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I profeti in patria, da Eriksen a Bernardeschi

Federico Bernardeschi, Italia
Federico Bernardeschi (Juventus)

La Nations League è una manifestazione nata da poco per rendere più interessanti le spesso soporifere amichevoli delle nazionali. E a dir la verità l’idea non è stata male visto che l’interesse verso questa competizione sicuramente è più alto rispetto alle amichevoli soporifere di una volta. E oggi vi parliamo di due giocatori che in campionato non stanno rendendo al meglio ma che in nazionale si trasformano a suon di gol, assist e buone prestazioni.

Il primo nome, ovviamente, è quello di Christian EriksenIl trequartista danese, arrivato all’Inter nel gennaio 2020, è stato acclamato come il più grande colpo della gestione Suning. Nel Tottenham aveva incantato il mondo con la sua visione di gioco, il suo tocco palla, i suoi assist e anche qualche gol di pregevole fattura, portando addirittura la squadra di Londra alla prima finale di Champions League della sua storia. Insomma sembrava perfetto per spiccare nel centrocampo solo muscoli e grinta della squadra di Antonio Conte.

Invece l’ex Spurs all’Inter è sembrato subito spaesato. Tranne qualche colpo da fermo, il danese sembra un altro giocatore rispetto alle scorse stagioni, non riuscendo ad entrare negli schemi e nelle simpatie del tecnico salentino. Ma tutto cambia quando indossa la maglia della Danimarca. Il numero 23 nerazzurro ha trascinato la squadra scandinava ad un importante successo contro l’Islanda, siglando i 2 gol che hanno portato alla vittoria i danesi. Insomma quando gioca in rosso, Eriksen torna prepotentemente ad essere un giocatore decisivo nell’ultimo passaggio e nella fase realizzativa, contribuendo in maniera fondamentale al gioco della nazionale allenata da Kasper Hjulmand.

Federico Bernardeschi, attaccante della Juventus
Federico Bernardeschi, attaccante della Juventus

Bernardeschi top e flop tra Juve e Nazionale

Un altro giocatore che è sembrato al top con la propria nazionale è sicuramente Federico Bernardeschi. Anche ieri sera, contro un avversario tutt’altro che abbordabile come la Polonia di Lewandowski, il numero 33 bianconero è sembrato perfettamente a suo agio nel 4-3-3 di Roberto Mancini.

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Dopo il gol e la buona prestazione offerta in amichevole di mercoledì scorso contro l’Estonia, ieri l’ex Fiorentina ha confermato tutto quello che si era visto di buono contro la squadra estone. Corsa, dribbling , forza e tanta sicurezza che nella Juventus sembra proprio aver perso. Ora sta a mister Pirlo riuscire a valorizzarlo nella maniera migliore cominciando dal trovare il suo giusto ruolo in campo. Il carrarese, da quando è a Torino, è stato provato in diverse zone del terreno di gioco, ma pur cambiando tre allenatori (Allegri, Sarri e ora Pirlo) nessuno è riuscito a trovare la giusta collocazione tattica al giocatore bianconero.

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La domanda plausibile potrebbe essere: che ruolo ha Bernardeschi? Per il CT dell’Italia la risposta è chiara: Federico è un esterno d’attacco. Il problema è che ora nella Juventus c’è abbondanza in quel ruolo dopo gli arrivi del talentino svedese Dejan Kulusevski e dell’altro di casa Fiorentina, Federico Chiesa.

Insomma, per Eriksen e Bernardeshi, è arrivato il momento di dimostrare il proprio valore anche nei club di cui fanno parte, provando a convincere mister Conte e mister Pirlo di non essere solamente dei profeti in patria.

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