e siamo certi che farà parlare molto di sé negli anni avvenire. Impossibile dimenticare l’esterno canadese Alphonso Davies, prototipo di laterale perfetto. In grado di svolgere tutti i ruoli della fascia, l’ex Vancouver non ha giocato il suo miglior quarto di finale, ma le sue prestazioni in Champions dello scorso anno sono ancora nella mente di tutti.

Hudson-Odoi, attaccante del Chelsea
Hudson-Odoi, attaccante del Chelsea

Chelsea-Porto, meno millenials ma tanta gioventù

Tra i tanti meriti di Thomas Tuchel da quando è alla guida del Chelsea c’è senz’altro la crescita esponenziale di Mason Mount. Non è un millenial, ma l’Inghilterra anche in questo caso può sfregarsi le mani. Lo stesso può dire la nazionale tedesca, che in semifinale potrà osservare l’infinita classe di Kai Havertz. Mezzala, trequartista, esterno o punta: il classe ’99 brilla in ogni fazzoletto di campo per qualità ed eleganza. Occhio anche a Reece James, tuttofare della difesa del Chelsea: terzino, centrale a tre, esterno a tutta fascia e anche centrale di centrocampo. Dunque nessun 2000 nei Blues? Sbagliato, perché Callum Hudson-Odoi è più di una semplice riserva. La Nazionale dei Tre Leoni può ancora sorridere, l’esterno del Chelsea è pura elettricità, fortissimo nell’1 vs 1 e dotato di estrema rapidità nel breve. Senz’altro più esperto il Porto, avversario degli inglesi ai quarti, che comunque una piccola stellina in casa potrebbero averla. Occhio al trequartista del 2000 Fabio Vieira, già lanciato da Conceicao sia all’andata che al ritorno.

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