L'Inter festeggia il 19° scudetto @Image Sport
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Il Pagellone della Serie A, Inter e Milan sugli scudi, Juventus che fatica: insufficienze per Napoli e Roma

Il Pagellone della Serie A: Inter Regina d’Italia, Milan e Atalanta in Champions League, Juventus avanti a fatica, la Lazio limita i danni, mentre Napoli e Roma deludono. Menzione di merito per Spezia e Sassuolo, finiscono invece dietro la lavagna Torino, Benevento, Crotone e Parma

Inter Regina, Milan da applausi: Juventus sull’altalena di Pirlo

La stagione 2020-2021 di Serie A volge al termine e incorona l’Inter di Antonio Conte. Piazzamenti d’onore per Milan, Atalanta e Juventus che conquistano in extremis la qualificazione alla prossima Champions League ai danni di Napoli e Lazio, che dovranno accontentarsi dell’Europa minore. Europa minore anche per la Roma che in virtù del 2-2 in rimonta contro lo Spezia blinda l’accesso alla fase a gironi della prima edizione della Conference League.

Ora però è tempo di bilanci, quale è stata la formazione che più si è distinta in questo campionato? Sarebbe troppo facile indicare i nerazzurri Campioni d’Italia, anche se in realtà è cosi; un grande plauso al Milan e a Pioli per essere riusciti a portare a termine l’obiettivo prefissato ad inizio stagione, nonostante le numerose difficoltà palesate nella seconda parte di stagione. L’Atalanta non fa più notizia, Roma e Juventus a due velocità, complimenti a De Zerbi e Italiano protagonisti dei miracoli Sassuolo e Spezia, male Torino e Parma.

Inter, voto 9,5

Dopo nove anni termina il dominio in Italia della Juventus. Antonio Conte aveva dato inizio al ciclo vincente dei bianconeri, l’allenatore salentino nega il 10° successo di fila alla Vecchia Signora. La stagione dell’Inter è da 10 e lode, ma l’ennesima delusione europea vale mezzo punto in meno. Una cavalcata straordinaria che raggiunge l’apice nella seconda parte di campionato dove Lukaku e compagni archiviano i giochi con largo anticipo, lasciando le briciole agli avversari. Ora viene il bello, una rondine non fa Primavera motivo per cui sarebbe meglio pianificare le strategie future per confermare quanto di buono dimostrato quest’anno. Possibilmente prima dell’inizio degli Europei.

Milan, voto 8

7 anni dopo il Milan ritrova “la stanza dei giochi“, quella Champions League che da sempre costituisce il palcoscenico preferito del Diavolo. Una stagione importante per la truppa di Stefano Pioli con un finale da thrilling: ai rossoneri va comunque dato merito per aver resistito a lungo in testa alla classifica, nonostante una rosa complessivamente inferiore a quella dei Campioni d’Italia, e per essere riusciti a compattarsi nelle battute conclusive del campionato.

Esultanza Milan @Image Sport
Esultanza Milan @Image Sport

Atalanta, voto 7,5

Guai a chiamarla ancora Cenerentola. L’Atalanta si conferma nuovamente per il terzo anno consecutivo nell’elitè del calcio europeo: gli addii di Castagne e Gomez e la stagione poco esaltante di Josip Ilicic non hanno influito più di tanto sulle prestazioni della squadra di Gasperini. La Dea gioca il miglior calcio d’Italia, ma nella prossima stagione anno tutto questo non basterà più, per impreziosire i progressi degli ultimi anni c’è bisogno di un trofeo. Dopo le sconfitte contro Lazio e Juventus nelle recenti finali di Coppa Italia è ora di puntare in grande. Scudetto? Perchè no…

Juventus voto 6,5

Bella, in affanno, sofferente, ancora bella e poi di nuovo sofferente e alla fine sorridente. Una Juventus a due velocità quella targata Andrea Pirlo che nel finale è riuscito comunque a centrare un’insperata qualificazione in Champions League e a portare a casa due trofei: ottima partenza in campionato che ha un po’ illuso i tifosi, irriconoscibile nelle gare in cui aveva sempre fatto la differenza negli anni precedenti, il 3-0 del Camp Nou che insieme alla rimonta nel Derby sembrava poter dare la svolta alla stagione e poi le cocenti delusioni contro Porto, Benevento e Milan che hanno tolto ulteriori certezze al Maestro, sprofondato in un tunnel senza via d’uscita, ma salvato dall’estro dei singoli a pochi metri dal traguardo. Il successo in Coppa Italia vale mezzo punto in più, ma un appunto all’esordiente va fatto: gli esperimenti meglio farli in laboratorio, in campo sarebbe meglio dedicarsi a qualcosa di più concreto…

Esultanza Juventus @Image Sport
Esultanza Juventus @Image Sport

Napoli voto 5,5

Ora arrivano le dolenti note. Il gol di Davide Faraoni spegne i sogni di qualificazione alla prossima Champions League del Napoli. Una stagione iniziata nel migliore dei modi, il che faceva ben sperare per un’eventuale lotta scudetto, poi la sconfitta all’esordio in Europa League contro l’AZ Alkmaar, i ko interni contro Spezia e Sassuolo, i numerosi infortuni, su tutti quello doppio di Victor Osimhen, fino ad una clamorosa rimonta nel girone di ritorno, inceppatasi sul più bello. L’incubo diventa realtà e mette fine all’avventura campana di Gennaro Gattuso: Ringhio chiude malissimo, De Laurentis fa anche peggio. Tradotto: annata fallimentare.

Lazio voto 6

Era impensabile confermare il 4° posto della stagione precedente, alla luce della campagna acquisti deludente della scorsa sessione estiva di calciomercato. E così Simone Inzaghi ha fatto ciò che ha potuto, un ottimo cammino alla fase a gironi di Champions League, vanificato dall’umiliazione incassata agli ottavi dal Bayern Monaco. La mini rimonta nella seconda parte di campionato stroncata sul più bello da Dusan Vlahovic. Il 6° posto vale la quinta qualificazione europea di fila, un traguardo importante per il tecnico piacentino che potrebbe chiudere baracca e burattini qualora non dovessero arrivare garanzie dai piani alti.

Paulo Fonseca, allenatore della Roma
Paulo Fonseca, allenatore della Roma

Roma voto 5

Male, a tratti malissimo in campionato, benino in Europa. Anche se la semifinale contro il Manchester United grida vendetta, per un secondo tempo scellerato che ha di fatto consegnato la qualificazione ai Red Devils. Un po’ come è successo per larghi tratti della stagione in cui la squadra di Paulo Fonseca ha cestinato le numerose possibilità di rientrare in corsa per le zone nobili della classifica. I limiti del tecnico portoghese sono evidenti, ma la squadra non gli ha quasi mai dato una mano. Da Dzeko a Mkhitaryan, passando per i vari Pellegrini e Mancini, la Roma ha pagato a caro prezzo la mancanza di un leader in grado di far la voce grossa nei momenti decisivi. La speranza è che la musica possa cambiare finalmente con Josè Mourinho.

Sassuolo voto 7

Dopo tre anni si interrompe il rapporto professionale tra Roberto De Zerbi e il Sassuolo che disputa una delle migliori stagioni della propria storia, al pari di quella che sotto la guida di Eusebio Di Francesco valse la qualificazione in Europa League. Questa volta non arriva un piazzamento europeo, per questioni legate alla differenza reti, ma la formazione neroverde merita comunque una standing ovation per aver mantenuto vive le speranze sino all’ultimo. Sugli scudi Locatelli e Domenico Berardi: il centrocampista ex Milan ha finalmente trovato la sua dimensione e chissà che nel post-Europeo non possa arrivare la chiamata di un grande club (ogni riferimento alla Juventus è puramente casuale), mentre l’attaccante calabrese con 17 gol e 7 assist all’attivo disputa la miglior stagione della sua carriera.

Claudio Ranieri (Sampdoria)
Claudio Ranieri (Sampdoria) @Image Sport

Sampdoria voto 6,5

Sampdoria voto 6,5, Claudio Ranieri voto 9. Nonostante qualche passaggio di troppo i blucerchiati conquistano con largo anticipo la salvezza e migliorano il piazzamento della stagione precedente. Merito dell’eterno Fabio Quagliarella e soprattutto dell’allenatore romano che dopo due anni mette fine alla sua esperienza all’ombra della Lanterna. Problemi interni, questioni economiche? Probabile, fatto sta che il nostro Paese non riesce ad andare oltre i risultati sportivi e gli introiti economici. Per gentleman come sir Claudio, Prandelli e Fonseca non c’è spazio nel “calcio dei tifosi”.

Verona e Genoa voto 6

Due squadre protagoniste di un viaggio differente, ma accomunate dalla conquista del medesimo obiettivo. Ivan Juric firma una mini impresa se consideriamo le scelte discutibili della dirigenza scaligera che in sede di mercato ha privato il tecnico croato di tutti quei giocatori che si erano distinti nella stagione precedente. Alla fine la salvezza arriva, ma il finale di campionato con ben otto sconfitte nelle ultime 13 partite macchiano il ruolino di marcia dei veneti che avrebbero potuto arrotondare il punteggio in classifica.

Si scrive Genoa, si legge Davide Ballardini, il protagonista in assoluto della straordinaria cavalcata del Grifone. Dall’ultimo posto con soli 4 punti all’attivo all’undicesimo definitivo, giusto due posizioni di ritardo rispetto ai cugini rivali della Sampdoria. Una stagione al cardiopalma, vissuta sulla falsariga di quella precedente, con la speranza che il prossimo anno possa regalare qualche sofferenza in meno.

Davide Ballardini, allenatore del Genoa @Imagesport
Davide Ballardini, allenatore del Genoa @Imagesport

Bologna e Udinese voto 5,5

Stagione tutto sommato positiva per le formazioni di Sinisa Mihajlovic e Luca Gotti, brave a non farsi mai trascinare nella zona rossa della classifica. La salvezza conquistata con largo anticipo non giustifica in alcun modo il pessimo finale di stagione: entrambe le compagini avrebbero potuto raccogliere qualche punticino in più e invece hanno preferito accontentarsi del compitino. Obiettivo minimo, nulla di più, nulla di meno.

Cagliari e Fiorentina voto 5

Al di là della salvezza raggiunta nelle battute finali del campionato, la stagione di Cagliari e Fiorentina è stata insufficiente. Ai nastri di partenza le aspettative della dirigenza isolana e Viola erano alte, con l’arrivo in panchina di Di Francesco la formazione sarda sperava di poter lottare per un piazzamento europeo; con la campagna acquisti di livello del patron Commisso il club gigliato sognava un campionato da protagonista. Risultato? Altro che Europa e Conference League, la lotta c’è stata sì, ma per non retrocedere.

Joao Pedro e Semplici da una parte, Vlahovic dall’altra sono le uniche note positive della stagione delle due squadre: l’attaccante brasiliano e il giovane bomber serbo si sono dimostrati provvidenziali in area di rigore avversaria, al tecnico toscano il merito di aver rivitalizzato un gruppo la cui sorte sembrava ormai segnata.

Vincenzo Italiano, tecnico dello Spezia @Imagesport
Vincenzo Italiano, tecnico dello Spezia @Imagesport

Spezia voto 7,5

All’esordio in assoluto in Serie A lo Spezia centra una storica salvezza. Nonostante una rosa poco adatta alla massima categoria, Vincenzo Italiano firma l’impresa e porta a casa l’obiettivo addirittura con un turno d’anticipo. Tanti protagonisti in positivo dall’estremo difensore Provedel ai giovani Nazionali Ricci e Pobega, senza dimenticare Maggiore, insieme a Bastoni e Vignali spezzini doc. Il principale fautore del miracolo Spezia resta però l’allenatore, se è riuscito ad attirare le attenzioni di Napoli, Sampdoria e Sassuolo un motivo ci sarà.

Torino voto 4,5

Annata fallimentare, la salvezza è un premio di consolazione per la banda di Davide Nicola. Giampaolo non incide, la campagna acquisti orchestrata da Vagnati si rivela poco funzionale alle idee dell’allenatore originario di Bellinzona, il cambio in panchina arriva giusto in tempo per evitare una clamorosa retrocessione.

Benevento voto 5

Le polemiche arbitrali relative al rigore non assegnato durante la sfida casalinga contro il Cagliari che avrebbe potuto stravolgere la volata salvezza potrebbero anche starci, ma l’errore arbitrale non è la principale motivazione della retrocessione del Benevento. L’ottimo girone d’andata (10° posto prima di Natale) è stato completamente vanificato da un girone di ritorno imbarazzante: una sola vittoria, 10 punti totalizzati, il che basta e avanza per motivare l’insufficienza.

D'Aversa (Parma) e Serse Cosmi (Crotone)
D’Aversa (Parma) e Serse Cosmi (Crotone)

Crotone e Parma voto 4

Insufficienza abbondante anche per Crotone e Parma: i calabresi non danno mai la sensazione di poter lottare realmente per mantenere la categoria. Simy e Messias non bastano agli Squali che pagano a caro prezzo i numerosi errori in fase difensiva e una gestione societaria che lascia molto a desiderare. L’arrivo di Cosmi è tardivo, ma in generale il tecnico umbro non ha fatto molto di più rispetto a Stroppa, il problema principale è stato a livello mentale.

Il Parma, invece, è stata la grande delusione di questa stagione: la rivoluzione societaria e tecnica non ha dato i suoi frutti e alla fine neanche il ritorno di D’Aversa è servito per ribaltare le carte in tavola ed evitare la retrocessione. A volte sarebbe meglio evitare il passo più lungo della gamba: piccoli passi, grandi traguardi.

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